Quali sono le fonti energetiche rinnovabili, l’energia del futuro

Quali sono le fonti energetiche rinnovabili, l'energia del futuro
Ambiente
Autore: Ultimo aggiornamento: 15 Aprile 2025Categorie: Ambiente

In un mondo sempre più attento alla crisi climatica, alle emissioni di CO₂ e al consumo eccessivo di risorse non rinnovabili, diventano più che mai indispensabili nuove tecnologie, capaci di offrire soluzioni concrete per garantire energia pulita, sicura e accessibile.

Al cuore di questa rivoluzione troviamo le fonti energetiche rinnovabili, protagoniste indiscusse della green economy, capaci di trasformare il modo in cui produciamo e consumiamo energia. Ma cosa si intende davvero per energie rinnovabili? Come funzionano, quali sono le più promettenti e che ruolo hanno in Italia e in Europa?

Di cosa parliamo in questo articolo:

  1. Energie rinnovabili, il quadro normativo nazionale ed europeo
  2. Quali sono le fonti energetiche rinnovabili?
  3. Quali fonti energetiche rinnovabili sono più utilizzate in Italia?

Energie rinnovabili, il quadro normativo nazionale ed europeo

Il Parlamento di Strasburgo ha svolto un ruolo determinante nel promuovere le energie rinnovabili all’interno dell’Unione Europea, facendo di queste una priorità per il futuro energetico del continente. Con una serie di delibere e provvedimenti, la Comunità ha spinto per un aumento della quota di rinnovabili nel mix energetico europeo, sostenendo di pari passo varie iniziative per migliorare l’efficienza energetica del parco immobiliare e produttivo e sostenere l’autoconsumo.

Nel 2018, l’UE si è fatta promotrice di un ambizioso obiettivo: arrivare a un 35% di energia prodotta da fonti di energia rinnovabili entro il 2030. Sebbene, a seguito di negoziati, l’obiettivo sia stato ridotto al 32%, la strada verso la transizione ecologica era già stata segnata. Pochi anni dopo, nel 2020, con l’approvazione del Green Deal europeo, il Parlamento ha lanciato una sfida ancora più grande alla sua economia e ai cittadini, introducendo misure sempre più concrete sul fronte della decarbonizzazione e della diminuzione della dipendenza dalle fonti energetiche non rinnovabili.

L’ultimo obiettivo del 42,5% di energie rinnovabili entro il 2030, segna definitivamente il chiaro impegno dell’UE verso la neutralità climatica. Per trasformare queste ambiziose mete in realtà, l’Europa ha messo in campo politiche e incentivi mirati. Tra questi, il Decreto Energia e il PNRR sono stati tra gli strumenti più importanti messi in campo per favorire la transizione energetica.

La Direttiva RED II, proprio a questo proposito, stabilisce obiettivi chiari per il 2030 in materia di energie rinnovabili, definendo nel dettaglio quali tipi di energia siano considerati green. A sostegno di famiglie e imprese è stato poi istituito il Fondo Nazionale per il Reddito Energetico con un investimento di ben 200 milioni di euro. Grazie ai fondi, i soggetti beneficiari che presentano domanda potranno realizzare impianti fotovoltaici e utilizzare l’energia prodotta per l’autoconsumo.

Quali sono le fonti energetiche rinnovabili?

Le FER sono risorse che si rigenerano naturalmente, in modo continuo e potenzialmente infinito. Il sole, il vento, l’acqua, il calore terrestre e la materia organica sono solo alcune delle fonti che la tecnologia oggi è in grado di trasformare in energia utile, senza consumarle né distruggere l’equilibrio dell’ambiente. L’esatto opposto delle fonti energetiche non rinnovabili come carbone, gas e petrolio: risorse limitate, inquinanti, il cui impiego ha contribuito in modo determinante alla crisi climatica attuale. La differenza tra energie rinnovabili e non rinnovabili è, quindi, non solo tecnica, ma soprattutto ambientale, economica e sociale e si riflette perfettamente nella dicotomia tra economia circolare e lineare.

Ed è proprio nel modello di sviluppo che adotta la nostra società che entra in gioco la cosiddetta rivoluzione verde, un cambiamento di paradigma che unisce impiego responsabile delle risorse, innovazione e tecnologia. Ne sono parte integrante anche i concetti di sostenibilità ambientale e risparmio energetico, che mirano a ripensare il nostro rapporto con le risorse del pianeta.

Ogni fonte rinnovabile ha caratteristiche, tecnologie e potenzialità diverse. Alcune sono già protagoniste del mercato energetico globale, altre sono ancora in fase di sviluppo, ma potrebbero rivoluzionare il futuro: analizziamole insieme.

Energia solare

L’energia solare è una delle fonti rinnovabili più note. Viene sfruttata principalmente attraverso l’installazione di impianti solari o fotovoltaici, che utilizzano pannelli per catturare l’energia del sole e trasformarla in energia elettrica.

L’energia prodotta può essere impiegata per vari scopi, come il riscaldamento di acqua e ambienti, l’illuminazione e anche per alimentare sistemi di raffreddamento industriali. Gli impianti fotovoltaici sono particolarmente versatili, perché possono essere installati su tetti di edifici residenziali o condomini, adattandosi alle più svariate esigenze architettoniche e strutturali.

