Attestato di Prestazione Energetica: cos’è, validità e normativa

Attualità, Edilizia
Di cosa parliamo in questo articolo:
- Certificazione energetica degli edifici: cos’è, obblighi e come diventare certificatore
- Cos’è l’Attestato di Prestazione Energetica (APE)
- Quando è obbligatoria la certificazione energetica
- Normativa di riferimento
- Chi può redigere l’APE
- Come diventare certificatore energetico
- Come si calcola la prestazione energetica
- Classi energetiche degli edifici: sistema attuale e cosa cambia con la Direttiva Case Green
- Quanto dura l’APE
- Come si redige un APE
- Quanto costa una certificazione energetica
- APE Standard e APE Convenzionale
- Differenza tra APE, ACE e AQE
- Vuoi lavorare nella certificazione energetica?
Certificazione energetica degli edifici: cos’è, obblighi e come diventare certificatore
La certificazione energetica degli edifici è il processo che consente di valutare i consumi e le prestazioni energetiche di un immobile attraverso l’Attestato di Prestazione Energetica (APE).
L’APE è un documento obbligatorio in caso di vendita, locazione, nuove costruzioni e ristrutturazioni rilevanti, ed è regolato da specifiche normative nazionali e regionali. Il settore è in una fase di transizione normativa rilevante: il nuovo Decreto Requisiti Minimi del 5 dicembre 2025 entrerà in vigore il 3 giugno 2026, mentre il recepimento italiano della Direttiva europea EPBD IV (2024/1275/UE) è atteso entro il 29 maggio 2026.
In questa guida trovi una panoramica completa: cos’è l’APE, quando è obbligatorio, chi può redigerlo, quanto costa e come diventare certificatore energetico.
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Cos’è l’Attestato di Prestazione Energetica (APE)
L’Attestato di Prestazione Energetica (APE) è un documento ufficiale che descrive le caratteristiche energetiche di un edificio o di una singola unità immobiliare.
Attraverso l’APE è possibile conoscere:
- la classe energetica dell’immobile
- i consumi energetici stimati
- le prestazioni degli impianti
- gli interventi migliorativi consigliati
La classificazione energetica varia dalla classe A4 (massima efficienza) alla classe G (minima efficienza) e rappresenta un elemento fondamentale nelle valutazioni immobiliari.
Attenzione: il sistema di classificazione è destinato a cambiare con il recepimento della Direttiva EPBD IV, atteso entro maggio 2026. Le nuove classi energetiche saranno strutturate in modo diverso rispetto a quelle attuali. Ne parliamo in dettaglio più avanti in questa guida.
Quando è obbligatoria la certificazione energetica
L’APE è obbligatorio nelle situazioni previste dalla normativa vigente:
- compravendita di immobili
- locazione di edifici o unità immobiliari
- nuove costruzioni
- ristrutturazioni importanti
La mancata redazione dell’APE nei casi previsti può comportare sanzioni sia per il proprietario che per il professionista coinvolto.
Normativa di riferimento
La certificazione energetica è regolata da un quadro normativo in continua evoluzione:
- D.Lgs. 192/2005 e successive modifiche — norma quadro sulla prestazione energetica degli edifici
- D.Lgs. 48/2020 — recepimento della Direttiva EPBD III (2018/844/UE)
- DPR 75/2013 — requisiti dei certificatori energetici
- DM 26/06/2015 (Decreto Requisiti Minimi e Linee guida APE) — riferimento tecnico operativo, in vigore fino al 2 giugno 2026
- DM 28 ottobre 2025 (pubblicato in GU il 5 dicembre 2025) — nuovo Decreto Requisiti Minimi, in vigore dal 3 giugno 2026: aggiorna i criteri di calcolo, l’edificio di riferimento e le norme tecniche UNI/TS; sostituisce integralmente gli Allegati 1 e 2 del DM 26/06/2015
- Direttiva EPBD IV (2024/1275/UE) — cosiddetta “Direttiva Case Green”: introduce nuovi requisiti per APE, classi energetiche e obiettivi di riduzione dei consumi; il recepimento italiano non è ancora avvenuto, con scadenza europea fissata al 29 maggio 2026
Approfondisci le novità normative sull’APE
Chi può redigere l’APE
La certificazione energetica può essere redatta esclusivamente da tecnici abilitati in possesso dei requisiti previsti dal DPR 75/2013.
In base al titolo di studio e all’iscrizione all’albo, il professionista può operare direttamente oppure dopo aver frequentato un corso abilitante con esame finale.
