Relazione peritale del CTU: cos’è, a cosa serve, come redigerla

Relazione peritale del CTU: cos'è, a cosa serve, come redigerla
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Autore: Ultimo aggiornamento: 5 Marzo 2025Categorie: Professionisti

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Tra gli incarichi del Consulente Tecnico d’Ufficio il più importante che possiamo individuare è il compito di prestare consulenza al Giudice in base alle competenze che possiede. La figura del CTU, come stabilito dal Codice di Procedura Civile, è un libero professionista che è regolarmente iscritto all’albo del proprio ordine professionale e che è presente anche nell’albo dei Consulenti Tecnici. Al momento del bisogno il giudice può richiedere al tribunale questo elenco e selezionare la figura più idonea al caso su cui dovrà emettere una sentenza.

Se sei interessato a ricoprire questo ruolo puoi approfondire all’interno del nostro blog le procedure su come diventare CTU. Per ottenere l’iscrizione avrai bisogno inoltre di seguire un percorso formativo, come ad esempio il Corso CTU online, che ti fornirà tutte le indicazioni necessarie per poter svolgere questo incarico.

Di cosa parliamo in questo articolo:

  1. Cos’è la relazione peritale?
  2. Perché è necessaria?
  3. Come redigere la relazione del CTU
  4. Le caratteristiche della relazione
  5. Parte descrittiva
  6. Parte valutativa
  7. Parte conclusiva
  8. Esempio di relazione peritale

Cos’è la relazione peritale?

La relazione peritale è un documento tecnico redatto da un esperto, chiamato perito, incaricato di analizzare e valutare una determinata situazione o evento. Questo tipo di relazione viene utilizzato in diversi ambiti, tra cui quello giudiziario, assicurativo, medico e ingegneristico, con lo scopo di fornire una valutazione oggettiva basata su prove e analisi specifiche.

Come stabilito dall’articolo 227 del Codice di Procedura Penale, la relazione del CTU è l’elemento su cui si fonda l’attività di perizia. Questo documento si basa sui quesiti a cui il giudice cerca di dare una risposta e per i quali sceglie di rivolgersi a un professionista specializzato, non possedendo direttamente le competenze tecniche. In linea generale il giudice pone questi quesiti in forma orale ma può capitare che venga richiesta la forma scritta, specie in quei casi in cui si ritiene indispensabile per dimostrare meglio la tesi avanzata dal CTU.

Inoltre è importante considerare che la Riforma Cartabia (D.Lgs. 149/2022), entrata in vigore il 28 febbraio 2023, ha introdotto modifiche sostanziali nel processo civile e penale, con l’obiettivo di accelerare i tempi della giustizia e rendere i procedimenti più efficienti. Per quanto riguarda l’attività peritale e il ruolo del consulente tecnico (CTU e CTP), la riforma ha apportato novità significative, soprattutto nel processo civile, con particolare attenzione alla fase istruttoria e all’utilizzo della prova tecnica.

Uno dei principali cambiamenti con la Riforma Cartabia riguarda la valutazione anticipata della prova tecnica. Ora, il giudice può disporre la consulenza tecnica già nella fase preliminare del processo, per favorire la rapida definizione della controversia.

Perché è necessaria?

Quando un giudice richiede una consulenza tecnica per la risoluzione di un caso, il tecnico chiamato a prestare consulenza al giudice dovrà fare tutto il possibile per dargli supporto. La relazione è uno strumento che il perito ha a disposizione per rispondere alle domande e risolvere i dubbi del giudice, con dimostrazioni scientifiche, grafiche, grazie a tesi e argomentazioni che possono essere usate in tribunale per la delibera. Al suo interno ci saranno le dimostrazioni peritali e le conclusioni del perito utili al giudice durante la sentenza.

Come redigere la relazione del CTU

Non esiste uno standard definito dalla normativa con indicazioni specifiche da seguire per redigere la relazione peritale. Esistono però delle sezioni che non possono mancare per rispondere a diverse esigenze e rendere di facile comprensione la relazione.

