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Aggiornamento del certificatore energetico: c’è un obbligo e cosa prevedono le Regioni

Certificatore energetico che segue un corso di aggiornamento online
Attualità
Autore: Ultimo aggiornamento: 28 Ottobre 2026Categorie: Attualità

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A livello nazionale non esiste un obbligo di aggiornamento periodico per i certificatori energetici. Il DPR 75/2013, che stabilisce chi può redigere l’APE, non prevede corsi da ripetere ogni due anni né la perdita dell’abilitazione per chi non si aggiorna: affida alle Regioni il compito di promuovere la formazione e l’aggiornamento dei certificatori. Alcune Regioni hanno quindi fissato regole proprie, per esempio un corso di aggiornamento di 10 ore o il rinnovo periodico dell’iscrizione all’elenco regionale. Chi è iscritto a un Ordine o Collegio ha poi l’obbligo, diverso, della formazione continua. E dal 3 giugno 2026, con il DM 28 ottobre 2025 in vigore, aggiornarsi è comunque necessario per redigere APE corretti.

In breve

  • Nessun obbligo nazionale di aggiornamento periodico: il DPR 75/2013 lascia la materia alle Regioni (art. 4).
  • Alcune Regioni hanno previsto un corso di aggiornamento (10 ore in Piemonte e Puglia, per una sola volta, dopo le Linee guida APE del 2015) o un rinnovo periodico dell’accreditamento o dell’iscrizione (Emilia-Romagna, Lombardia).
  • La sanzione da 700 a 4.200 euro non punisce il mancato aggiornamento, ma l’APE non conforme (art. 15, c. 3, D.Lgs. 192/2005).
  • Chi è iscritto a un Ordine o Collegio deve rispettare l’obbligo di formazione continua (DPR 137/2012), che è un’altra cosa.
  • Dal 3 giugno 2026 il DM 28/10/2025 ha cambiato norme di calcolo e strumenti: anche senza obbligo, aggiornarsi serve per lavorare bene.

Di cosa parliamo in questo articolo:

  1. Cosa dice la norma nazionale
  2. Cosa prevedono alcune Regioni
  3. Perché aggiornarsi comunque nel 2026
  4. Aggiornamento del certificatore e formazione continua: due obblighi diversi
  5. Come verificare le regole della propria Regione
  6. Formazione consigliata
  7. Domande frequenti
  8. Riferimenti normativi

Cosa dice la norma nazionale

Il DPR 16 aprile 2013, n. 75 disciplina i requisiti dei certificatori energetici. L’art. 2 indica chi è abilitato: i tecnici iscritti a un Ordine o Collegio e abilitati alla progettazione di edifici e impianti, nei limiti delle proprie competenze, e i tecnici con altri titoli di studio che hanno frequentato un corso di formazione con esame finale. L’art. 3 fissa i requisiti di indipendenza. Nessuno dei due articoli prevede un aggiornamento periodico per mantenere l’abilitazione.

L’art. 4 riguarda le Regioni e le Province autonome: tra le cose che possono fare c’è “promuovere attività di formazione e aggiornamento dei soggetti certificatori” (c. 2, lett. c). Per questo le regole sull’aggiornamento, quando esistono, sono regionali e cambiano da una Regione all’altra.

Anche il decreto del 26 giugno 2015, spesso citato su questo tema, non introduce un obbligo di aggiornamento per i certificatori: i decreti di quella data riguardano i requisiti minimi energetici degli edifici, le Linee guida per l’APE e gli schemi della relazione tecnica. Chi può redigere l’APE e con quali titoli è spiegato nella guida su chi può redigere l’APE; il percorso completo nella guida su come diventare certificatore energetico.

Cosa prevedono alcune Regioni

La tabella riporta le regole che abbiamo verificato sulle fonti regionali. Non è un elenco completo e le regole regionali cambiano nel tempo: prima di decidere, controlla sempre le disposizioni in vigore nella Regione in cui lavori.

