Indice di Prestazione Energetica (IPE): cos’è e come si calcola

Ambiente, Normative
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L’IPE, o indice di prestazione energetica, indica quanta energia serve in un anno per usare un immobile in condizioni standard, divisa per la sua superficie utile: si esprime in kWh/m² all’anno. Più il numero è basso, meno energia consuma l’immobile. Nell’APE l’indice che conta di più è l’EPgl,nren, l’indice di prestazione energetica globale non rinnovabile: è quello da cui si ricava la classe energetica, da A4 (la migliore) a G. Negli annunci di vendita e affitto l’IPE va sempre indicato insieme alla classe; se l’annuncio riporta “IPE non indicato”, per un immobile soggetto all’obbligo manca un dato che la legge richiede.
In breve
- IPE significa indice di prestazione energetica: energia primaria consumata in un anno per metro quadro di superficie utile (kWh/m² anno).
- Più basso è, meglio è: un IPE basso indica un immobile che consuma poca energia.
- La classe energetica (A4–G) si ricava dall’IPE globale non rinnovabile (EPgl,nren) confrontato con quello di un edificio di riferimento con la stessa geometria.
- Negli annunci di vendita o affitto vanno indicati indici e classe energetica (art. 6, c. 8 del D.Lgs. 192/2005); senza, il responsabile dell’annuncio rischia da 500 a 3.000 euro.
- Il DM 28 ottobre 2025, in vigore dal 3 giugno 2026, ha aggiornato le regole di calcolo; la scala delle classi da A4 a G non cambia.
Di cosa parliamo in questo articolo:
- Cos’è l’indice di prestazione energetica (IPE) e a cosa serve
- IPE alto o basso: come si legge il valore
- Che cosa comprende l’indice di prestazione energetica globale (EPgl)
- Servizi energetici inclusi: riscaldamento, raffrescamento, illuminazione
- Come l’EPgl influisce sulla classe energetica
- L’importanza della certificazione energetica per la valutazione dell’immobile
- IPE non indicato negli annunci: cosa significa
- Come si calcola l’indice di prestazione energetica
- L’indice di prestazione energetica non rinnovabile
- Perché è fondamentale mantenere l’efficienza energetica degli edifici
- Il controllo periodico dell’efficienza energetica degli impianti
- Chi calcola l’IPE: il certificatore energetico
- Corso per la certificazione energetica degli edifici
- Domande frequenti
- Riferimenti normativi
Cos’è l’indice di prestazione energetica (IPE) e a cosa serve
L’Indice di Prestazione Energetica (IPE) è un parametro fondamentale della certificazione energetica degli edifici. Rappresenta la quantità di energia primaria necessaria per soddisfare i fabbisogni di un immobile in condizioni d’uso standard: la climatizzazione invernale, la climatizzazione estiva, la produzione di acqua calda sanitaria e, dove presenti, gli altri servizi.
In poche parole, l’IPE permette di valutare l’efficienza energetica di un immobile residenziale o commerciale e di individuare gli interventi di miglioramento. Si esprime in kWh/m² all’anno perché indica il consumo di energia primaria in rapporto alla superficie utile dell’edificio.
Il calcolo dell’IPE è necessario per redigere l’APE, l’attestato di prestazione energetica, obbligatorio nel caso di compravendita e di nuova locazione, per gli edifici nuovi e dopo le ristrutturazioni importanti. Dall’IPE dipendono la classe energetica e, nella pratica, una parte delle spese di gestione e del valore dell’immobile.
IPE alto o basso: come si legge il valore
Un IPE basso è migliore di un IPE alto: a parità di superficie, l’immobile consuma meno energia primaria non rinnovabile. Un numero però non basta a giudicare un immobile, perché il fabbisogno dipende anche dalla zona climatica, dalla forma e dall’esposizione dell’edificio.
