Cos’è l’AQE, quando è obbligatorio e le differenze con l’APE

Cos'è l'AQE, quando è obbligatorio e le differenze con l'APE
Ambiente, Edilizia
Autore: Ultimo aggiornamento: 24 Luglio 2025Categorie: Ambiente, Edilizia

Attestato di prestazione energetica oppure attestato di qualificazione energetica? In un frangente fortunatamente segnato da una maggiore attenzione alla sostenibilità degli edifici, sia a livello di costruzione che di utilizzo e quindi di demolizione, si moltiplicano gli strumenti atti a dimostrare le caratteristiche degli edifici dal punto di vista energetico. Parallelamente, le normative energetiche ed edilizie continuano a evolvere: si pensi per esempio alle novità introdotte con la revisione del Decreto requisiti minimi. Vale quindi la pena ripassare il ruolo e gli obiettivi di uno degli attestati più importanti da questo punto di vista per le nuove costruzioni come per delle ristrutturazioni integrali: che cosa è l’AQE, quando è obbligatorio,  quali sono le differenze con l’APE e chi lo redige?

Di cosa parliamo in questo articolo:

Cos’è l’AQE e quando serve?

Iniziamo con lo spiegare cosa è l’AQE: questo acronimo sta per “attestato di qualificazione energetica”, a indicare un documento che descrive le caratteristiche di un edificio – come vedremo nuovo o ristrutturato – dal punto di vista energetico. Vale anticipare fin d’ora che l’AQE viene creato a fine lavori, un termine che ovviamente non è casuale: prima sarebbe inutile o perfino impossibile redigere l’AQE, in quanto questo documento va ad attestare come durante l’esecuzione dei lavori di costruzione di ristrutturazione siano state rispettate tutte le prescrizioni volte ad elevare l’efficienza energetica dell’edificio in oggetto.

L’AQE non presenta una struttura libera. Anzi, si tratta di un modulo con una struttura ben precisa, composto da tre fogli. Nelle varie sezioni, come riportato nel Decreto Legislativo n. 192 del 2005, l’attestato di qualificazione energetica riporta “i fabbisogni di energia primaria di calcolo, la classe di appartenenza dell’edificio, o dell’unità immobiliare, in relazione al sistema di certificazione energetica in vigore, ed i corrispondenti valori massimi ammissibili fissati dalla normativa in vigore per il caso specifico o, ove non siano fissati tali limiti, per un identico edificio di nuova costruzione”.

Ecco che allora all’interno dell’AQE si trovano sezioni dedicate alle caratteristiche dell’involucro dell’edificio, con indicazioni per esempio relative al tipo di copertura, ai materiali delle finestre e via dicendo; ai consumi energetici e all’energia esportata; nonché, per fare un altro esempio, al dettaglio dei vari impianti presenti.

Con l’AQE, quindi, si fornisce un quadro completo delle prestazioni energetiche di un edificio, esprimendo quanto questo risulti effettivamente in grado di ottimizzare l’energia importata o prodotta.

Chi redige l’AQE?

Visto nel concreto il contenuto dell’attestato di qualificazione energetica, è interessante capire ora chi redige l’AQE, per sapere per esempio se per compilare e presentare questo documento sia necessario seguire un corso certificatore energetico.

A differenza di quanto avviene per l’APE, l’AQE viene tipicamente realizzato e firmato dal direttore dei lavori, oppure dal progettista, o ancora, da un altro soggetto coinvolto in altra veste del processo costruttivo, a patto di essere un tecnico abilitato. Nel già citato Decreto Legislativo n. 192 del 2005 viene precisato che l’attestato di qualificazione energetica può essere “predisposto ed asseverato da un professionista abilitato, non necessariamente estraneo alla proprietà, alla progettazione o alla realizzazione dell’edificio”.

La validità dell’AQE

Quando tempo dura l’AQE? O meglio, per quanto si estende la validità dell’attestato di qualificazione energetica? La validità dell’AQE è pari a quella dell’APE, ed è quindi di 10 anni. Va però sottolineato che tale documento perde di validità e va quindi rinnovato nel momento in cui vengono effettuati degli interventi di ristrutturazione, e più precisamente nel caso di modifiche degli involucri, di modifiche degli impianti o nell’eventualità di ampliamenti della volumetria dell’edificio. In tutti questi casi l’AQE dovrà essere realizzato nuovamente a fine lavori.

Quando non è obbligatorio redigere l’AQE?

L’AQE è obbligatorio per tutti gli edifici di nuova costruzione, facendo di fatto parte del corpus di documenti da presentare alla fine dei lavori. L’attestato di qualificazione energetica è inoltre obbligatorio al termine degli interventi di ristrutturazione integrale che prevedono modifiche degli impianti o dell’involucro dell’edificio – e più in generale quindi quando ci sono interventi di efficientamento energetico – così come in caso di ampliamenti. Non è invece obbligatorio di per sé procedere con la redazione e la presentazione dell’AQE nel caso di interventi che non toccano impianti o involucro, come può accedere spesso in interventi mirati di ristrutturazione di appartamenti, per le quali si rende obbligatoria la CILA.

Le principali differenze tra APE e AQE

APE e AQE presentano diverse differenze. Si tratta in entrambi i casi di documenti volti ad attestare l’efficienza energetica di un edificio, ma per tanti aspetti si presentano e funzionano in modo diverso.
Come è noto l’APE deve essere redatto da certificatori energetici estranei ai lavori, per garantire l’imparzialità del documento: questo significa quindi che il progettista o il direttore dei lavori non può in nessun caso rilasciare il certificato APE, laddove invece come visto può occuparsi dell’AQE.

Altra differenza è quella relativa al focus dell’attestato, dal momento che l’APE si concentra nell’esprimere una valutazione e quindi una classe energetica dell’edificio, laddove invece l’AQE sposta l’attenzione sulla conformità a determinati criteri energetici a livello di progettazione e di costruzione. Infine, va sottolineato che l’AQE deve essere consegnato in Comune, mentre l’APE trova come destinatario finale la Regione.

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