Regione Cosa prevede Ore Ogni quanto Se non si rispetta Fonte
Lombardia accreditamento all’elenco dei soggetti certificatori e iscrizione annuale con contributo; la pagina ufficiale non indica corsi di aggiornamento obbligatori – iscrizione da rinnovare ogni anno solare l’iscrizione perde efficacia dal 1° gennaio dell’anno successivo CENED, pagina “Accreditamento e iscrizione” (DGR VIII/5018 e s.m.i.)
Piemonte corso di aggiornamento per gli iscritti all’elenco abilitati con corso ed esame (art. 2, c. 4, DPR 75/2013), per applicare le Linee guida APE del 2015 10 una sola volta, entro un anno dall’entrata in vigore della delibera del 2015 non indicato DGR 14-2119/2015 rettificata dalla DGR 24-2360/2015, Allegato A, par. 3.4
Emilia-Romagna accreditamento della durata di 3 anni; il rinnovo si chiede con una dichiarazione di mantenimento dei requisiti, senza un corso di aggiornamento – ogni 3 anni senza rinnovo, sospensione e poi cancellazione dall’elenco DGR 1275/2015, Allegato A-1, artt. 6 e 11
Lazio lo standard formativo regionale prevede, oltre al corso abilitante di 80 ore, un corso di aggiornamento con frequenza del 100%, anche a distanza; chi deve seguirlo e ogni quanto non è indicato 10 non indicato non indicato DGR 308/2016, Allegato B
Puglia corso di aggiornamento per gli iscritti all’elenco regionale abilitati con corso ed esame (art. 2, c. 4, DPR 75/2013), per applicare le Linee guida APE del 2015 10 una sola volta, entro il 31 dicembre 2018 non indicato L.R. 36/2016, art. 18, come modificato dalla L.R. 6/2018

Dalla tabella emerge un dato utile: dove una Regione ha imposto un corso di aggiornamento, finora lo ha fatto una tantum, per adeguare i certificatori abilitati con corso alle Linee guida APE del 2015, e non come obbligo periodico. Altre Regioni legano invece l’iscrizione all’elenco a un rinnovo periodico, che però non richiede un corso.

Perché aggiornarsi comunque nel 2026

L’assenza di un obbligo non significa che non serva aggiornarsi. Nel 2026 sono cambiate diverse cose che toccano direttamente il lavoro di chi redige APE:

  • Il DM 28 ottobre 2025 è in vigore dal 3 giugno 2026. Aggiorna il decreto sui requisiti minimi del 2015, sostituisce gli allegati tecnici e introduce nuove norme UNI di calcolo; le Linee guida APE del 2015 restano invece in vigore. Le novità sono spiegate nella guida al DM 28 ottobre 2025.
  • DOCET non è più utilizzabile. Dal 19 ottobre 2026 ENEA indica che il software non va usato per redigere gli APE, perché non recepisce il nuovo decreto: serve un programma aggiornato. I dettagli sono nella guida a DOCET ENEA.
  • Il Ministero ha dato indicazioni operative. A giugno 2026 il Ministero dell’ambiente, con il supporto di ENEA e CTI, ha chiarito alcuni punti pratici: per esempio che l’APE presuppone il libretto di impianto con un valido rapporto di controllo di efficienza energetica.

C’è poi una ragione concreta. Un APE redatto con metodi o strumenti superati rischia di essere non conforme, e per l’APE non conforme il D.Lgs. 192/2005 prevede una sanzione da 700 a 4.200 euro a carico del professionista (art. 15, c. 3). Quando e come si applica è spiegato nella guida alle sanzioni per l’APE errato.

Aggiornamento del certificatore e formazione continua: due obblighi diversi

Il professionista iscritto a un Ordine o Collegio (ingegnere, architetto, geometra, perito) ha l’obbligo di formazione continua previsto dall’art. 7 del DPR 137/2012: deve curare l’aggiornamento della propria competenza secondo i regolamenti del proprio Consiglio nazionale, e la violazione è un illecito disciplinare. Questo obbligo riguarda l’iscrizione all’albo e si misura in crediti formativi (CFP), non l’abilitazione a redigere l’APE.

Un corso sulla certificazione energetica può essere utile per entrambe le cose, ma va controllato caso per caso: se riconosce CFP per il proprio Ordine e se soddisfa le eventuali regole della propria Regione.

Come verificare le regole della propria Regione

  • Cerca il portale regionale della certificazione energetica, cioè il sito dove si caricano gli APE e si consulta l’elenco dei certificatori: di solito riporta requisiti, rinnovi e corsi riconosciuti.
  • Leggi la delibera o la legge regionale citata e controlla se ci sono modifiche successive.
  • Verifica gli adempimenti dell’iscrizione all’elenco: rinnovi, contributi, scadenze.
  • Chiedi all’Ordine o al Collegio: spesso conosce le regole regionali e organizza corsi riconosciuti.
  • Prima di iscriverti a un corso controlla che sia riconosciuto dalla tua Regione, se la Regione richiede un corso specifico.