Le caratteristiche della relazione

Una relazione peritale deve rispettare una struttura chiara e logica, affinché sia facilmente comprensibile e utilizzabile da giudici, avvocati, assicuratori o altre parti coinvolte. I principali elementi che la compongono sono:

  1. sezione introduttiva;
  2. sezione descrittiva;
  3. sezione valutativa;
  4. sezione conclusiva.

Vediamole più nel dettaglio.

Parte introduttiva

Questa sezione ha il compito di fornire un quadro generale della perizia, specificando il contesto, il committente e gli obiettivi della relazione. Tra gli elementi chiave della parte introduttiva abbiamo:

  • dati del perito: nome, qualifica professionale e eventuale iscrizione ad albi professionali;
  • dati del committente: chi ha richiesto la perizia (giudice, privato, azienda, compagnia assicurativa, ecc.);
  • oggetto della perizia: descrizione sintetica dell’evento, danno o situazione da analizzare;
  • finalità della relazione: spiegazione dello scopo della perizia (ad esempio, accertamento tecnico, valutazione di un danno, verifica di responsabilità);
  • riferimenti normativi: leggi e regolamenti applicabili all’analisi tecnica;
  • data e luogo della perizia: informazioni fondamentali per la validità del documento.

Questa parte serve a contestualizzare la relazione e fornire le informazioni di base necessarie alla comprensione del documento.

Parte descrittiva

La parte descrittiva è il cuore della relazione peritale. Qui vengono riportati tutti i dati raccolti, le analisi effettuate e le metodologie impiegate. Il contenuto della parte descrittiva prevede:

  • descrizione del sopralluogo: se previsto, viene riportata una descrizione del luogo o dell’oggetto esaminato;
  • dati tecnici rilevati: misurazioni, fotografie, documentazione consultata, testimonianze, prove materiali;
  • metodi di analisi: strumenti utilizzati per l’indagine (esami strumentali, simulazioni, test di laboratorio);
  • normative di riferimento: eventuali standard tecnici o leggi che regolano la materia analizzata.

La relazione deve essere precisa e dettagliata, senza lasciare margini di interpretazione soggettiva. Le informazioni devono essere riportate in modo oggettivo e verificabile, supportate da dati concreti.

Parte valutativa

Dopo aver esposto i dati raccolti, il perito procede con la valutazione tecnica delle informazioni, analizzandole criticamente. Tra gli aspetti fondamentali della parte valutativa abbiamo:

  • analisi tecnica dei dati: interpretazione dei risultati raccolti nella fase descrittiva;
  • ragionamenti logici e scientifici: spiegazione delle cause e delle dinamiche dell’evento analizzato;
  • confronto con casi simili: eventuali riferimenti a precedenti perizie o studi di settore;
  • individuazione di responsabilità (se richiesto dal committente): valutazione di colpe e responsabilità sulla base delle evidenze raccolte.

In questa fase, il perito deve mantenere un approccio imparziale e rigoroso, basando il proprio giudizio su criteri tecnici, scientifici e normativi.

Parte conclusiva

L’ultima sezione della relazione peritale è dedicata alla sintesi dei risultati e alla formulazione delle conclusioni. Questa parte è composta da:

  • sintesi delle analisi svolte: riepilogo delle informazioni raccolte e delle valutazioni effettuate;
  • risposte ai quesiti posti: risposta chiara e diretta agli interrogativi formulati dal committente della perizia;
  • eventuali raccomandazioni: suggerimenti per interventi correttivi o ulteriori approfondimenti tecnici;
  • firma e data del perito: necessarie per attestare l’autenticità e la validità del documento.

La conclusione deve essere chiara, concisa e inequivocabile, fornendo risposte basate su dati concreti e analisi oggettive.

Esempio di relazione peritale

Oggetto: Relazione peritale su danni strutturali a un edificio residenziale

Committente: Sig. Mario Rossi
Perito incaricato: Ing. Luca Bianchi
Data della perizia: 10 marzo 2025
Luogo dell’ispezione: Via Roma, 25 – Milano
Finalità della perizia: Valutazione dei danni strutturali e determinazione delle cause

1. Parte introduttiva

Il sottoscritto Ing. Luca Bianchi, iscritto all’Albo degli Ingegneri della Provincia di Milano n. 12345, su incarico del Sig. Mario Rossi, proprietario dell’immobile sito in Via Roma, 25 – Milano, ha effettuato una perizia tecnica per la valutazione dei danni strutturali manifestatisi nell’edificio.

