Formazione sulla parità di genere: obblighi, vantaggi e certificazioni

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Corso sulla parità di genere UNI/PdR 125:2022 per progettare sistemi di gestione, monitorare KPI, condurre audit interni e supportare il percorso di certificazione aziendale.
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Iscriviti al Corso Sistemi di gestione della parità di genere →La parità di genere è un elemento essenziale per la crescita della nostra società, oltre a essere una cruciale questione di giustizia sociale e di diritto. Purtroppo quella del gender gap è ancora oggi una questione tutt’altro che risolta: in Italia i suoi effetti si vedono soprattutto a livello dell’occupazione, dei salari nonché della rappresentanza politica. A rendere l’idea del livello della parità di genere in Italia c’è per esempio la classifica del WEF, che piazza l’Italia all’87esima posizione quanto a divario di genere.
Ma cos’è nel concreto la parità di genere nel mondo del lavoro? E quando è bene prendere in considerazione una certificazione di parità di genere?
Di cosa parliamo in questo articolo:
Cos’è la parità di genere e perché è centrale nel mondo del lavoro
Vediamo prima di tutto cos’è la parità di genere: una volta data una definizione di questo elemento centrale presenteremo anche le differenze con altri termini come eguaglianza e pari opportunità. Il termine parità di genere indica la garanzia costituzionale dell’inesistenza di ostacoli connessi al sesso nel diritto, nella politica, nella società e nel lavoro. Di più: la parità di genere è anche un diritto affermato nella Dichiarazione Universale dei Diritti Umani delle Nazioni Unite, che sottolinea la pari dignità e le pari condizioni tra donne e uomini.
Vale peraltro la pena sottolineare che la parità di genere trova spazio anche nell’Agenda Onu 2030, a livello dell’Obiettivo 5: qui l’impegno è quello di eliminare ogni forma di discriminazione nei confronti delle donne.
Guardando al mondo del lavoro, la parità di genere rappresenta un obiettivo fondamentale a cui tendere poiché attraverso di essa è possibile non solo garantire giustizia ed equità, ma anche valorizzare i talenti, a prescindere dal loro sesso. Vedremo più avanti i vantaggi della parità di genere e della relativa formazione in azienda: soffermiamoci ora brevemente sulla differenza tra i diversi termini utilizzati per indicare la parità tra uomini e donne nel mondo del lavoro.
Differenza tra eguaglianza, equità e pari opportunità
Eguaglianza, equità e pari opportunità sono termini che spesso vengono usati come sinonimi: in questa guida dedicata alla formazione sulla parità di genere è però bene sottolineare il fatto che il loro significato è leggermente diverso.
Se infatti il termine eguaglianza significa trattare tutti nello stesso modo, senza alcuna distinzione a livello di genere o di altre caratteristiche personali, il termine equità sposta l’accento sulla volontà di garantire a tutti di accedere alle opportunità e agli strumenti di cui hanno bisogno per raggiungere il successo, considerando le diverse basi di partenza e quindi le differenze.
Il termine pari opportunità, dal canto suo, pone invece l’attenzione sull’eliminazione degli ostacoli che impediscono alle diverse persone di raggiungere i propri obiettivi, in campo lavorativo e non solo.
L’importanza della cultura inclusiva nelle organizzazioni
Prima di parlare in modo approfondito della certificazione della parità di genere è bene sottolineare perché è così importante la cultura inclusiva all’interno di organizzazioni e aziende. In questi contesti l’inclusività è essenziale poiché valorizza le diversità, favorisce il rispetto reciproco e promuove un ambiente in cui tutti si sentono accolti e liberi di esprimersi, offrendo uno stimolo alla creatività e rafforzando lo spirito di squadra.
Si tratta peraltro di circuito virtuoso, diverse indagini hanno inoltre dimostrato che le organizzazioni inclusive riducono i conflitti interni e ottengono migliori risultati. L’inclusione non è quindi solamente un valore etico: è anche una leva strategica per l’innovazione, la competitività e la crescita sostenibile.
La certificazione della parità di genere
Per accompagnare ed incentivare le aziende italiane ad adottare delle policy adeguate a ridurre il divario di genere e a supportare la crescita professionale delle donne, il Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza, su iniziativa del Dipartimento per le pari opportunità, ha introdotto il Sistema di certificazione della parità di genere: vediamo più nello specifico cosa è la certificazione di parità di genere e come ottenerla.