Se non sei ancora abilitato, il punto di partenza è diverso: requisiti e corso con esame sono spiegati nella guida all’esame per certificatore energetico.

Formazione consigliata

Per chi è già certificatore, il Corso Certificazione Energetica degli Edifici di Unione Professionisti è aggiornato al DM 28 ottobre 2025 e tratta quadro normativo, metodi di calcolo UNI/TS 11300, edificio di riferimento e redazione dell’APE. Secondo la scheda del corso, chi è già abilitato alla progettazione può seguirlo come aggiornamento, senza sostenere l’esame finale. È un aggiornamento facoltativo e utile per lavorare con le nuove regole: se la tua Regione richiede un corso specifico, verifica prima che sia riconosciuto.
Per approfondire: i corsi per ingegneri energetici e come si diventa termotecnico.

Domande frequenti

È obbligatorio l’aggiornamento per i certificatori energetici?2026-10-29T11:47:53+01:00

Non a livello nazionale. Il DPR 75/2013 non prevede un aggiornamento periodico per mantenere l’abilitazione e lascia alle Regioni la promozione della formazione. Alcune Regioni hanno regole proprie: va verificata quella in cui si lavora.

Il certificatore energetico deve aggiornarsi ogni 2 anni?2026-10-29T11:47:52+01:00

No, nessuna norma nazionale fissa una cadenza di 24 mesi. Le Regioni verificate prevedono al massimo un corso di aggiornamento una tantum di 10 ore o un rinnovo periodico dell’iscrizione all’elenco, che non sempre richiede un corso.

Cosa succede se non mi aggiorno?2026-10-29T11:47:51+01:00

A livello nazionale non è prevista una sanzione per il mancato aggiornamento. Le conseguenze dipendono dalle regole regionali, per esempio la sospensione dall’elenco se non si rinnova l’iscrizione. La sanzione da 700 a 4.200 euro riguarda invece l’APE non conforme.

Un corso di aggiornamento vale in tutte le Regioni?2026-10-29T11:47:50+01:00

Dipende da cosa richiede la Regione. Se la Regione prevede un corso con requisiti precisi, come le ore o l’ente autorizzato, bisogna verificare che il corso scelto li rispetti prima di iscriversi.

Che differenza c’è con la formazione continua dell’Ordine?2026-10-29T11:47:49+01:00

La formazione continua (DPR 137/2012) è un obbligo legato all’iscrizione all’albo e si misura in CFP. L’aggiornamento del certificatore, quando esiste, è previsto dalle Regioni e riguarda l’iscrizione all’elenco regionale dei certificatori.

Cosa cambia per chi redige l’APE dal 3 giugno 2026?2026-10-29T11:47:47+01:00

Dal 3 giugno 2026 è in vigore il DM 28 ottobre 2025, che aggiorna i requisiti minimi e le norme di calcolo. Le Linee guida APE del 2015 restano valide, ma servono software aggiornati: dal 19 ottobre 2026 DOCET non è più utilizzabile per gli APE.

Riferimenti normativi

  • DPR 16 aprile 2013, n. 75 – requisiti dei certificatori energetici; art. 4 sulle funzioni delle Regioni, compresa la promozione di formazione e aggiornamento.
  • D.Lgs. 19 agosto 2005, n. 192, art. 15, c. 3 – sanzione da 700 a 4.200 euro per l’APE non conforme.
  • DPR 7 agosto 2012, n. 137, art. 7 – obbligo di formazione continua per i professionisti iscritti agli albi.
  • DM 28 ottobre 2025 (GU n. 283 del 5/12/2025) – aggiornamento del decreto requisiti minimi, in vigore dal 3 giugno 2026.
  • DM 26 giugno 2015, Linee guida nazionali per l’APE – in vigore, non modificato.
  • Regione Piemonte, DGR 14-2119/2015 (rettificata dalla DGR 24-2360/2015) – disposizioni sull’attestazione della prestazione energetica, par. 3.4 sui corsi di aggiornamento.
  • Regione Emilia-Romagna, DGR 1275/2015 – sistema di accreditamento dei certificatori, durata e rinnovo dell’accreditamento.
  • Regione Lazio, DGR 308/2016, Allegato B – standard formativo dei corsi per certificatori.
  • Regione Puglia, L.R. 36/2016, art. 18, come modificato dalla L.R. 6/2018 – corso di aggiornamento di 10 ore.

Categorie: Attualità
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