Come effettuare la bonifica da RADON per gli edifici

Bonifica da RADON, che cosa fare per risanare gli edifici?
Ambiente, Edilizia
Autore: Ultimo aggiornamento: 16 Gennaio 2025Categorie: Ambiente, Edilizia

Il gas Radon è un nemico silenzioso, invisibile e inodore, che può mettere a rischio la salute di chi vive o lavora in edifici contaminati. Questo gas radioattivo, prodotto dal decadimento nucleare dell’uranio presente naturalmente nel suolo e nelle rocce, penetra negli ambienti chiusi attraverso crepe, giunti e fondamenta. Una volta accumulatosi, rappresenta una delle principali cause di tumore ai polmoni, secondo solo al fumo di sigaretta.

La buona notizia? È possibile intervenire. Grazie a interventi di bonifica Radon, si possono abbattere le concentrazioni di questo gas per rendere gli edifici sicuri e conformi alle normative vigenti. Scopriamo insieme come funziona il processo di bonifica, quali sono le tecniche migliori e perché è fondamentale agire tempestivamente.

Di cosa parliamo in questo articolo:

  1. Bonifica da RADON, in cosa consiste?
  2. La normativa
  3. In base a quali criteri viene scelto il tipo di intervento?
  4. Le fasi della bonifica
  5. Prevenzione da gas RADON
  6. I nostri corsi

Bonifica da RADON, in cosa consiste?

La bonifica da RADON è una procedura mirata alla riduzione della concentrazione del gas negli edifici. Non si tratta di un unico intervento standard, ma di un percorso composto da più fasi, calibrato sulle specifiche caratteristiche dell’edificio e sul livello di contaminazione.

La bonifica si basa su due principi fondamentali:

  1. la riduzione dell’afflusso di Radon, che si ottiene sigillando le vie d’ingresso del gas (crepe, giunti, intercapedini) per limitare la sua infiltrazione nelle abitazioni;
  2. la diluizione del gas accumulato, migliorando la ventilazione degli ambienti e favorendo l’espulsione del Radon già presente.

Ogni intervento viene progettato su misura, tenendo conto della struttura dell’edificio e del livello di concentrazione rilevato. È per questo motivo che i costi di bonifica per il risanamento degli edifici sono estremamente variabili. Ma prima di tutto, è indispensabile comprendere il quadro normativo che regola queste procedure.

La normativa

Il D.Lgs. 101/2020 rappresenta il punto di riferimento sul gas Radon in Italia. Questo decreto recepisce le direttive europee in merito ai pericoli delle radiazioni ionizzanti e stabilisce linee guida chiare per la gestione del rischio. Ecco i punti chiave del Piano nazionale d’azione per il Radon:

  • prevenire e ridurre i rischi legati all’esposizione al Radon, sia nelle abitazioni che negli edifici pubblici e nei luoghi di lavoro, compresi quelli di nuova costruzione;
  • classificare le aree critiche in cui il livello del gas supera i limiti stabiliti dalla legge per una corretta valutazione rischio Radon;
  • stabilire regole tecniche per costruzioni e ristrutturazioni, in modo da prevenire l’infiltrazione del gas negli edifici;
  • definire indicatori di efficacia per misurare il successo delle azioni intraprese.

In base a quali criteri viene scelto il tipo di intervento?

Ogni edificio è un caso a sé. Prima di intervenire, è essenziale effettuare un’analisi dettagliata per capire come il gas si infiltra e quale sia il livello di concentrazione.

Tre fattori principali guidano la scelta dell’intervento:

  1. le caratteristiche dell’edificio, e quindi di elementi quali la presenza di cantine, intercapedini o fondamenta direttamente a contatto con il terreno;
  2. la composizione del terreno, rocce e suoli ricchi di uranio o porosi favoriscono una maggiore produzione e diffusione del gas stesso;
  3. il livello di concentrazione rilevato, infatti, misurazioni elevate richiedono interventi più complessi, come l’installazione di sistemi di ventilazione meccanica per una maggiore controllabilità.

In base a questi parametri, vengono pianificati gli interventi più adeguati per garantire un risanamento degli edifici efficace e duraturo.

Le fasi della bonifica

Il processo per eliminare il gas RADON in casa o in un edificio si sviluppa attraverso diverse fasi, ognuna indispensabile per raggiungere il risultato desiderato.

Le rilevazioni

La rilevazione del Radon è il punto di partenza. Utilizzando strumenti certificati, i tecnici misurano la concentrazione del gas per valutare l’entità del problema. Questi dati sono fondamentali per progettare l’intervento sulle necessità specifiche del caso.

Progettazione e installazione di sistemi di ventilazione

A partire dai risultati delle rilevazioni, si procede con la progettazione di soluzioni mirate, che possono includere:

  • sigillatura delle vie d’ingresso, come crepe e fessure nelle fondamenta, tramite diversi metodi (membrane e guarnizioni isolanti, ma anche con materiali siliconici, resine, poliuretano, ecc.);
  • realizzazione di un pozzetto Radon, nel caso di edifici senza vespaio;
  • ventilazione naturale per immobili dotati di intercapedini e vespai, tramite la creazione di aperture e condotte verso l’esterno;
  • installazione di barriere impermeabili per ridurre la diffusione del gas;
  • predisposizione di sistemi di ventilazione controllata (VMC) o estrattori.

Se il problema è più grave, si adottano sistemi avanzati per rimuovere il gas dal sottosuolo o dagli ambienti interni. Uno degli interventi più diffusi è la depressurizzazione del suolo, che prevede l’aspirazione del Radon tramite tubazioni dedicate, che confluiscono poi nel pozzetto.

Dopo l’intervento, il monitoraggio è essenziale per verificare l’efficacia delle soluzioni adottate e garantire che i livelli di inquinanti ambientali restino sotto la soglia di sicurezza.

Prevenzione da gas RADON

Oltre alla bonifica, prevenire l’accumulo di Radon è l’azione principale su cui focalizzarsi, soprattutto negli edifici di nuova costruzione. In fase di progettazione, è fondamentale prevedere un sistema di “attacco a terra” che includa un vespaio ventilato. Si crea così un’intercapedine d’aria tra il terreno e la struttura dell’edificio, che permette al gas di essere convogliato ed espulso all’esterno. L’evacuazione del gas può avvenire attraverso apposite canalizzazioni, utilizzando sistemi di ventilazione naturale o meccanica, come aspiratori.

Non è superfluo sottolineare l’importanza di una manutenzione regolare: controllare periodicamente crepe e giunti nelle fondamenta è essenziale per scongiurare nuove infiltrazioni e garantire la sicurezza degli ambienti nel corso del tempo.

I nostri corsi

Per tutti i tecnici del settore, nel catalogo di Unione Professionisti è disponibile un’offerta formativa aggiornata e completa:

  • il Corso RADON negli edifici è rivolto a chi ancora non ha una conoscenza professionale sull’argomento e vuole iniziare ad apprendere tutto ciò che riguarda la mitigazione del rischio Radon;
  • il Corso Esperto Radon, invece, mira a formare professionisti abilitati ad operare in interventi di risanamento, in conformità con quanto stabilito dal D.Lgs. 101/2020;
  • il Corso Aggiornamento Radon, infine, è dedicato agli esperti già abilitati che devono assolvere l’obbligo formativo triennale richiesto dal D.Lgs. 203/2022.
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