Oltre al fotovoltaico, l’energia solare può essere sfruttata anche con il solare termico e il solare termodinamico. Gli impianti che adoperano il solare termico funzionano trasformando la radiazione solare in calore. Questo fa aumentare la temperatura di un fluido termovettore che, a sua volta, riscalda l’acqua nei serbatoi. Nel caso del solare termodinamico, invece, si utilizzano specchi per concentrare il calore solare verso le caldaie, che poi alimentano gli impianti termoelettrici.

Energia eolica

L’energia eolica è prodotta dal vento e trasformata in energia meccanica e elettrica grazie agli aerogeneratori. Le pale eoliche catturano l’energia cinetica del vento, facendole ruotare e questa energia meccanica viene poi convertita in elettricità attraverso un generatore. Le installazioni offshore, in particolare, rappresentano la nuova frontiera di questa tecnologia: lontane dalla terraferma, più potenti e meno impattanti dal punto di vista paesaggistico.

Energia idroelettrica

L’energia idroelettrica è una delle fonti rinnovabili più storiche e in Italia ha avuto un ruolo fondamentale nel secolo scorso. Essa sfrutta i movimenti dell’acqua, come le onde, le maree, le cascate naturali e artificiali e i fiumi, per produrre energia cinetica. Questa energia viene successivamente trasformata in elettricità tramite l’uso di turbine. Oggi si punta su impianti più piccoli e integrati nel territorio, capaci di produrre energia pulita senza compromettere l’ecosistema in cui vengono inserite.

Energia geotermica

Nel sottosuolo terrestre si nasconde un’immensa riserva di energia termica. L’energia geotermica sfrutta il calore proveniente dalle profondità della Terra, generato da elementi radioattivi come il potassio, il torio e l’uranio. Tramite impianti specifici, l’energia termica viene catturata da sonde speciali e trasformata in elettricità. La Toscana è uno dei pochi territori in Europa dove questa fonte è già realtà su larga scala, ma il potenziale è ben più ampio: serre agricole, condomini intelligenti… la geotermia offre soluzioni innovative e stabili nel tempo.

Energia delle biomasse

L’energia da biomasse è ricavata dalla combustione di materiali organici, come legno, piante, scarti agricoli, rifiuti industriali e urbani. All’interno degli impianti a biomassa, questi materiali biodegradabili vengono bruciati per produrre vapore, che alimenta turbine e alternatori per generare energia elettrica. Un ottimo modo per reimpiegare gli scarti, dando loro un nuovo utilizzo.

Energia marina

Le onde, le maree, le correnti e le differenze termiche tra superficie e fondali possono tutte generare energia. L’energia oceanica è ancora poco sfruttata, ma rappresenta una delle frontiere più affascinanti della ricerca energetica. Il funzionamento è simile a quello dell’energia eolica, con pale o turbine che vengono azionate dal movimento delle masse d’acqua, convertendo l’energia meccanica in energia elettrica. In un paese come l’Italia, con migliaia di chilometri di costa, lo sviluppo di questa risorsa potrebbe trasformare il mare in una centrale energetica naturale e continua.

Quali fonti energetiche rinnovabili sono più utilizzate in Italia?

In Italia, le fonti energetiche rinnovabili contribuiscono in modo sempre più importante alla produzione di energia elettrica. L’energia idroelettrica è la più diffusa e ha rappresentato circa il 36,5% della produzione totale nel 2023. Seguono il fotovoltaico, che ha coperto il 24,9% della produzione, e l’energia eolica, che ha contribuito con il 20,3%. Le biomasse e l’energia geotermica completano il panorama, con una quota rispettivamente del 13,3% e del 5%. Queste fonti di energia sono parte di un trend positivo che ha visto l’Italia posizionarsi al terzo posto in Europa per l’uso di energia da fonti rinnovabili nel 2018 e confermato dalla crescente produzione di energia verde.

Quali sono invece quelle meno utilizzate?

Nonostante gli innegabili progressi del nostro paese, alcune fonti sono ancora poco sfruttate. L’energia geotermica, pur essendo una risorsa importante, contribuisce solo al 5% della produzione totale di energia elettrica nel 2023. Altre forme di energia marina e da biomasse non sono ancora largamente diffuse e restano limitate a specifiche applicazioni. Sebbene ci siano potenzialità in crescita, queste fonti rimangono marginali nel mix energetico italiano rispetto a soluzioni più consolidate come l’idroelettrico e il fotovoltaico.

L’Europa ha tracciato una rotta chiara: aumentare drasticamente l’uso delle fonti energetiche rinnovabili entro il 2030 e raggiungere la neutralità climatica nel 2050. In questo scenario, l’Italia ha l’opportunità di diventare un laboratorio virtuoso, ma serve competenza, visione e aggiornamento continuo. Ecco perché la formazione gioca un ruolo chiave. I corsi sulle energie rinnovabili di Unione Professionisti ti consentono di acquisire conoscenze tecniche e normative, fondamentali per progettare impianti che sfruttano le FER e guidare la transizione ecologica con consapevolezza.

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