Lo scopo della presente relazione è determinare la natura, l’entità e le cause dei danni riscontrati, oltre a fornire eventuali indicazioni per il ripristino della sicurezza dell’immobile.

Riferimenti normativi di riferimento:

  • Norme Tecniche per le Costruzioni (NTC 2018);
  • Codice Civile, artt. 1667-1670 in materia di vizi e difetti delle costruzioni;
  • Regolamento edilizio del Comune di Milano.

2. Parte descrittiva

2.1. Descrizione dell’immobile

L’edificio oggetto della perizia è una palazzina residenziale di tre piani, costruita nel 1995, con struttura portante in cemento armato e tamponature in laterizio.

2.2. Rilievo dei danni

Nel corso dell’ispezione del 10 marzo 2025, sono stati rilevati i seguenti danni:

  • Cavillature diffuse sulle pareti perimetrali, con fessure di ampiezza variabile tra 1 e 3 mm;
  • Cedimento del marciapiede adiacente all’edificio, con abbassamento fino a 4 cm;
  • Infiltrazioni d’acqua nei locali interrati, evidenti attraverso macchie di umidità e distacco dell’intonaco;
  • Deformazioni visibili delle travi in cemento armato al piano terra.

2.3. Metodologia d’indagine

Per l’analisi dei danni sono stati effettuati i seguenti accertamenti:

  • Sopralluogo visivo con documentazione fotografica;
  • Rilievo delle fessurazioni mediante fessurimetro digitale;
  • Prove non distruttive (martinetti piatti per la verifica delle tensioni nelle murature);
  • Analisi delle condizioni del terreno mediante prove penetrometriche.

3. Parte valutativa

3.1. Analisi delle cause

Dall’analisi dei dati raccolti emerge che i danni riscontrati sono riconducibili a cedimenti differenziali del terreno di fondazione, causati da:

  • Variazioni della falda acquifera, che hanno alterato la capacità portante del suolo;
  • Presenza di terreni argillosi soggetti a ritiro e rigonfiamento in funzione del contenuto d’acqua;
  • Possibili carenze strutturali nelle fondazioni, non adeguatamente dimensionate per il tipo di terreno.

3.2. Conseguenze e rischi

Le problematiche evidenziate, se non trattate, potrebbero comportare:

  • progressivo aggravamento delle fessurazioni e perdita di funzionalità dell’edificio;
  • rischio di distacco di parti di intonaco o muratura;
  • compromissione della stabilità degli elementi strutturali nel lungo termine.

4. Parte conclusiva

4.1. Sintesi dei risultati

La perizia ha evidenziato danni strutturali di entità medio-alta, causati prevalentemente da cedimenti del terreno di fondazione. Le infiltrazioni nei locali interrati indicano inoltre una possibile inefficacia del sistema di drenaggio dell’edificio.

4.2. Risposta ai quesiti del committente

  • Il danno è strutturale? Sì, il danno coinvolge elementi portanti dell’edificio.
  • Qual è la causa principale del danno? Cedimenti differenziali del terreno dovuti a variazioni della falda e caratteristiche del suolo.
  • Sono necessari interventi urgenti? Sì, si raccomanda un intervento di consolidamento delle fondazioni per prevenire ulteriori cedimenti.

4.3. Suggerimenti per gli interventi correttivi

Si consiglia di:

  • Eseguire un consolidamento delle fondazioni con iniezioni di resine espandenti o micropali;
  • Installare un sistema di drenaggio per limitare l’accumulo di umidità nei locali interrati;
  • Monitorare periodicamente le fessurazioni, mediante fessurimetri, per valutare l’evoluzione del fenomeno.

La presente relazione è redatta con la massima imparzialità e sulla base di dati oggettivi raccolti nel corso dell’indagine.

Data: 15 marzo 2025
Firma: Ing. Luca Bianchi

La relazione è una parte essenziale per dare modo al giudice di comprendere le analisi condotte dal tecnico, che sia in forma orale o scritta. Durante il corso per CTU disponibile su Unione Professionisti sarà possibile individuare le tecniche migliori per redigere un documento impeccabile!

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