Attestato di Prestazione Energetica (APE): chi può redigere e rilasciare l’APE

Attestato di Prestazione Energetica (APE): chi può redigere e rilasciare l'APE
Ambiente, Professionisti
Autore: Ultimo aggiornamento: 17 Settembre 2025Categorie: Ambiente, Professionisti
Corso Certificazione Energetica degli Edifici

Con l’avvento della green economy anche il nostro paese è stato investito da una serie di cambiamenti importanti, che cercano di instradarci verso la cosiddetta transizione ecologica. Un cambio di passo importante, dettato anche dalle tante normative UE nell’ambito della sostenibilità ambientale, che puntano ad arrivare all’ambizioso obiettivo della neutralità climatica.

Naturalmente, anche il settore delle costruzioni non poteva che essere investito dall’onda green. Tra i tanti strumenti adottati a questo proposito c’è l’Attestato di Prestazione Energetica (APE). Si tratta di un documento che attesta la classe energetica di un edificio in base ai suoi consumi. È richiesto per tutte le nuove costruzioni, ma anche per gli edifici esistenti in caso di compravendita, locazione, interventi di riqualificazione energetica o ristrutturazioni significative.

Ma chi può fare la certificazione energetica? Il compito di redigere l’APE spetta a Tecnici Abilitati, ovvero ai certificatori energetici, che devono soddisfare determinati requisiti professionali. Possono essere architetti, ingegneri, geometri, periti tecnici o altre professionisti competenti.

Cos’è l’Attestato di Prestazione Energetica (APE) e a cosa serve

Prima di capire chi redige l’APE vediamo di cosa si tratta. L’Attestato di Prestazione Energetica, APE, anche detto certificazione energetica, è un documento che certifica la classe energetica di un edificio, ovvero l’indice di prestazione energetica globale dell’immobile.

L’edificio viene così classificato in una delle 8 classi energetiche disponibili: dalla più bassa, la G, che ha l’indice peggiore, alla più alta, la A+. Dal 2025 infatti è iniziata l’applicazione della direttiva Case Green, che fissa nuovi obiettivi (ambiziosi) per ridurre l’impatto ambientale degli edifici nel continente.

Attualmente, le classi energetiche degli edifici sono così suddivise in base al consumo annuo per metro quadro:

  • A+: fino a 15 kWh
  • A: tra 15 e 30 kWh
  • B: tra 31 e 50 kWh
  • C: tra 51 e 70 kWh
  • D: tra 71 e 90 kWh
  • E: tra 91 e 120 kWh
  • F: tra 121 e 160 kWh
  • G: oltre 160 kWh

Dunque un edificio in classe G è più energivoro, disperde il calore e le bollette di luce e gas sono molto alte, un edificio in classe A+, invece, disperde molto meno calore portando così ad usare meno gli impianti di riscaldamento e raffrescamento e ad abbassare il costo delle bollette.

A partire dal 2025, ogni paese dovrà ridurre il consumo energetico medio degli edifici residenziali del 16% entro il 2030 e del 20% entro il 2035, mentre per gli edifici non residenziali la riduzione sarà del 26%. Inoltre, entro il 2028, tutti i nuovi edifici pubblici dovranno essere a emissioni zero; l’obbligo sarà esteso anche agli edifici privati dal 2030.

L’importanza dell’APE nella compravendita e locazione di immobili

L’APE è obbligatorio in caso di compravendita di un immobile, è diventato requisito di legge dal 1° luglio 2009. Dal 1° luglio 2010, è stato introdotto l’obbligo anche per i contratti di locazione. L’Attestato di Prestazione Energetica deve essere incluso nella documentazione relativa a qualsiasi transazione immobiliare e deve essere rilasciato per:

  • nuove costruzioni,
  • ristrutturazioni significative,
  • interventi di riqualificazione energetica.

Chi può fare la certificazione energetica e redigere l’APE

Nel 2015, il Decreto 26 giugno 2015 ha stabilito che può redigere l’APE chi è certificatore energetico abilitato in base al Regolamento 75/2013:

  • ESCo – Energy Service Company;
  • tecnici qualificati, sia singoli sia associati;
  • enti pubblici e organismi di diritto pubblico del settore dell’energia e dell’edilizia;
  • gli organismi pubblici e privati iscritti presso Accredia che fanno ispezioni nel settore delle costruzioni edili, di ingegneria civile e impiantistica.

Se vuoi diventare certificatore energetico puoi frequentare online il corso Certificazione Energetica degli Edifici di Unione Professionisti, che ti permetterà di redigere APE e AQE secondo la normativa energetica vigente e le linee guida nazionali, oltre che conoscere le basi dell’energetica edilizia e della diagnosi energetica.