Come diventare certificatore energetico
Per svolgere l’attività di certificatore energetico è necessario acquisire competenze tecniche specifiche e rispettare i requisiti normativi:
- titolo di studio idoneo
- eventuale iscrizione all’albo professionale
- corso di formazione conforme al DPR 75/2013
- superamento dell’esame finale
Questa figura professionale è sempre più richiesta nel mercato edilizio e immobiliare, soprattutto nel contesto della riqualificazione energetica. La transizione normativa in atto — con il nuovo Decreto Requisiti Minimi e il futuro recepimento EPBD IV — rende l’aggiornamento professionale particolarmente rilevante in questo periodo.
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Come si calcola la prestazione energetica
La prestazione energetica di un edificio viene determinata attraverso analisi tecniche che considerano involucro edilizio, impianti e condizioni di utilizzo. L’indicatore principale è l’indice di prestazione energetica globale non rinnovabile (EPgl,nren), che consente di classificare l’edificio confrontandolo con un edificio di riferimento virtuale.
Con il DM 28 ottobre 2025, l’edificio di riferimento viene aggiornato: include ora esplicitamente i ponti termici (davanzali, spallette, architravi, cassonetti, balconi) e parametri più stringenti per involucro e impianti, rendendo il confronto più realistico.
Approfondisci come si calcola l’indice di prestazione energetica
Classi energetiche degli edifici: sistema attuale e cosa cambia con la Direttiva Case Green
Le classi energetiche sono lo strumento principale con cui si comunica la qualità energetica di un edificio: una scala sintetica che va dalla massima efficienza alla minima, con impatto diretto sul valore dell’immobile, sulle spese di gestione e sugli eventuali interventi di miglioramento consigliati.
Il sistema attuale, però, sta per cambiare in modo significativo. Capire le differenze tra come funziona oggi e come funzionerà domani è fondamentale — sia per chi acquista o affitta casa, sia per chi lavora nella certificazione energetica.
Come funziona oggi: la scala A4–G
Nel sistema attuale, definito dal DM 26/06/2015 e aggiornato dal DM 28 ottobre 2025, la classificazione energetica si articola in 10 classi: A4, A3, A2, A1, B, C, D, E, F, G.
La classe A4 rappresenta il livello di massima efficienza — gli edifici a energia quasi zero (nZEB), caratterizzati da consumi minimi e alta quota di energia rinnovabile. La classe G raggruppa gli edifici con le prestazioni peggiori. Le soglie tra una classe e l’altra non sono uniformi su tutto il territorio nazionale: ogni regione può definire scale proprie, il che rende difficile confrontare direttamente edifici in regioni diverse.
Secondo il Rapporto ENEA-CTI 2024, circa il 50% degli APE registrati in Italia ricade in classe F o G: un dato che fotografa lo stato del patrimonio edilizio esistente e spiega perché la transizione verso standard più efficienti sia diventata una priorità europea.
Cosa cambia con la Direttiva Case Green (EPBD IV)
La Direttiva europea EPBD IV (2024/1275/UE), che l’Italia deve recepire entro il 29 maggio 2026, introduce un sistema di classificazione energetica completamente ridisegnato.
Le principali novità riguardano:
Una scala più semplice: da 10 classi a 7
La nuova scala prevede 7 classi obbligatorie (A, B, C, D, E, F, G), con la possibilità per gli Stati membri di aggiungere una classe A+ facoltativa per gli edifici più virtuosi — quelli che producono più energia rinnovabile di quanta ne consumano nell’arco dell’anno.
La classe A diventa ZEB, non più nZEB
Oggi la classe più alta (A4) identifica gli edifici a energia quasi zero. Con la nuova direttiva, la classe A sarà riservata agli edifici a zero emissioni (ZEB — Zero Emission Building): fabbisogno energetico minimo e nessuna emissione da combustibili fossili in loco. È uno standard più ambizioso, che diventerà obbligatorio per i nuovi edifici pubblici dal 2028 e per tutti i nuovi edifici dal 2030.
La classe G calibrata sul parco edilizio nazionale
Una delle novità più interessanti riguarda la classe G: dovrà comprendere il 15% degli edifici con le prestazioni peggiori del parco edilizio italiano. Questo significa che la soglia non è fissa in assoluto, ma viene tarata sulla realtà del patrimonio esistente, evitando che la maggior parte degli edifici si concentri nelle classi più basse.
