Direttiva europea case green: quali sono le novità?

Cosa prevede la nuova direttiva Case Green? Ecco le novità
Ambiente, Edilizia, Normative
Autore: Ultimo aggiornamento: 13 Maggio 2025Categorie: Ambiente, Edilizia, Normative

Impossibile, in questi ultimi mesi, non aver sentito perlomeno parlare della cosiddetta Direttiva europea case green. La nuova direttiva europea sull’efficienza energetica è stata infatti molto discussa, anche se va detto che per ora è rimasta per lo più al puro stato teorico: basti pensare al fatto che, al momento in cui scriviamo questo articolo, la Provincia di Bolzano è stata la prima e unica a recepire la Direttiva UE case green, avendo approvato il proprio nuovo Regolamento di esecuzione in materia di prestazione energetica nell’edilizia e di bonus energetico, entrato in vigore a fine marzo 2025. Ma cosa sono le case green e in cosa consiste la direttiva europea?

Di cosa parliamo in questo articolo:

  1. La direttiva case green e la progettazione edilizia
  2. Le novità della nuova direttiva europea sulle case green
  3. Gli interventi previsti dalla direttiva case green
  4. Costi e incentivi delle case green
  5. L’impatto della direttiva case green sui bonus edilizi
  6. Il futuro delle case green e la sostenibilità edilizia

La direttiva case green e la progettazione edilizia

È possibile affermare che la direttiva europea Case Green, l’Energy performance of building directive (EPBD), rappresenta un passo decisivo verso l’efficienza energetica in Italia. La direttiva nasce nell’ambito del pacchetto di misure Fit for 55, che punta a rivedere le normative esistenti e a introdurre nuove iniziative per assicurare che le politiche europee siano allineate con gli obiettivi climatici fissati. Le proposte incluse nel pacchetto cercano di garantire una transizione energetica equa e giusta, rafforzando allo stesso tempo la posizione dell’UE nella lotta globale ai cambiamenti climatici. Con l’obiettivo di ridurre significativamente le emissioni di CO2 del parco immobiliare europeo, la direttiva EPBD mira a stimolare una trasformazione radicale nel settore edilizio del continente, introducendo standard elevati di efficienza energetica e sostenibilità. In questo articolo, ti offriremo una panoramica generale sulle principali disposizioni della misura della Commissione Europea, analizzando le implicazioni per il settore edilizio, ma anche i costi e le sanzioni previste.

Cos’è una casa green e come cambia la progettazione edilizia

Il termine casa green usato nella direttiva UE è un riferimento generico alla costruzione di edifici a ridotto impatto ambientale: chi si chiede cosa sono le case green deve quindi sapere che non c’è una definizione concreta dell’edificio in quanto tale.

La nuova direttiva UE pone delle basi stringenti per l’efficienza energetica degli edifici, introducendo requisiti chiari per la loro progettazione e ristrutturazione. Entro il 2030, tutti i nuovi edifici dovranno essere a zero emissioni (ZEmB – Zero Emission Buildings). Inoltre, è prevista l’installazione obbligatoria di impianti fotovoltaici su nuovi edifici pubblici e non residenziali, con una superficie utile superiore a 250 metri quadrati. Ma vediamo più nel dettaglio la normativa case green.

Le case green in Europa: impatti sulle costruzioni residenziali e non residenziali

La direttiva europea case green stabilisce che gli stati membri dell’UE abbattano il consumo energetico degli edifici residenziali del 16% entro il 2030 e del 20-22% entro il 2035. Per arrivare a realizzare questo ambizioso obiettivo, il 55% di tale riduzione dovrà provenire dalla ristrutturazione del 43% degli edifici che mostrano le peggiori performance energetiche. I piani nazionali specifici di ciascun paese delineeranno le modalità per conseguire questi traguardi. Inoltre, a partire dal 2030, ogni nuovo edificio residenziale dovrà avere emissioni zero. Per conseguire tali obiettivi, la direttiva introduce una metodologia comune per il calcolo dell’efficienza energetica complessiva degli edifici e delle singole unità abitative, oltre a stabilire criteri minimi di performance energetica per nuove costruzioni e strutture già esistenti. La direttiva stimola l’integrazione dell’ecodesign come pilastro fondamentale per l’economia circolare nel settore delle costruzioni. Sempre entro il 2030, gli edifici esistenti devono essere adeguati per rispettare i nuovi standard, incentivando l’uso di materiali sostenibili e tecnologie avanzate per ridurre il consumo energetico.

