Gas radon in Italia: mappa aggiornata delle zone a rischio e concentrazione

Gas radon in Italia: dove si trova, mappa e regioni
Ambiente
Autore: Ultimo aggiornamento: 26 Giugno 2025Categorie: Ambiente
Corso di Aggiornamento Esperto in Interventi di Risanamento Gas Radon

Il radon è un gas nobile radioattivo che si trova nel suolo e si diffonde con estrema facilità, mescolandosi ad altri gas. Vista la sua pericolosità, il radon è considerato tra i 75 gas cancerogeni per l’uomo secondo l’Organizzazione Mondiale della Sanità.

In Italia, è responsabile di circa 3.300 decessi all’anno, un dato che, secondo le stime dell’Istituto Superiore di Sanità, rappresenta circa il 10% delle morti annuali causate da tumore ai polmoni. Un numero simile a quello delle vittime di incidenti stradali.

È possibile proteggersi dal radon nelle abitazioni grazie all’uso di alcune misure che permettono di ridurre la concentrazione di gas negli edifici già esistenti e di verificare la quantità presente nel suolo in caso di nuove costruzioni. Per farlo è necessario rivolgersi a esperti di settore che sanno come intervenire quando è presente gas radon nell’aria. Esistono infatti obblighi del datore di lavoro nella normativa Radon che permettono di gestire nel modo corretto la presenza di questo elemento.

 

Di cosa parliamo in questo articolo:

  1. Dove si trova il gas radon in Italia
  2. Radon in Europa

Dove si trova il gas radon in Italia

Il radon è presente in tutte le regioni italiane, ma la sua concentrazione varia sensibilmente a seconda delle caratteristiche geologiche e geografiche di ciascuna zona. Sebbene sia un gas naturale, alcune aree, in particolare quelle montuose e quelle caratterizzate da terreni ricchi di uranio, presentano livelli di radon più elevati.

Come abbiamo anticipato, le principali fonti di radon si trovano sotto il suolo, dove si forma a partire dal decadimento di minerali contenenti uranio. Quando il radon si disperde nell’aria, può infiltrarsi nelle costruzioni, specialmente in ambienti poco ventilati come cantine, seminterrati e aree sotterranee. Essendo un gas incolore, inodore e insapore, non è percepibile senza strumenti adeguati, il che lo rende particolarmente insidioso.

Impatti sulle abitazioni e luoghi di lavoro

La presenza di radon in ambienti chiusi rappresenta un rischio significativo per la salute, in quanto il gas può accumularsi in alte concentrazioni, soprattutto nei periodi invernali, quando le abitazioni sono meno ventilate. La maggior parte degli studi scientifici ha dimostrato che l’esposizione prolungata a livelli elevati di radon aumenta il rischio di sviluppare il cancro ai polmoni, soprattutto tra i fumatori.

In Italia, le normative relative al radon prevedono misure specifiche per monitorare e ridurre la sua concentrazione negli ambienti di lavoro e nelle abitazioni. Per maggiori informazioni su come il radon può essere gestito in contesti professionali, è possibile consultare il corso base sul radon negli edifici.

La mappatura del radon in Italia

La mappatura del radon in Italia è stata sviluppata da diverse agenzie ambientali, tra cui ISPRA (Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale) e l’ARPA (Agenzia Regionale per la Protezione Ambientale).

Ogni regione ha intrapreso l’elaborazione dei propri dati, ma il processo di mappatura è stato caratterizzato da una notevole mancanza di coordinamento e standardizzazione. Questo ha portato a una situazione disomogenea, con metodologie e risultati molto diversi tra le varie aree del Paese. Alcune regioni, come il Piemonte, la Lombardia e la Sardegna, hanno affrontato la questione in modo sistematico, creando mappe dettagliate e pubblicando le proprie “aree prioritarie radon“, ovvero quelle zone ad alto rischio di esposizione a radon, dove la concentrazione del gas è più elevata. Virtuose anche Friuli Venezia Giulia, l’Emilia-Romagna e la Valle d’Aosta, che hanno realizzato indagini altrettanto rilevanti, contribuendo alla raccolta di dati cruciali per la protezione della salute pubblica.