Scala armonizzata a livello europeo
Con il nuovo sistema, la scala A–G sarà uniforme in tutta l’Unione Europea, rendendo finalmente possibile confrontare la classe energetica di un edificio italiano con quella di un edificio tedesco o francese.
Attenzione all’effetto ricalibrazione
Con il cambio di sistema, la classe di un edificio potrebbe risultare diversa rispetto a quella attuale — anche senza che sia stato effettuato alcun intervento. Un edificio oggi classificato in classe D, ad esempio, potrebbe risultare in classe E con il nuovo metodo. Questo non significa che l’edificio sia peggiorato, ma che il metro di misura è cambiato. Non è previsto un obbligo automatico di rinnovo dell’APE già emesso: l’aggiornamento sarà necessario solo nei casi ordinari (vendita, locazione, ristrutturazione).
Nuovi contenuti obbligatori nell’APE
La Direttiva Case Green cambia anche cosa deve comparire dentro l’APE. Oltre all’energia primaria (già presente), diventerà obbligatorio indicare:
- il consumo di energia finale espresso in kWh/(m²·anno)
- il GWP — Global Warming Potential (potenziale di riscaldamento globale nel ciclo di vita dell’edificio, espresso in kg CO2eq/m²), obbligatorio per i nuovi edifici di grandi dimensioni dal 2028 e per tutti i nuovi edifici dal 2030
Viene inoltre introdotto il passaporto di ristrutturazione: un documento opzionale che traccia una roadmap di interventi progressivi per migliorare la classe energetica dell’edificio nel tempo.
La validità dell’APE si riduce per gli edifici meno efficienti
Oggi l’APE ha validità 10 anni per tutti. Con la nuova direttiva, per gli edifici in classe inferiore a D la validità scenderà a 5 anni, con obbligo di consulenza presso uno sportello unico dedicato.
Guida completa alle classi energetiche
Quanto dura l’APE
L’Attestato di Prestazione Energetica ha una validità di 10 anni dalla data di emissione, a condizione che siano rispettati gli obblighi di manutenzione degli impianti.
In caso di interventi di riqualificazione energetica o modifiche sostanziali agli impianti, è necessario aggiornarlo prima della scadenza. Gli APE già emessi con il vecchio sistema di calcolo rimangono validi fino alla loro naturale scadenza.
Con il recepimento della Direttiva EPBD IV, la validità per gli edifici in classe inferiore a D si ridurrà a 5 anni.
Come si redige un APE
La redazione dell’APE prevede diverse fasi operative:
- raccolta dati dell’immobile
- sopralluogo tecnico
- analisi energetica tramite software (dal 3 giugno 2026 i software dovranno essere conformi al nuovo DM)
- redazione e deposito dell’attestato nel catasto energetico regionale
Il processo richiede competenze tecniche specifiche e l’utilizzo di strumenti professionali aggiornati.
Quanto costa una certificazione energetica
Il costo dell’APE varia in base a dimensioni, complessità dell’immobile e area geografica. Non esistono tariffe fisse stabilite per legge.
Un prezzo troppo basso può essere indice di una valutazione superficiale, mentre una certificazione accurata richiede sopralluogo, analisi tecnica e utilizzo di software professionali aggiornati.
APE Standard e APE Convenzionale
L’APE può essere redatto secondo due modalità principali con finalità diverse:
- APE Standard: redatto per i casi ordinari (compravendita, locazione, nuova costruzione) sulla base dei dati reali dell’immobile e del calcolo normalizzato.
- APE Convenzionale: redatto ai fini dell’accesso agli incentivi fiscali (detrazioni per riqualificazione energetica). Si basa su condizioni di utilizzo standardizzate e viene prodotto ante e post intervento per attestare il miglioramento della prestazione energetica.
Differenza tra APE, ACE e AQE
L’APE ha sostituito l’ACE (Attestato di Certificazione Energetica), che era in uso prima dell’entrata in vigore delle Linee guida nazionali del 2009. Oggi l’APE è l’unico documento valido per la certificazione energetica degli edifici.
Il termine AQE non identifica uno standard normativo consolidato nel quadro italiano vigente: se ti è stato citato in un contesto specifico, verifica il riferimento con il soggetto che lo ha menzionato.
Vuoi lavorare nella certificazione energetica?
La certificazione energetica rappresenta una competenza tecnica sempre più richiesta nel settore edilizio, immobiliare e nella riqualificazione energetica. Il 2026 è un anno di transizione normativa importante: aggiornarsi ora significa essere pronti prima degli altri.
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→ Esame abilitante DPR 75/2013
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