Come diventare RSPP: requisiti e formazione

Come diventare RSPP: requisiti e formazione
Professionisti
Autore: Ultimo aggiornamento: 30 Ottobre 2025Categorie: Professionisti

Scopri il nostro Corso Di Aggiornamento RSPP 40 Ore - Tutti i settori

Corso Aggiornamento RSPP 40 ore tutti i settori Online

Il Corso di Aggiornamento RSPP 40 ore, conforme al D.Lgs. 81/08, al Decreto Lavoro 48/2023 e al nuovo Accordo Stato-Regioni 59/2025, deve essere svolto da tutti i Responsabili del Servizio di Prevenzione e Protezione (RSPP) che hanno l’obbligo di aggiornamento…

Il prezzo originale era: 159,00 €.Il prezzo attuale è: 127,20 €.

Iscriviti al Corso Di Aggiornamento RSPP 40 Ore - Tutti i settori →

Se desideri diventare Responsabile del Servizio di Prevenzione e Protezione, sappi che bisogna seguire una formazione specifica per diventare RSSP e servono requisiti specifici per ricoprire il ruolo. Infatti, si tratta di una figura professionale fondamentale per garantire la sicurezza sul lavoro e la salute del personale. Proprio per questo motivo è necessaria in tutte le aziende, indipendentemente dalla loro dimensione e dal settore di riferimento.

Ma esattamente cosa serve per diventare RSPP? Scopriamo insieme i passi da seguire per intraprendere questa carriera.

Di cosa parliamo in questo articolo:

Chi è l’RSPP e perché è importante

L’RSPP è una figura obbligatoria in ogni azienda, in quanto responsabile della gestione dei rischi sul luogo di lavoro. Il suo compito è quello di identificare i pericoli, valutare i rischi e definire le misure preventive e protettive per garantire la sicurezza dei dipendenti.

Le funzioni del responsabile RSPP sono stabilite dal D.Lgs. 81/08, il Testo Unico sulla Sicurezza sul Lavoro che lo definisce come:

“persona in possesso delle capacità e dei requisiti professionali di cui all’articolo 32 designata dal datore di lavoro, a cui risponde, per coordinare il servizio di prevenzione e protezione dai rischi”

Si può avere un RSPP interno all’azienda, quindi scelto tra i dipendenti dell’organizzazione in base a competenze ed esperienze specifiche, oppure si può individuare un RSPP esterno.

In determinate circostanze, possiamo trovare anche un RSPP datore di lavoro, a patto però che soddisfi tutti i requisiti formativi e professionali previsti dalla posizione. Ciò è possibile solamente in aziende artigiane o industriali con meno di 30 dipendenti, nelle imprese agricole e zootecniche con un massimo di 10 lavoratori o nelle aziende ittiche con non più di 20 addetti. La normativa SEVESO identifica poi alcune tipologie specifiche di aziende escluse, che quindi non possono avere il datore di lavoro come Responsabile del Servizio di Prevenzione e Protezione, ad esempio centrali termoelettriche, aziende estrattive o quelle che trattano esplosivi.

Ora che abbiamo dato una prima panoramica della professione, indaghiamo meglio il ruolo del responsabile e come ottenere l’abilitazione per diventare RSPP.

I compiti e le responsabilità dell’RSPP

Uno dei principali compiti di chi ricopre il ruolo di RSPP è la gestione delle misure di prevenzione e protezione, in stretta collaborazione con il datore di lavoro, l’RLS e il medico competente.

In dettaglio, l’RSPP si occupa di:

  • identificare e valutare i potenziali rischi presenti nell’ambiente di lavoro;
  • determinare le misure di sicurezza più appropriate per ogni area lavorativa;
  • definire le procedure di sicurezza per le diverse attività aziendali;
  • contribuire alla redazione del Documento di Valutazione dei Rischi (DVR);
  • sviluppare e monitorare l’attuazione delle misure preventive e protettive;
  • partecipare alle consultazioni relative alla protezione della salute e della sicurezza;
  • proporre percorsi formativi e programmi di sensibilizzazione per i lavoratori;
  • informare i lavoratori sui rischi specifici presenti in azienda, incluse le procedure di evacuazione, il primo soccorso, la prevenzione incendi e altre misure di sicurezza.

Egli sarà presente anche alle riunioni periodiche, solitamente annuali, organizzate dal datore di lavoro, durante le quali si rivedono il DVR, gli incidenti e le malattie professionali, i criteri di selezione dei Dispositivi di Protezione Individuale (DPI) e altri aspetti legati alla sicurezza.