Per quanto riguarda invece gli edifici non residenziali, è posto l’obbligo per tutti i nuovi edifici di essere a zero emissioni: a partire dal 2028 nel caso degli edifici pubblici, a partire dal 2030 nel caso degli altri nuovi edifici non residenziali. Per quanto riguarda invece gli edifici non residenziali esistenti, la Direttiva UE sulle case green prevede – dove fattibile – l’installazione di impianti di energia solare a partire dal 2027.

Le novità della nuova direttiva europea sulle case green

Dal momento della formulazione e dell’entrata della direttiva casa green da parte della Commissione Europea gli Stati membri hanno diversi mesi per capire come funziona case green e per decidere eventualmente quali interventi finanziare con degli incentivi ad hoc. Si parla infatti di 24 mesi di tempo a partire dal 28 maggio 2024: ciò significa che entro la primavera del 2026 anche l’Italia dovrà predisporre un piano di rinnovamento degli edifici secondo quanto riportato nella direttiva case green della Commissione europea.

Vale la pena sottolineare che nella versione finale della direttiva green sulle case dell’UE non esiste nessuna menzione a case non vendibili dal 2030: il divieto inserito in precedenza per le transazioni degli edifici in classe G è infatti stati rimosso, così come è stato cancellato il divieto di affitto di immobili con rendimento energetico basso. Quindi no, attualmente non esistono case non vendibili dal 2030 per via della loro classe energetica.

Vediamo ora quali sono i principali obiettivi della direttiva comunitaria case green e quali sono le sanzioni previste per chi non si adeguerà in tempo.

Obiettivi e sanzioni

La nuova direttiva impone una serie di obblighi per gli edifici esistenti, spingendo i proprietari a pianificare ristrutturazioni significative per rispettare i nuovi requisiti energetici. Stime recenti indicano che entro il 2030 sarà necessario ristrutturare il 15% degli edifici classificati F e G, mentre entro il 2033 la percentuale salirà al 26% per gli edifici con le classi energetiche più basse. In termini numerici, ciò si traduce nell’esigenza di migliorare oltre 500 mila edifici pubblici e circa 5 milioni di proprietà private che attualmente presentano le performance energetiche inadeguate.

Attualmente la Direttiva europea su case green non prevede sanzioni per chi non adegua in tempo gli edifici ai nuovi standard. Più nello specifico, la direttiva europea impone requisiti obbligatori agli Stati membri, ma non interviene direttamente sui singoli proprietari di immobili. L’attuazione della direttiva e l’applicazione di eventuali sanzioni sono lasciate alla discrezione dei singoli paesi. In Italia, per esempio, l’attuale clima politico è caratterizzato da una flessibilità maggiore rispetto alla nuova regolamentazione europea sulle case green.

Gli interventi previsti dalla direttiva case green

Le ultime notizie sulle case green per quanto riguarda gli interventi previsti in Italia sono arrivate dal ministro dell’Ambiente e della Sicurezza energetica, Gilberto Pichetto Fratin. Il Ministro, in merito al green deal europeo, ha parlato di un futuro sistema di detrazioni fiscali, mirate principalmente sul fronte dell’efficientamento energetico. Ma non solo: per adeguarsi alla direttiva comunitaria case green il governo prevede dei mutui agevolati per le comunità energetiche e per i condomini,  nonché finanziamenti per gli incapienti, nella consapevolezza che le detrazioni in quest’ultimo caso non potrebbero risultare efficaci.