Per questo l’APE aiuta a leggerlo in tre modi:
- la classe energetica, che confronta l’immobile con un edificio di riferimento con la stessa geometria;
- la sezione “Riferimenti” della prima pagina, che riporta l’indice di un edificio simile nuovo e la media degli edifici esistenti simili;
- l’indicatore della qualità dell’involucro d’inverno e d’estate (alta, media o bassa), che dice quanto il fabbricato isola indipendentemente dagli impianti.
Esempio: se l’APE di un appartamento riporta EPgl,nren = 120 kWh/m² anno, servono in media 120 kWh di energia primaria non rinnovabile all’anno per ogni metro quadro, in condizioni d’uso standard. Se nella sezione “Riferimenti” un edificio simile nuovo ha un valore molto più basso, c’è margine di miglioramento. Non esistono invece soglie fisse in kWh/m² valide per tutti gli edifici per ciascuna classe.
Che cosa comprende l’indice di prestazione energetica globale (EPgl)
Nell’APE l’indice di prestazione energetica globale è indicato con la sigla EPgl. È la somma degli indici di prestazione dei singoli servizi energetici dell’edificio:
EPgl = EPH + EPW + EPV + EPC + EPL + EPT
Dove:
- EPH: climatizzazione invernale;
- EPC: climatizzazione estiva;
- EPW: produzione di acqua calda sanitaria;
- EPV: ventilazione;
- EPL: illuminazione artificiale (settore non residenziale);
- EPT: trasporto di persone e cose (settore non residenziale).
Questi servizi concorrono a determinare il consumo complessivo di energia dell’edificio. Secondo le Linee guida nazionali per l’APE (DM 26 giugno 2015), l’APE riporta la prestazione energetica globale sia in energia primaria totale sia in energia primaria non rinnovabile; la classe si determina con l’indice non rinnovabile, EPgl,nren.
Servizi energetici inclusi: riscaldamento, raffrescamento, illuminazione
Il calcolo considera i servizi effettivamente presenti nell’edificio. Se un edificio non ha la climatizzazione estiva, o non ha ascensori o montacarichi, queste voci non entrano nell’IPE. Fanno eccezione il riscaldamento e, nel residenziale, l’acqua calda sanitaria: si considerano sempre presenti e, se mancano, si simulano con impianti standard.
Come l’EPgl influisce sulla classe energetica
Secondo la normativa vigente, in Italia le classi energetiche sono dieci: A4, A3, A2, A1, B, C, D, E, F, G. La A4 indica la classe più performante, la G quella meno efficiente.
La classe si ricava dall’EPgl,nren dell’immobile, confrontato con quello di un edificio di riferimento: un edificio con la stessa geometria, con elementi edilizi conformi ai requisiti minimi e impianti standard. Il valore dell’edificio di riferimento segna il confine tra la classe A1 e la B; le altre classi si ottengono con coefficienti fissi. Forma, esposizione e zona climatica dell’edificio contano quindi perché entrano nel calcolo dell’indice e dell’edificio di riferimento, non come fattori aggiunti dopo. Come si calcola la classe è spiegato nella guida sulla classe energetica della casa.
L’importanza della certificazione energetica per la valutazione dell’immobile
L’IPE ha un ruolo di primo piano nel definire la classe energetica di un immobile e incide anche sul suo valore. Oggi l’efficienza energetica è una voce importante nella valutazione economica di un edificio: un’abitazione efficiente consuma meno, ha minori costi di gestione e un minore impatto ambientale, e per questo è più apprezzata sul mercato di un’abitazione simile con classe energetica peggiore.
IPE non indicato negli annunci: cosa significa
Negli annunci immobiliari capita di leggere “IPE non indicato” o “classe energetica non indicata”. La legge però chiede il contrario: gli annunci di vendita o di locazione, su qualsiasi mezzo di comunicazione commerciale, devono riportare gli indici di prestazione energetica dell’involucro e globale dell’immobile e la classe energetica corrispondente (art. 6, c. 8 del D.Lgs. 192/2005). Sono escluse solo le locazioni di edifici residenziali utilizzati meno di quattro mesi all’anno.