 

Mappa del Radon in Italia
Mappa del Radon in Italia, fonte: mase.gove.it

Tuttavia, non tutte le regioni italiane hanno affrontato con la stessa serietà e urgenza la mappatura del radon. Le difficoltà nella realizzazione di queste mappe possono essere attribuite a diversi fattori, tra cui la preoccupazione che la pubblicazione dei risultati possa danneggiare l’economia di determinate aree, soprattutto quelle più esposte al rischio. Tuttavia, è fondamentale considerare che il rischio sanitario legato all’esposizione al radon è considerevole e non può essere sottovalutato. Infatti, il 90% dei casi di cancro ai polmoni legati al radon si verificano in ambienti con concentrazioni inferiori a 200 Bq/m³, un dato che dimostra come anche nelle zone dove i livelli di radon sembrano relativamente bassi, il rischio rimanga comunque elevato.

Concentrazione di radon nelle regioni italiane

Nel 1988, l’ENEA-DISP (ora ISPRA) e l’Istituto Superiore di Sanità (ISS) hanno avviato un’indagine nazionale per valutare l’esposizione media della popolazione al radon nelle abitazioni. L’indagine, condotta negli anni ’90, ha coinvolto un campione di 5000 famiglie selezionate da un totale di 20 milioni di abitazioni censite nel 1981, distribuite su 200 comuni. Il campione è stato stratificato in base alla regione e alla demografia dei comuni, con un focus su quelli con oltre 100.000 abitanti.

Secondo i risultati della mappatura italiana, la concentrazione nazionale media di gas radon è pari a 70 Bq/m3, superiore alla media mondiale di 40 Bq/m³ e a quella europea di 59 Bq/m³.

Il risultato della prima mappatura ha indicato una concentrazione media nazionale di radon pari a 70 Bq/m³, superiore alla media mondiale di 40 Bq/m³ e a quella europea di 59 Bq/m³. I dati mostrano una grande variabilità regionale, con concentrazioni che variano da pochi Bq/m³ a oltre 100 Bq/m. Ci sono state poi singole abitazioni che sono arrivate da sole a registrare valori di migliaia di Bq/m3.
Questa estrema variabilità dipende dalle caratteristiche del territorio ma anche dalla diversa qualità degli edifici e dalle abitudini degli abitanti.

Ecco una tabella riepilogativa che mostra la situazione nelle diverse regioni italiane.

 

 

Dopo l’indagine nazionale del 1990, diverse regioni italiane hanno intrapreso ulteriori analisi per individuare le zone con alta probabilità di concentrazioni significative di radon, come richiesto dal D.Lgs. 230/95 e dalle sue successive modifiche. Questi studi hanno contribuito a raccogliere una maggiore quantità di dati, offrendo una comprensione più precisa della distribuzione del radon sul territorio. Come abbiamo sottolineato in apertura all’articolo, però, la mancanza di direttive uniformi ha portato a un approccio variegato, con metodologie di raccolta dei dati e modalità di presentazione dei risultati che differiscono notevolmente tra le diverse regioni.

 

Radon in Europa

In Europa, le analisi epidemiologiche sul rischio di cancro ai polmoni causato dall’esposizione al radon nelle abitazioni si basano su uno studio pubblicato nel dicembre 2004 nel British Medical Journal (BMJ). Questo studio ha esaminato i dati di 13 studi caso-controllo condotti in nove Paesi europei.

L’Italia ha partecipato con una ricerca svolta nel Lazio dall’ISS e dal Dipartimento di Epidemiologia della ASL Roma E. Lo studio ha coinvolto 7.148 casi di tumore polmonare e 14.208 controlli, e ha evidenziato che una concentrazione di radon di 100 Bq/m³ comporta un aumento del rischio del 16% (con un intervallo di confidenza tra il 5% e il 31%). In assenza di altre cause di morte, il rischio assoluto di sviluppare il cancro ai polmoni a 75 anni, alle concentrazioni di 0, 100 e 400 Bq/m³, è rispettivamente dello 0,4%, 0,5% e 0,7% per i non fumatori. Per i fumatori (un pacchetto al giorno), il rischio aumenta notevolmente, diventando 25 volte maggiore, con valori di rischio del 10%, 12% e 16% rispettivamente.

A livello europeo, si stima che ogni anno circa 20.000 decessi per tumore polmonare siano causati dal radon, corrispondenti al 9% dei decessi per cancro ai polmoni e al 2% dei decessi per tutte le forme di cancro.

Abbiamo visto che la materia è ancora in divenire e ci sono ancora molti passi avanti da fare. Sei interessato all’argomento e vorresti saperne di più? Segui il nostro Corso Abilitante Esperto in Interventi di Risanamento Gas Radon e ottieni la certificazione!

 

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