Il ruolo dei professionisti certificatori e la loro responsabilità legale

Il certificatore energetico, responsabile del rilascio dell’APE, è soggetto a diverse responsabilità legali, di tipo amministrativo, civile e penale, poiché ai sensi dell’articolo 481 del Codice Penale, l’APE è a tutti gli effetti un atto pubblico

Se il tecnico emette un APE errato o privo dei requisiti necessari, può incorrere in una sanzione amministrativa pari al 70% della sua parcella e nella sospensione dall’Ordine o Collegio professionale di appartenenza.

Nel caso di un APE falso a causa di negligenza o errore, il certificatore dovrà risarcire i danni causati al terzo coinvolto (responsabilità civile). Se invece il rilascio dell’APE errato avviene con dolo, la sanzione penale può comportare una multa fino a 516 euro e una reclusione fino a un anno per falsità ideologica.

Posso fare l’APE se sono un professionista non iscritto agli elenchi regionali?

Non è possibile lavorare come certificatore energetico senza una qualifica specifica. Se sei ingegnere, architetto o geometra, ma non sei iscritto all’Ordine professionale o non hai completato il corso di formazione adatto, non puoi rilasciare l’APE. È necessario verificare se la tua Regione richiede l’iscrizione a un elenco dei certificatori energetici e procedere con l’iscrizione all’Albo e, se richiesto, frequentare il corso di formazione per ottenere l’abilitazione completa.

Quando e come viene richiesto l’APE

L’APE può riguardare l’intero edificio o singole unità immobiliari, come nel caso delle abitazioni condominiali.

Si tratta di uno strumento versatile, che può essere richiesto: dal costruttore o dall’impresa edile a proprie spese per gli edifici di nuova costruzione, oppure dal proprietario o detentore di un immobile esistente.

Come ottenere un APE valido: il processo di certificazione

Chi redige l’APE deve fare almeno un sopralluogo in sito e se il caso lo richiede anche:

  • una verifica di progetto, se ciò può essere d’aiuto nella determinazione dell’indice globale;
  • l’elaborazione di una diagnosi energetica per valutare gli interventi che possono fare migliorare la classe energetica.

La procedura da seguire consiste in 3 fasi:

  • raccolta delle informazioni: zona climatica, uso dell’edificio, impianti, ecc.;
  • modello di calcolo da applicare per calcolare la prestazione energetica;
  • proposte di efficientamento con dettaglio dei costi, dei vantaggi e del tempo per far rientrare l’investimento necessario.

Chi ha richiesto l’APE lo riceve entro 15 giorni da quando il tecnico certificatore energetico lo ha trasmesso al sistema della propria Regione.

La durata dell’APE e la sua validità nel tempo

La validità dell’Attestato di Prestazione Energetica è di 10 anni dal momento del rilascio dalla Regione di riferimento ed è indicata sul documento. Tale validità cessa se si fanno modifiche all’abitazione o agli impianti tali per cui la classe energetica potrebbe essere cambiata.

Se si fanno interventi di ristrutturazione edilizia o riqualificazione energetica, probabilmente bisognerà aggiornarlo.

Cosa succede se l’APE non viene rilasciato correttamente?

L’introduzione del DL 90/2013 ha modificato le sanzioni per chi non rispetta le normative relative alla certificazione energetica degli edifici, come stabilito dal D.Lgs 192/05. Ecco una panoramica delle sanzioni previste per i soggetti coinvolti.

  • Sanzioni per il Certificatore Energetico. Se un professionista emette un APE non conforme o falso, può incorrere in multe da 700 a 4.200 euro. Inoltre, se il certificato contiene dichiarazioni false, la sanzione aumenta al 80% della parcella del professionista, con eventuali provvedimenti disciplinari da parte dell’Ordine professionale di riferimento. Le dichiarazioni false possono anche portare a sanzioni penali, in quanto l’APE è considerato una dichiarazione sostitutiva di atto notorio.
  • Sanzioni per proprietari e amministratori. Il Direttore dei lavori è obbligato a presentare l’APE al Comune al termine dei lavori. In caso di omissione, la sanzione varia da 1.000 a 6.000 euro, con segnalazione all’Ordine professionale. Se il costruttore o il proprietario non redige l’APE per nuove costruzioni o ristrutturazioni, le multe vanno da 3.000 a 18.000 euro. Anche i responsabili degli impianti di climatizzazione, come caldaie e impianti di riscaldamento, sono tenuti a rispettare obblighi di manutenzione e controllo, con multe che vanno da 500 a 3.000 euro in caso di inadempimento.
  • Sanzioni per annunci immobiliari. Dopo le modifiche al Decreto 63/2013, se un immobile viene venduto o affittato senza APE, il venditore rischia una multa tra i 3.000 e i 18.000 euro, mentre per il locatario le sanzioni vanno da 1.000 a 4.000 euro. Allo stesso modo, gli annunci immobiliari privi dei parametri energetici obbligatori (classe energetica e indice di prestazione) sono sanzionabili con contravvenzioni da 500 a 3.000 euro. In ogni caso,  bisogna ricordare che il pagamento della multa non esonera dall’obbligo di redigere e presentare l’attestato.