Se l’annuncio non riporta questi dati, il responsabile dell’annuncio rischia una sanzione amministrativa da 500 a 3.000 euro (art. 15, c. 10). Inoltre il proprietario deve rendere disponibile l’APE all’acquirente o al nuovo inquilino già all’avvio delle trattative (art. 6, c. 2).
In pratica, “IPE non indicato” può voler dire che l’APE non è ancora stato fatto, che l’immobile rientra in uno dei casi esclusi dall’obbligo di APE (per esempio box, cantine, ruderi o immobili venduti al rustico, se dichiarato nell’atto) o semplicemente che il dato è stato omesso. Chi è interessato all’immobile ha diritto di chiedere l’APE prima di trattare. Le sanzioni per chi vende o affitta senza APE sono spiegate nella guida all’attestato di prestazione energetica.
Come si calcola l’indice di prestazione energetica
Il calcolo dell’indice di prestazione energetica è un procedimento complesso, che richiede l’analisi di diversi fattori. In generale segue questi passaggi:
- raccolta dei dati, con il rilievo delle caratteristiche dell’edificio: dimensioni, materiali, impianti di riscaldamento e raffrescamento, sistemi di produzione di acqua calda;
- determinazione dei fabbisogni energetici per ogni servizio;
- calcolo dei consumi con software conformi alle norme tecniche vigenti;
- valutazione delle fonti energetiche, distinguendo tra energia rinnovabile e non rinnovabile;
- determinazione dell’EPgl, rapportato alla superficie utile per ottenere l’IPE in kWh/m² all’anno.
Il risultato permette di collocare l’edificio nella scala delle classi energetiche, di individuare gli interventi di miglioramento (le “raccomandazioni” dell’APE) e di valorizzare l’immobile sul mercato.
Le regole di calcolo sono state aggiornate dal DM 28 ottobre 2025, in vigore dal 3 giugno 2026, che ha sostituito gli allegati del decreto requisiti minimi e aggiornato alcune norme tecniche. La scala delle classi da A4 a G e il modello di APE non cambiano. I dettagli del calcolo sono nella guida sul calcolo delle prestazioni energetiche degli edifici.
L’indice di prestazione energetica non rinnovabile
Con le Linee guida del 2015, la classe energetica degli edifici si determina a partire dall’indice di prestazione energetica globale non rinnovabile, l’EPgl,nren. L’APE riporta anche l’indice rinnovabile (EPgl,ren), che indica quanta parte dell’energia viene da fonti rinnovabili.
L’EPgl,nren è costituito dalla somma di:
- EPH,nren: climatizzazione invernale;
- EPC,nren: climatizzazione estiva;
- EPW,nren: produzione di acqua calda sanitaria;
- EPV,nren: ventilazione;
- EPL,nren: illuminazione artificiale (settore non residenziale);
- EPT,nren: trasporto di persone o cose (settore non residenziale).
Perché è fondamentale mantenere l’efficienza energetica degli edifici
Una classe energetica di buon livello rende un edificio più interessante sul mercato, in vista di una vendita o di una locazione. Ma non è l’unico motivo per mantenerne alta l’efficienza energetica.
Dal punto di vista economico, un edificio con una buona efficienza energetica globale, così come riassunta dall’IPE, ha consumi ridotti e quindi costi energetici più bassi. Un edificio efficiente usa meno energia per riscaldamento, raffrescamento e illuminazione, migliora il comfort interno e limita l’impatto ambientale.
L’efficienza energetica è quindi una scelta che unisce vantaggi economici, ambientali e sociali: non a caso gli interventi di efficientamento degli edifici sono oggetto di diversi incentivi.