Sebbene la normativa non preveda specifiche responsabilità penali per l’RSPP, questa figura non è esente da conseguenze in caso di negligenze o omissioni nei propri compiti. In particolare, l’RSPP non è responsabile penalmente per le mancanze nella prevenzione, ma può esserlo in caso di reati colposi legati a infortuni sul lavoro o malattie professionali. La Cassazione Penale, nella sentenza n. 2814 del 27 gennaio 2011, di fatto individua i rischi giuridici dell’RSPP: RSPP e datore di lavoro sono corresponsabili penalmente per gli eventi lesivi causati da inadempimenti dei loro doveri. Inoltre, se l’errore non è rilevabile dal datore di lavoro, la responsabilità ricade esclusivamente sull’RSPP.

I requisiti essenziali per diventare RSPP

I requisiti necessari per ricoprire il ruolo di RSPP sono definiti nell’articolo 33 del D.Lgs. 81/08.

Per assumere la funzione di RSPP, è fondamentale avere una preparazione tecnico-scientifica di base, che permetta di acquisire competenze in svariati ambiti come l’organizzazione del lavoro, l’ergonomia, la psicologia applicata al contesto lavorativo, l’igiene, la tossicologia e il primo soccorso.

Inoltre, è necessario possedere capacità organizzative elevate e abilità relazionali, fondamentali per interagire con le diverse figure aziendali.

In particolare, la normativa prevede che il RSPP possieda un titolo di studio non inferiore al diploma. In mancanza di questo, deve dimostrare una comprovata esperienza nel ruolo di RSPP per almeno 6 mesi.

Oltre a ciò, è obbligatorio ottenere l’attestato di frequenza dello specifico corso RSPP. Se già abilitato, esistono degli obblighi formativi dell’RSPP assolutamente stringenti, per cui il professionista deve possedere l’attestato di aggiornamento quinquennale.

Esistono delle esenzioni?

Esistono alcune categorie di persone che, in possesso di specifici titoli di studio, sono esentate dall’obbligo di frequentare il Modulo A del corso RSPP. In particolare, questa esenzione riguarda coloro che hanno conseguito una delle seguenti lauree:

  • L7 Ingegneria civile e ambientale
  • L8 Ingegneria dell’informazione
  • L9 Ingegneria industriale
  • L17 Scienze dell’architettura
  • L23 Scienze e tecniche dell’edilizia
  • LM26 Ingegneria della sicurezza

Tuttavia, è importante ricordare che, indipendentemente dal titolo di studio, tutte le persone che ricoprono il ruolo di RSPP sono tenute a seguire corsi di aggiornamento obbligatori ogni cinque anni.

Il Percorso formativo per RSPP: i Moduli A, B e C nel dettaglio

Secondo il D.Lgs. 81/08, il RSPP deve essere una persona con esperienza e competenze specifiche, in grado di garantire e mantenere la salute e la sicurezza nei luoghi di lavoro che gestisce.

Abbiamo visto che i requisiti per diventare RSPP in aziende, enti e associazioni sono definiti nell’articolo 32 del decreto. In generale, il Decreto stabilisce che i requisiti devono essere proporzionati alla tipologia di rischi presenti nel settore di riferimento, ovvero devono rispondere alle caratteristiche specifiche dell’ambiente di lavoro e delle attività svolte.

La formazione RSPP si articola in tre moduli principali:

Il Modulo A fornisce le basi essenziali e prevede argomenti generali come la normativa di riferimento, i soggetti coinvolti nel sistema di prevenzione e la gestione di lavoratori autonomi. Si trattano anche diversi tipi di rischi, quelli biologici, chimici, fisici, elettrici, da rumore, vibrazioni, agenti cancerogeni, incidenti e altri ancora.

Il Modulo B è invece più specifico, perché si concentra sulle operazioni di macro-settori come l’industria, l’agricoltura, la pesca, l’estrazione mineraria, l’industria chimica, la sanità, i servizi locali, la pubblica amministrazione e le attività artigianali. Il modulo approfondisce i rischi specifici in base alla classificazione ATECO e non è propedeutico al Modulo C. La durata del modulo varia, quindi, in base al settore di riferimento e sono previsti ulteriori corsi per settori particolari (l’agricoltura, la pesca, le costruzioni e la sanità residenziale).

Il Modulo C si concentra su rischi specifici, come quelli psicosociali, ergonomici, organizzativi, derivanti dalla turnazione e dallo stress da lavoro correlato.