Cos’è e come funziona la certificazione di parità di genere
Il Sistema di certificazione della parità di genere definisce le linee guida per il raggiungimento della parità di genere in azienda. Le norme che disciplinano la certificazione di parità di genere sono essenzialmente due, ovvero la legge n. 162 del 2021 (anche detta legge Gribaudo) e la legge n. 234 del 2021 (ovvero la legge Bilancio 2022). Ulteriori obiettivi della certificazione sono quelli di promuovere la trasparenza nei processi lavorativi, ridurre il gender pay gap (ovvero il divario a livello dello stipendio), tutelare la maternità e incrementare le opportunità di crescita in azienda delle donne.
A cosa serve e chi può ottenerla
La certificazione di parità di genere prende forma attraverso la prassi di riferimento UNI/PdR 125:2022 – al centro del nostro corso parità di genere della durata di 8 ore, perfetto per guidare aziende a organizzazioni verso un ambiente di lavoro più equo e inclusivo, con strumenti pratici per l’implementazione di buone pratiche e audit interni.
Tale prassi individua 6 aree da monitorare.
- Cultura e strategia: questa area si concentra sulla coerenza tra visione, finalità e valori dell’azienda da una parte, e principi di inclusione, parità di genere e attenzione dalla gender diversity dall’altra.
- Governance: per ottenere la certificazione di genere è necessaria la valutazione del modello di governance, per avere la certezza, tra le altre cose, di individuare qualsiasi evento di non inclusione.
- Processi HR: è bene valutare e controllare i processi che caratterizzano i diversi stadi del ciclo di vita dei dipendenti, per assicurarsi che siano basati sui principi di inclusione.
- Opportunità di crescita e inclusione delle donne in azienda: contempla la verifica delle effettive possibilità di accesso ai medesimi percorsi di crescita.
- Equità remunerativa per genere: qui lo scopo è eliminare il differenziale retributivo.
- Tutela della genitorialità e conciliazione vita-lavoro: infine, è necessario implementare delle politiche a sostegno della genitorialità, per supportare il lavoro di donne con figli in età prescolare.
Ognuna di queste aree presenta un peso, quantificato in 100 punti; per ottenere la certificazione di parità di genere è necessario raggiungere un punteggio minimo del 60%.
Quando è obbligatoria la formazione sulla parità di genere
La certificazione di parità di genere non è obbligatoria: si tratta infatti di una scelta volontaria delle singole organizzazioni. Non esiste quindi in Italia nessuna legge che obbliga le aziende a conseguire questa certificazione, così come non risulta obbligatoria per fare richiesta di finanziamenti o per iscriversi a dei bandi. Ciononostante, ci sono dei chiari vantaggi economici nel possedere una certificazione della parità di genere.
I vantaggi della formazione su parità e pari opportunità
Come anticipato, la certificazione della parità di genere non è mai obbligatoria, così come non lo sono i corsi di pari opportunità in azienda. Ma per l’appunto è molto vantaggioso migliorare la propria organizzazione sotto questo punto di vista, sapendo che delle politiche aziendali più inclusive ed eque, tese a ridurre il divario di genere, permettono di accrescere le competenze e di incrementare la qualità dei processi.
Miglioramento del clima aziendale e reputazione
La parità di genere migliora il clima aziendale perché promuove equità, rispetto e collaborazione tra colleghi, riducendo discriminazioni e tensioni. Quando tutti si sentono valorizzati e trattati con giustizia, aumenta la motivazione, il benessere e la produttività.
Per quanto riguarda invece la reputazione, un’azienda che dimostra impegno concreto per la parità viene percepita come moderna, etica e responsabile. Questo attrae talenti, clienti e investitori sensibili ai valori sociali, rafforzando la credibilità e la fiducia nel brand.
Vantaggi economici, accesso a incentivi e premialità nei bandi pubblici
Per dare alle donne ingegnere le stesse opportunità riconosciute ai colleghi uomini, per assicurarsi che nei processi di selezione non vengano favoriti i programmatori rispetto alle programmatrici, per portare lo stipendio delle impiegate allo stesso livello degli impiegati che svolgono il medesimo lavoro: sono questi gli obiettivi che devono spingere un’azienda a migliorare dal punto di vista della parità di genere. Questo sapendo che la certificazione della parità di genere permette anche di accedere a degli sgravi contributivi, dal momento che la legge Gribaudo stabilisce un esonero dal versamento di una percentuale dei contributi previdenziali, fino a un limite massimo di 50.000 euro annui.
E ancora, è bene sottolineare il fatto che, per quanto riguarda cofinanziamenti e concessioni di aiuti statali, le imprese che possiedono la certificazione di parità di genere possono accedere a dei punteggi premiali.







