Radon: cosa prevede la normativa e come proteggere gli edifici

Edilizia, Normative
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Il Corso di Aggiornamento Radon di 4 ore è rivolto ai tecnici già abilitati in interventi di risanamento da gas Radon, ed è valido ai fini dell’aggiornamento periodico previsto dal D.Lgs. 101/2020, con riferimento agli aggiornamenti normativi successivi.
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Iscriviti al Corso di Aggiornamento Esperto in Interventi di Risanamento Gas Radon →Un gas radioattivo che si origina dalla decadenza dell’uranio presente nel sottosuolo e che può accumularsi negli ambienti chiusi, aumentando il rischio di gravi problemi di salute. Stiamo parlando del radon, un elemento invisibile e inodore ma molto pericoloso, tanto che l’Organizzazione Mondiale della Sanità lo ha classificato come cancerogeno di classe 1. Considerata la minaccia per la salute umane, è fondamentale che tecnici e professionisti del settore edilizio siano consapevoli delle soluzioni per difendersi dal gas radon, quindi siano formati su tecniche di monitoraggio e misure preventive per limitare l’esposizione a questo gas.
Di cosa parliamo in questo articolo:
Cos’è il gas radon e perché è pericoloso
Il radon è un gas nobile, incolore e inodore che si forma naturalmente a seguito della decadenza dell’uranio presente all’interno del terreno e nelle rocce. Quando questo elemento si accumula negli ambienti chiusi, come le case o gli uffici, può diventare molto pericoloso per la salute. L’esposizione a questo gas, infatti, aumenta la probabilità di sviluppare tumori ai polmoni, specialmente in coloro che sono anche fumatori.
Origine e diffusione del radon negli ambienti chiusi
Abbiamo visto che il radon si crea in seguito al decadimento radioattivo dell’uranio 238. Essendo diffuso in tutta la crosta terrestre, può entrare facilmente all’interno degli edifici in diversi modi. Le fessure nel pavimento, nelle fondamenta o nei muri sono la sua via d’ingresso preferita. Le aree più vulnerabili sono proprio quelle sottostanti la superficie, come seminterrati e cantine, dove la ventilazione è spesso insufficiente. Il radon può infiltrarsi anche attraverso tubi di drenaggio, cavità nelle pareti o condotte di ventilazione, rendendo difficile evitare la sua diffusione.
La quantità di radon presente in un ambiente dipende da vari fattori, tra cui il tipo di terreno, la struttura dell’edificio, l’uso di materiali da costruzione come porfidi, graniti o tufo, e le condizioni climatiche. Altri fattori da considerare sono la presenza di acqua contaminata e l’aria esterna.
Effetti sulla salute: la classificazione come agente cancerogeno
Il rischio principale legato al radon è che, a lungo termine, può causare gravi malattie respiratorie. L’esposizione al radon è riconosciuta come una delle principali cause di tumore ai polmoni. Quando il gas si accumula nelle vie respiratorie, le particelle radioattive emesse danneggiano le cellule polmonari. Secondo l’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) e l’Agenzia Internazionale per la Ricerca sul Cancro (IARC), il radon rientra tra le sostanze cancerogene del gruppo 1, insieme a fumo di sigaretta e amianto, che sono notoriamente dannose per la salute. Non a caso, si tratta della seconda causa di cancro polmonare subito dopo il fumo.
Cosa dice la normativa sul radon
In Italia, il governo ha adottato misure specifiche per contrastare il rischio radon, promuovendo politiche di monitoraggio e protezione. La normativa si è evoluta nel tempo per rispondere alle nuove evidenze scientifiche e gli obblighi sono diventati sempre più stringenti.
Obblighi previsti dal Decreto Legislativo 101/2020
Il Decreto Legislativo 101/2020, in attuazione alla direttiva n.59/2013 Euratom, impone specifici obblighi per la protezione contro pericoli da radiazioni ionizzanti. Il Decreto sul gas radon in Italia impone che vengano effettuate misurazioni della concentrazione del gas in ambienti di lavoro e abitativi, soprattutto in luoghi ad alto rischio (come quelli sotterranei e seminterrati) e in aree dove i livelli di radon potrebbero superare i valori di riferimento.
Ovviamente anche i livelli di riferimento per il radon sono individuati dal legislatore che stabilisce delle soglie specifiche per luoghi di lavoro, abitazioni di recente costruzione e immobili più datati.
Quando i livelli di gas vanno oltre la soglia limite, è obbligatorio intervenire adottando varie misure correttive, anche in funzione dell’ambiente in cui si trova. Queste azioni vanno completate entro 2 anni dalla relazioni tecnica e verificate in seguito con nuove misurazioni, grazie all’intervento di un Esperto in Interventi di Risanamento Radon (EIIR), che deve avere esperienza e qualifiche specifiche. L’esperto è responsabile di fornire tutte le indicazioni tecniche necessarie per ridurre la concentrazione di radon negli edifici.
Lo stesso decreto prevede la creazione di un Piano Nazionale d’Azione per il Radon (PNAR), che stabilisce le strategie e le modalità di intervento per ridurre l’esposizione al radon in modo sistematico.