Come migliorare l’efficienza energetica degli edifici esistenti

Si è quindi visto in cosa consiste la normativa europea case green, si è precisato che per ora non esistono sanzioni. Ma come migliorare nel concreto l’efficienza energetica degli edifici esistenti? Come ben sanno gli esperti di riqualificazione edilizia, i principali interventi in tal senso sono:

  • l’isolamento termico delle pareti;
  • la sostituzione degli infissi;
  • l’installazione di impianti di riscaldamento e climatizzazione più efficienti;
  • l’adozione di tecnologie di produzione di energia rinnovabile.

Probabilmente, anche nel caso della direttiva case green 2030, i principali interventi saranno questi.

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Costi e incentivi delle case green

L’adeguamento del parco immobiliare agli standard imposti comporterà investimenti significativi. La Commissione europea stima che, per adeguare gli edifici entro il 2030, saranno necessari investimenti annui di 275 miliardi di euro. Calcolare con precisione quanto dovrà spendere una singola famiglia per questi lavori è complicato. Dettagli più precisi saranno disponibili una volta che il piano nazionale sarà definito e si comprenderà quali edifici dovranno essere ristrutturati per primi. Tuttavia, le prime stime indicano che i costi per famiglia potrebbero variare da un minimo di 20-30 mila euro a un massimo di 50-60 mila euro per conformarsi alla nuova legislazione. Non dobbiamo dimenticarci che, nonostante lo sforzo iniziale richiesto a ciascuno degli stati membri, i benefici a lungo termine saranno importanti: prima di tutto, una drastica riduzione delle spese energetiche e, in secondo luogo, un aumento del valore di ciascun immobile.

Come anticipato, per ora non sono ancora stati annunciati degli incentivi per le case green 2030, ma certamente per adeguare il patrimonio immobiliare verranno inseriti nuovi finanziamenti pubblici.

L’impatto della direttiva case green sui bonus edilizi

Cosa cambia per gli attuali bonus? La misura influenzerà significativamente i bonus esistenti nel settore edilizio. Stiamo parlando, per esempio dell’ecobonus e degli incentivi per le caldaie, che non saranno più sovvenzionati a partire dal 2025. La direttiva impone, infatti, che le risorse finanziarie degli Stati membri siano prioritariamente allocate a progetti che assicurino significativi risparmi energetici. La Energy Performance of Buildings Directive (EPBD) però prevede alcune agevolazioni per chi deve ristrutturare la casa: non solo l’inclusione di detrazioni e crediti fiscali tra gli incentivi finanziari, ma anche la possibilità di ottenere un risparmio direttamente sulle fatture, attraverso meccanismi come lo sconto in fattura.

Come la direttiva europea influenzerà gli attuali bonus edilizi

Per capire cosa prevede la direttiva case green a livello di incentivi in Italia, non ci si può per ora rifare che alle parole del già citato ministro dell’ambiente: nulla di concreto è stato annunciato, ma l’obiettivo del governo sarà quello di contribuire al numero più alto possibile di interventi per riuscire ad adeguare il patrimonio immobiliare italiano alla direttiva case green della Commissione Europea

Ecobonus, caldaie e altre sovvenzioni: cosa cambia dal 2025

Visto cosa prevede la direttiva case green, vale la pena ricordare sinteticamente cosa cambia a livello di bonus edilizi nel 2025:

  • le principali detrazioni fiscali per la casa vengono rimodulate al 36%;
  • è prevista una maggiorazione della detrazione al 50% per le abitazioni principali;
  • sono state escluse dai bonus tutte le caldaie alimentate unicamente da combustibili fossili.

Il futuro delle case green e la sostenibilità edilizia

La nuova direttiva Case Green rappresenta, senza alcun dubbio, una svolta epocale per il settore edilizio. Nonostante l’adeguamento del parco immobiliare inizialmente sia molto oneroso, bisogna mettere in evidenza i benefici a lungo termine della misura, specialmente nell’ambito della tutela dell’ambiente. Tutti i professionisti del settore edilizio e proprietari di immobili sono, dunque, chiamati a collaborare per un futuro più verde e sostenibile, in linea con gli obiettivi climatici dell’Unione Europea. 

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