Il controllo periodico dell’efficienza energetica degli impianti
Un IPE calcolato bene non basta se gli impianti non sono mantenuti. Per gli impianti termici la legge prevede controlli periodici di efficienza energetica, documentati nel Rapporto di Controllo di Efficienza Energetica (RCEE), che redige l’operatore incaricato del controllo e della manutenzione dell’impianto.
Questi controlli contano anche per l’APE: i libretti di impianto vanno allegati all’attestato e, se i controlli non vengono fatti, l’APE decade il 31 dicembre dell’anno successivo alla prima scadenza non rispettata (art. 6, c. 5 del D.Lgs. 192/2005). Per una valutazione completa delle prestazioni dell’edificio in vista di interventi di riqualificazione, lo strumento adatto è invece la diagnosi energetica.
Chi calcola l’IPE: il certificatore energetico
L’IPE riportato nell’APE è calcolato dal certificatore energetico, un tecnico abilitato ai sensi del DPR 75/2013: ingegneri, architetti, geometri e periti iscritti all’Ordine o al Collegio e abilitati alla progettazione, nei limiti delle loro competenze, oppure tecnici con altri titoli che hanno superato un corso con esame finale. In molte Regioni il certificatore deve anche essere iscritto a un elenco regionale. Chi può redigere l’APE è spiegato nella guida su chi può fare l’APE; il percorso per diventarlo in quella su come diventare certificatore energetico.
Per approfondire: come si calcola la trasmittanza termica e le certificazioni ambientali per i condomini. Per i tecnici che vogliono redigere l’APE o aggiornarsi sulle nuove regole c’è il Corso Certificazione Energetica degli Edifici di Unione Professionisti.
Corso per la certificazione energetica degli edifici
Se sei un tecnico e vuoi imparare a calcolare l’IPE e a redigere l’APE, il Corso Certificazione Energetica degli Edifici di Unione Professionisti è un percorso in e-learning di 80 ore con esame finale, conforme al DPR 75/2013: tratta la normativa, le metodologie di calcolo della prestazione energetica, l’edificio di riferimento, il DM 28 ottobre 2025 e la redazione dell’APE. Per chi lavora sugli edifici esistenti, il Corso di Efficienza Energetica nei Condomini approfondisce la lettura dei consumi, la diagnosi energetica e gli interventi di riqualificazione negli edifici condominiali.
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Domande frequenti
IPE significa indice di prestazione energetica: è l’energia primaria necessaria in un anno per usare l’immobile in condizioni standard, divisa per la superficie utile, espressa in kWh/m² anno. Nell’APE la classe energetica si ricava dall’indice globale non rinnovabile, EPgl,nren.
È meglio un IPE basso: vuol dire che l’immobile consuma meno energia per metro quadro. Per giudicarlo conviene guardare anche la classe energetica e la sezione “Riferimenti” dell’APE, che lo confronta con edifici simili.
Che l’annuncio non riporta l’indice di prestazione energetica. Per gli immobili soggetti all’obbligo, la legge chiede di indicare negli annunci indici e classe energetica; il responsabile dell’annuncio rischia da 500 a 3.000 euro. Chi è interessato può chiedere l’APE prima di trattare.
Riferimenti normativi
- D.Lgs. 19 agosto 2005, n. 192 – art. 6, c. 2, c. 5 e c. 8 (APE alle trattative, validità e controlli degli impianti, annunci) e art. 15, c. 10 (sanzione per gli annunci).
- DM 26 giugno 2015 – Linee guida nazionali per l’attestazione della prestazione energetica degli edifici (classificazione A4–G, format dell’APE, esclusioni).
- DM 26 giugno 2015 “requisiti minimi”, aggiornato dal DM 28 ottobre 2025 (GU n. 283 del 5/12/2025), in vigore dal 3 giugno 2026.
- DPR 16 aprile 2013, n. 75 – requisiti dei certificatori energetici.
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