Livelli di riferimento e soglie di intervento
L'articolo 12 del D.Lgs. 101/2020 stabilisce proprio i nuovi valori di riferimento per la concentrazione di radon (misurata in in Becquerel per metro cubo Bq/m³), applicabili sia alle abitazioni che ai luoghi di lavoro. Questi valori indicano la concentrazione media annuale di radon presente nell'aria e sono di:
- 300 Bq/m³ per i luoghi di lavoro;
- 300 Bq/m³ per le abitazioni esistenti;
- 200 Bq/m³ per le abitazioni costruite dopo il 31 dicembre 2024.
Monitoraggio e misurazioni del radon
Il monitoraggio è una parte cruciale nella gestione del rischio. Misurare i livelli di radon in un edificio permette di determinare la necessità di interventi e stabilire la priorità degli stessi. Tuttavia, non tutti gli edifici richiedono un verifiche periodiche, perché la normativa stabilisce chiaramente quando è necessario farle.
Quando è obbligatorio il monitoraggio
Secondo l'art. 16 dello stesso decreto, la valutazione del rischio radon va effettuata obbligatoriamente in:
- tipologie specifiche di ambienti lavorativi individuati dal PNAR (art.10);
- luoghi di lavoro al piano terra, localizzati nelle aree ad elevata priorità secondo l'art.11;
- luoghi lavorativi sotterranei e semi sotterranei;
- stabilimenti termali.
Si devono poi considerare alcune specifiche categorie di lavoratori, come chi effettua manutenzioni e ispezioni in ambienti sotterranei, operai impegnati in siti archeologici ipogei, così come guide turistiche e archeologi.
Misure preventive e correttive contro il radon
Oltre al monitoraggio, è fondamentale adottare misure preventive e correttive per ridurre la presenza di radon negli edifici. Queste misure dipendono dal tipo di costruzione e dai livelli di radon rilevati.
Interventi di mitigazione per edifici esistenti
Per gli edifici già esistenti, esistono diversi interventi specifici per ridurre l'accumulo di gas radon all'interno degli spazi abitativi. Queste azioni devono essere pensate in base al livello di concentrazione presente e alla tipologia della struttura, tenendo conto della geologia del sito e delle caratteristiche costruttive dell'edificio.
Uno degli approcci più efficaci è l'installazione di sistemi di ventilazione attiva o passiva, come il vespaio aerato, che crea uno spazio ventilato tra il terreno e la fondazione, permettendo un miglior ricambio d'aria e prevenendo l'accumulo di radon. Questo sistema può essere integrato con tubi di drenaggio posizionati sotto la fondazione, che captano il radon proveniente dal suolo e lo disperdono in modo sicuro all'esterno. In alternativa, per edifici di dimensioni più contenute, è possibile installare un sistema di depressurizzazione passiva sotto il solaio, che agisce creando una depressione sotto la struttura, impedendo al radon di risalire attraverso il terreno.
In alcuni casi, è utile anche l'adozione di membrane impermeabili che vengono posate sulle fondazioni per creare una barriera fisica contro l'ingresso del gas. Queste membrane devono essere particolarmente resistenti, per proteggere l'edificio da eventuali danni causati da umidità o sollecitazioni meccaniche.
La sigillatura dei passaggi di impianti come condotte elettriche, idriche e di ventilazione è essenziale per limitare i punti di ingresso del radon. Così come l'utilizzo di materiali specifici antiradon che sigillano efficacemente i condotti.
Quando il radon continua a superare i livelli di sicurezza nonostante questi interventi, si può passare a soluzioni più invasive, come la depressurizzazione attiva sotto soletta o l'installazione di un pozzo radon.
Progettazione sicura per le nuove costruzioni
La progettazione di edifici nuovi deve tenere in considerazione la protezione contro il rischio radon fin dalle fasi iniziali. Basandosi su un'accurata valutazione del rischio, è possibile limitare l'ingresso del gas all'interno dell'edificio. In questo contesto, il primo step è proprio l'analisi tecnica del sito, che includa la caratterizzazione del terreno e la misurazione dei livelli di radon nel suolo, così da individuare le aree più a rischio e pianificare gli interventi adeguati.
Ci sono poi varie soluzioni progettuali consigliate e che abbiamo visto essere efficaci anche per gli interventi di bonifica dal radon, come l'installazione di membrane impermeabili sotto le fondazioni e la creazione di sistemi di ventilazione passiva o di depressurizzazione del suolo.
La fase di progettazione deve essere seguita da un monitoraggio continuo, per verificare l'efficacia delle misure adottate una volta che l'edificio è in uso. Qualora si riscontrino concentrazioni elevate, sarà possibile attivare soluzioni correttive, come l'adozione di sistemi di ventilazione forzata. Sebbene queste misure preventive possano comportare costi supplementari, risultano generalmente più economiche rispetto agli interventi correttivi da attuare in edifici già esistenti.
Formazione e aggiornamento per tecnici e professionisti
Poiché la gestione del rischio radon è un ambito altamente specializzato, è fondamentale che i professionisti del settore edilizio siano adeguatamente formati e aggiornati. Esistono percorsi didattici specifici, come quelli di Unione Professionisti:
- il Corso abilitante Radon ti permette di ottenere l'abilitazione ad esperto in interventi di risanamento grazie a un programma completo e docenti esperti; i professionisti che conseguono l'abilitazione possono richiedere l'inserimento nell'Elenco Esperti Radon pubblicato sul sito ufficiale;
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