Al termine dei tre moduli, i partecipanti devono sostenere un esame di valutazione. Superato l’esame, viene rilasciato un attestato che certifica le competenze dell’aspirante RSPP.

L’esame finale e l’attestato di abilitazione

Per conseguire l’attestato RSPP, è necessario superare delle prove di valutazione al termine di ciascuno dei tre moduli che abbiamo appena visto:

  1. Modulo A. Test composto da minimo 30 domande a scelta multipla, con almeno tre opzioni di risposta. Il superamento del test richiede la risposta corretta al 70% delle domande.
  2. Modulo B. Test simile al primo: almeno 30 domande a scelta multipla e minimo tre opzioni di risposta. È prevista anche una prova finale di tipo descrittivo, che consiste nell’elaborazione delle risposte di almeno 5 domande aperte su casi pratici oppure una simulazione mirata a verificare le competenze tecnico-professionali relative al ruolo di RSPP nel contesto lavorativo. Potrebbe essere previsto anche un colloquio di approfondimento.
  3. Modulo C. Anche qui test composto da almeno 30 domande a scelta multipla, con almeno tre opzioni di risposta. La soglia di superamento è fissata al 70% delle risposte corrette. In aggiunta, è previsto un colloquio individuale per valutare le competenze organizzative, gestionali e relazionali acquisite durante il corso.

RSPP interno o esterno?

L’articolo 31 del T.U. prevede che un RSPP esterno sia obbligatorio quando l’azienda non dispone di dipendenti con i requisiti richiesti dall’articolo 32. Al contrario, la designazione di un RSPP interno è obbligatoria in alcuni casi specifici, tra cui:

  • aziende industriali soggette a obbligo di notifica o rapporto (art. 2 del D.Lgs. 334/99);
  • centrali termoelettriche;
  • impianti e installazioni nucleari (D.Lgs. 230/95);
  • aziende che fabbricano o depositano esplosivi, polveri e munizioni;
  • aziende industriali con oltre 200 dipendenti;
  • industrie estrattive con oltre 50 lavoratori;
  • strutture di ricovero e cura con oltre 50 lavoratori.

L’aggiornamento obbligatorio per RSPP

La legge italiana prevede che l’attestato RSPP venga rinnovato obbligatoriamente ogni cinque anni. Il Corso aggiornamento RSPP 40 ore, come quello di Unione Professionisti (disponibile in modalità online a distanza), è fondamentale per assicurarsi che il Responsabile rimanga aggiornato sulle ultime novità normative e sulle nuove pratiche relative alla sicurezza sul lavoro.

Intraprendere la carriera di RSPP: sbocchi professionali e guadagno

La carriera da RSPP offre numerosi sbocchi professionali. Puoi lavorare come consulente per diverse aziende, sia grandi che piccole, oppure decidere di specializzarti in un settore specifico, come la sicurezza nelle scuole o in ambito sanitario. La domanda di RSPP poi è in costante crescita, in quanto tutte le aziende sono obbligate a nominare una figura competente per garantire la sicurezza dei lavoratori.

Se hai una passione per l’insegnamento, puoi anche intraprendere la carriera di docente nel campo della sicurezza, sia in contesti aziendali, dove la formazione viene impartita direttamente ai dipendenti, sia in centri di formazione specializzati, dove si formano professionisti in materia di sicurezza.

Per quanto riguarda la retribuzione, un RSPP guadagna mediamente circa 42.000 euro lordi all’anno. Tuttavia, questo valore può variare significativamente, con stipendi che oscillano tra i 31.750 e i 52.500 euro lordi all’anno, a seconda di vari fattori.

Le principali variabili che influenzano il guadagno di un RSPP sono:

  • Esperienza. All’inizio della carriera, lo stipendio tende ad essere più basso, ma cresce con gli anni o con l’acquisizione di competenze specifiche in determinati settori.
  • Tipo di azienda. Le grandi aziende, soprattutto quelle che operano in settori ad alto rischio, sono in grado di offrire stipendi più elevati rispetto a realtà più piccole.
  • Formazione e qualifiche. Un RSPP con qualifiche aggiuntive o specializzazioni, come master o corsi avanzati, può ottenere una retribuzione più alta rispetto a chi ha una formazione di base.

Se desideri intraprendere o avanzare la tua carriera come RSPP, Unione Professionisti è il partner ideale per la tua formazione. Con tantissimi corsi accreditati, docenti esperti e una vasta offerta di programmi aggiornati, siamo pronti ad accompagnarti nel tuo percorso di crescita professionale. Sfoglia il catalogo e inizia a formarti adesso!

Categorie: Professionisti