Chi deve fare l’esame per diventare certificatore energetico

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Non tutti devono fare il corso e l’esame per diventare certificatore energetico.
Capire chi deve fare il corso e l’esame per diventare certificatore energetico è il primo passo per orientarsi correttamente tra requisiti professionali, abilitazione e procedure regionali.
Il D.P.R. 75/2013 distingue infatti tra professionisti già abilitati alla progettazione di edifici e impianti e professionisti che, pur avendo un titolo di studio idoneo, devono seguire un corso di formazione sulla certificazione energetica e superare il relativo esame finale.
In questa guida vediamo in modo chiaro chi deve fare corso ed esame, chi può operare nell’ambito delle proprie competenze professionali e cosa succede dopo il conseguimento dell’abilitazione.
Di cosa parliamo in questo articolo
Chi può diventare certificatore energetico
I requisiti per svolgere l’attività di certificatore energetico sono disciplinati dal D.P.R. 16 aprile 2013, n. 75.
La norma distingue due situazioni principali:
- tecnici già abilitati alla progettazione di edifici e impianti, iscritti ai relativi ordini o collegi professionali, che possono operare nell’ambito delle proprie competenze professionali;
- tecnici in possesso di un titolo di studio idoneo ma non abilitati alla progettazione, che devono frequentare uno specifico corso di formazione per la certificazione energetica degli edifici e superare l’esame finale.
Questo significa che non tutti i professionisti devono seguire lo stesso percorso. Per alcuni l’accesso all’attività di certificatore energetico deriva già dalla propria abilitazione professionale; per altri è invece necessario conseguire una abilitazione specifica in materia di certificazione energetica degli edifici.
Chi deve fare il corso e l’esame finale
Devono frequentare il corso di formazione e sostenere il relativo esame finale i tecnici che possiedono un titolo di studio idoneo ma non sono abilitati alla progettazione di edifici e impianti asserviti agli edifici stessi.
In questi casi, il percorso previsto dal D.P.R. 75/2013 comprende:
- frequenza del corso di formazione per certificatori energetici;
- superamento dell’esame finale;
- rilascio dell’attestato di frequenza con esame superato.
Il professionista che completa questo percorso ottiene un’abilitazione specifica ed esclusiva in materia di certificazione energetica degli edifici.
Se rientri tra i profili che devono completare il percorso formativo, puoi approfondire qui: Corso Certificazione Energetica degli Edifici.
Chi non deve fare il corso abilitante
Il corso non è richiesto ai tecnici che sono già iscritti al proprio ordine o collegio professionale e risultano abilitati alla progettazione di edifici e impianti, nell’ambito delle competenze attribuite dalla normativa vigente.
In questi casi il professionista può redigere direttamente l’APE nei limiti delle proprie competenze, senza dover conseguire un’ulteriore abilitazione tramite corso specifico.
Prima di iscriversi a un corso o a un esame, è quindi sempre opportuno verificare con attenzione il proprio titolo di studio, la propria iscrizione professionale e l’effettivo possesso dell’abilitazione alla progettazione.
Anche quando il corso non è formalmente obbligatorio, può comunque rappresentare un supporto utile per aggiornare il proprio metodo di lavoro e approfondire gli aspetti operativi della certificazione energetica.
Quanto dura il corso previsto dalla normativa nazionale
Il D.P.R. 75/2013 stabiliva originariamente una durata minima del corso pari a 64 ore.
Successivamente, con le modifiche introdotte dal D.L. 145/2013, convertito nella Legge 9/2014, la durata minima del corso è stata portata a 80 ore.
I contenuti minimi riguardano, tra gli altri aspetti:
- legislazione e normativa tecnica per l’efficienza energetica degli edifici;
- procedure di certificazione energetica;
- obblighi e responsabilità del certificatore;
- bilancio energetico del sistema edificio-impianto;
- calcolo della prestazione energetica;
- analisi tecnico-economica degli interventi;
- involucro edilizio e impianti termici;
- fonti rinnovabili, comfort abitativo e ventilazione;
- diagnosi energetica ed esercitazioni pratiche con strumenti informatici.
La durata di 80 ore non è quindi una scelta commerciale del singolo ente, ma un requisito minimo previsto dalla normativa nazionale per i casi in cui il corso è obbligatorio.
In cosa consiste l’esame per certificatore energetico
L’esame finale serve a verificare le competenze teoriche e pratiche acquisite durante il percorso formativo.
In genere la prova comprende:
- una parte teorica, finalizzata a verificare la conoscenza della normativa e dei principi della certificazione energetica;
- una parte applicativa, con analisi e discussione di un caso tecnico relativo alla certificazione energetica di un edificio.
L’obiettivo è accertare la capacità del candidato di applicare correttamente la normativa, interpretare i dati energetici dell’edificio, utilizzare gli strumenti di calcolo e redigere un elaborato tecnico coerente con la procedura APE.
Se vuoi vedere come funziona la prova in modo più pratico, puoi consultare la pagina dedicata all’Esame Abilitante Certificazione Energetica.
Cosa succede dopo corso ed esame
Dopo aver frequentato il corso e superato l’esame finale, il tecnico ottiene l’attestato previsto dal percorso formativo abilitante.
Per poter operare concretamente, è poi necessario verificare le procedure regionali applicabili. In molte realtà, infatti, l’attività del certificatore richiede anche l’accreditamento o la registrazione secondo il sistema regionale di riferimento.
Dopo il conseguimento dell’abilitazione, è quindi importante controllare:
- le modalità di iscrizione o registrazione previste dalla propria Regione;
- gli eventuali elenchi regionali dei soggetti abilitati;
- le procedure operative per la gestione e il deposito degli APE.
Il superamento dell’esame è quindi un passaggio fondamentale, ma non esaurisce da solo tutti gli adempimenti necessari per iniziare a operare.
Chi rilascia il corso e l’attestato finale
I corsi di formazione per la certificazione energetica degli edifici e i relativi esami sono svolti da soggetti autorizzati a livello nazionale o regionale, secondo quanto previsto dal D.P.R. 75/2013.
L’attestato di frequenza con superamento dell’esame finale viene rilasciato dai soggetti erogatori del corso e dell’esame, secondo le modalità previste dal percorso formativo.
Per questo motivo è importante verificare sempre che il corso scelto sia organizzato in conformità alla normativa vigente e che il percorso sia strutturato correttamente sotto il profilo formativo e documentale.
In sintesi: chi deve fare davvero l’esame per diventare certificatore energetico
Il punto chiave è questo: non tutti devono fare il corso e l’esame per diventare certificatore energetico.
Il percorso con formazione ed esame è necessario per i tecnici che hanno un titolo di studio idoneo ma non possiedono l’abilitazione completa alla progettazione di edifici e impianti. Chi invece possiede già i requisiti professionali completi può operare nell’ambito delle proprie competenze.
Dopo l’abilitazione, resta comunque necessario verificare le procedure regionali per l’accreditamento, la registrazione e la gestione operativa degli APE.
La scelta migliore è partire da una verifica chiara dei requisiti e costruire poi il proprio percorso tra corso di certificazione energetica, esame abilitante e adempimenti regionali successivi.






