RSPP esterno: requisiti, formazione e quando serve?

RSPP esterno: requisiti, formazione e quando serve?
Attualità
Autore: Ultimo aggiornamento: 22 Maggio 2025Categorie: Attualità

La sicurezza sul lavoro è un aspetto fondamentale all’interno di qualsiasi azienda, indipendentemente dal settore di appartenenza. In questo contesto, la figura del Responsabile del Servizio di Prevenzione e Protezione (RSPP) gioca un ruolo chiave per garantire che tutte le misure preventive e protettive siano correttamente applicate. Esistono due tipologie di RSPP: interno ed esterno.

La figura è regolata dal D.Lgs. 81/08 al cui interno troviamo la definizione dell’RSPP, intesa come

la persona che possiede la capacità e i requisiti professionali conformi all’articolo 32 del decreto stesso, che gli consentono di coordinare il Servizio di Prevenzione e Protezione dai rischi.

Si tratta quindi di una figura molto importante che deve seguire un iter preciso per poter rivestire questo incarico.

Di cosa parliamo in questo articolo:

  1. Chi è l’RSPP esterno?
  2. Di che cosa si occupa?
  3. Quando può essere nominato un RSPP esterno?
  4. I requisiti
  5. I compiti dell’RSPP
  6. Le differenze tra RSPP esterno e interno
  7. I costi dell’RSPP esterno

Chi è l’RSPP esterno?

L’RSPP esterno è un professionista che assume il ruolo di responsabile della sicurezza in un’azienda senza essere un dipendente della stessa. Questa figura è designata dal datore di lavoro quando all’interno dell’azienda non esiste un soggetto con i requisiti necessari o in casi specifici in cui si ritiene opportuno affidare questo incarico a un professionista esterno. L’RSPP esterno è quindi una risorsa specializzata che supporta l’azienda nella gestione della sicurezza sul lavoro.

Di che cosa si occupa?

Il compito principale dell’RSPP esterno è quello di supportare il datore di lavoro nell’attuazione di tutte le misure necessarie per garantire la sicurezza e la salute dei lavoratori. In particolare, l’RSPP esterno si occupa di:

  • identificare e valutare i rischi presenti nell’ambiente di lavoro;
  • redigere e aggiornare il Documento di Valutazione dei Rischi (DVR);
  • definire le misure di prevenzione e protezione da adottare;
  • pianificare e realizzare programmi di formazione e informazione per i lavoratori;
  • collaborare con le altre figure della sicurezza sul lavoro, come il medico competente, i rappresentanti dei lavoratori per la sicurezza (RLS) e gli addetti alla prevenzione incendi e primo soccorso.

È importante sottolineare che l’RSPP esterno opera in stretta collaborazione con il datore di lavoro per garantire un ambiente di lavoro sicuro e conforme alle normative vigenti.

Quando può essere nominato un RSPP esterno?

Un RSPP esterno può essere nominato quando il datore di lavoro decide di affidare questa funzione a un professionista esterno all’azienda. In particolare, è possibile rivolgersi a un RSPP esterno in questi casi:

  • quando l’azienda non ha personale interno con i requisiti necessari per ricoprire il ruolo di RSPP;
  • quando il datore di lavoro non intende assumere direttamente questo incarico;
  • quando l’azienda ha dimensioni tali da richiedere una gestione esterna della sicurezza sul lavoro;
  • in situazioni in cui la complessità dei rischi presenti richiede competenze specifiche non disponibili internamente.

In alcuni casi vediamo l’RSPP datore di lavoro, si tratta di situazione specifiche che rientrano in due casistiche:

  • aziende artigiane, industriali, agricole e zootecniche fino a 30 esecutori;
  • operatori economici della pesca, fino a 20 lavoratori, e in imprese fino a 200 esecutori.

Se il datore di lavoro vuole rivestire questo incarico deve necessariamente seguire un corso di formazione RSPP e procedere con gli aggiornamenti quinquennali previsti, con una durata che varia in base al rischio dell’azienda.

In altri casi deve essere una figura esterna, così come previsto dal D.Lgs. 81/08, esperta e con capacità e requisiti precisi. Il Testo Unico prevede che la nomina del Responsabile del Servizio Prevenzione e Protezione può essere affidata a un consulente qualificato esterno, senza sollevare il datore di lavoro dalla responsabilità sulla sicurezza e sul lavoro.

I requisiti

L’RSPP esterno deve possedere una serie di requisiti formativi e professionali per svolgere adeguatamente il proprio ruolo. Questi requisiti sono stabiliti dal D.Lgs. 81/08 e comprendono:

  • un titolo di studio di diploma di scuola superiore o laurea;
  • la frequenza di corsi di formazione specifici per RSPP, suddivisi in tre moduli (A, B e C), che permettono di acquisire le conoscenze necessarie per la gestione della sicurezza sul lavoro;
  • l’aggiornamento periodico delle proprie competenze attraverso corsi di formazione continua.

I compiti dell’RSPP

Il compito principale che l’RSPP è chiamato a svolgere riguarda la gestione delle misure di prevenzione e protezione, a stretto contatto con il datore di lavoro, con l’RLS e il medico competente. Tra le attività sotto la responsabilità dell’RSPP abbiamo:

  • individuare e valutare i fattori di rischio;
  • partecipa alla redazione del documento valutazione dei rischi;
  • individuare le misure di sicurezza idonee all’ambiente di lavoro;
  • elaborare e controllare l’applicazione delle misure di protezione e prevenzione;
  • elaborare le procedure di sicurezza;
  • proporre programmi e percorsi di formazione e di informazione dei lavoratori;
  • informare i lavoratori dei rischi presenti in azienda;
  • partecipare alle consultazioni in materia di salute e sicurezza;
  • partecipare alle riunioni periodiche, con la verifica del documento di valutazione rischi (DVR).

La sua attività è strettamente legata alla prevenzione degli incidenti sul lavoro e alla tutela della salute dei lavoratori. Per questo motivo è molto importante conoscere quali sono i rischi giuridici di un RSPP.

Le differenze tra RSPP esterno e interno

La scelta tra un RSPP interno o esterno dipende dalle esigenze dell’azienda e dalla disponibilità di competenze interne. Ecco alcune delle principali differenze:

  • appartenenza all’azienda: l’RSPP interno è un dipendente dell’azienda, mentre l’RSPP esterno è un professionista autonomo che lavora su incarico;
  • competenze specifiche: l’RSPP esterno ha generalmente competenze altamente specializzate e può essere scelto per la sua esperienza in specifici settori o per la sua conoscenza approfondita di determinati rischi;
  • costi: l’RSPP interno rappresenta un costo fisso per l’azienda, mentre l’RSPP esterno è un costo variabile, legato al servizio erogato.

I vantaggi dell’RSPP esterno all’azienda

Optare per un RSPP esterno presenta diversi vantaggi per l’azienda, tra cui:

  • competenza e specializzazione: l’RSPP esterno è un professionista specializzato e costantemente aggiornato sulle normative e le migliori pratiche in materia di sicurezza sul lavoro;
  • flessibilità: l’azienda può scegliere di avvalersi dei servizi dell’RSPP esterno solo quando necessario, ottimizzando i costi;
  • oggettività: un RSPP esterno ha una visione imparziale dei processi aziendali, identificando in modo più oggettivo i rischi presenti.

I costi dell’RSPP esterno

I costi dell’RSPP esterno possono variare in base a diversi fattori, come:

  • la dimensione dell’azienda e il numero di dipendenti;
  • la complessità dei rischi da gestire;
  • la durata dell’incarico e il livello di coinvolgimento richiesto.

Generalmente, i costi possono essere calcolati su base annua o per singolo intervento e possono oscillare da qualche migliaio di euro all’anno per le aziende più piccole a cifre più elevate per realtà di maggiori dimensioni.

In ogni caso, è consigliabile richiedere un preventivo dettagliato per avere un’idea chiara delle spese da affrontare.

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