Patente a punti cantieri edili, cos’è e come funziona

Patente a punti cantieri edili: come richiederla e chi deve averla
Attualità, Edilizia
Autore: Ultimo aggiornamento: 12 Febbraio 2025Categorie: Attualità, Edilizia

A partire dal 1° ottobre 2024, è diventata obbligatoria la patente a crediti per tutte le imprese, anche se non strettamente classificate come edili, e per i lavoratori autonomi che svolgono attività direttamente all’interno di un cantiere temporaneo o mobile. Ogni patente è associata a un punteggio iniziale di 30 crediti, che può aumentare o diminuire in base al comportamento e al rispetto delle norme.

La patente a punti per l’edilizia diventa quindi un elemento essenziale per assicurare la sicurezza nei cantieri e garantire il rispetto delle normative in vigore in materia. In questo articolo analizzeremo in dettaglio la procedura per ottenerla, chi è obbligato a possederla e il suo funzionamento. Inoltre, ci concentreremo sulle informazioni più importanti della nota prot. n. 9326 del 9 dicembre 2024 dell’Ispettorato Nazionale del Lavoro in merito alla patente a crediti per imprese e lavoratori autonomi nel settore edile.

Di cosa parliamo in questo articolo:

  1. Patente a punti in edilizia, uno strumento per la sicurezza in cantiere
  2. I nuovi codici del Sistema Informatico Vico
  3. Quali informazioni sono riportate nella patente?
  4. Requisiti per ottenere la patente
  5. Come richiedere la patente a punti in edilizia?
  6. L’autocertificazione
  7. Come funziona la patente a punti nei cantieri edili?
  8. Chi deve avere la patente a crediti nei cantieri?
  9. Implicazioni per il settore
  10. Il regime sanzionatorio
  11. In quali casi possono essere decurtati i punti dalla patente?
  12. Cosa succede se si lavora nei cantieri senza la patente a punti?
  13. Eccezioni all’obbligo della patente
  14. Esclusione dai cantieri
  15. Chi può verificare il possesso della patente?
  16. Il ruolo del personale ispettivo
  17. Le responsabilità del committente

Patente a punti in edilizia, uno strumento per la sicurezza in cantiere

La patente a punti per i cantieri edili è un documento che attesta il possesso dei requisiti necessari per svolgere attività nei cantieri in maniera conforme alle normative vigenti. Il suo scopo è monitorare il rispetto delle disposizioni di sicurezza attraverso un sistema a crediti, che vengono assegnati o sottratti in base al comportamento dell’azienda. Questo strumento introduce un meccanismo di responsabilità diretta, dove ogni violazione può comportare una penalità in termini di crediti.

Gli operatori sono obbligati a mantenere un punteggio minimo di 15 crediti per poter continuare a lavorare nei cantieri. Qualora i punti scendano sotto questa soglia, l’attività viene sospesa.

La misura è stata introdotta dal nuovo articolo 27 del Testo Unico della Sicurezza, modificato dall’articolo 29, comma 19, del Decreto PNRR 4 (D.L. 19/2024). Il Decreto Ministeriale 18 settembre 2024, n. 132 ha definito le modalità di richiesta della patente, i suoi contenuti informativi, le procedure di sospensione cautelare in caso di incidenti gravi e i criteri per l’assegnazione, così come l’aumento e il recupero dei crediti.

I nuovi codici del Sistema Informatico Vico

La gestione della patente è affidata al Sistema Informatico Vico, che traccia le informazioni relative a ogni operatore e le violazioni commesse. Il sistema è stato recentemente aggiornato con due nuovi codici per identificare specifiche infrazioni:

  • Codice 8108/27/1 per chi opera senza patente;
  • Codice 8108/27/2 per chi possiede una patente con meno di 15 crediti.

Questo aggiornamento rende i controlli più rapidi ed efficaci, garantendo trasparenza e puntualità.

Quali informazioni sono riportate nella patente?

La patente a punti per i cantieri edili contiene una serie di informazioni fondamentali per identificare l’azienda e valutare il suo livello di conformità alle normative di sicurezza. Nella patente sono riportati:

  • i dati della persona (imprenditore o lavoratore autonomo) titolare della patente;
  • il numero di crediti attribuiti inizialmente;
  • numero della patente e data di emissione;
  • il codice identificativo rilasciato dal Sistema Informatico Vico;
  • eventuali decurtazioni dei punti in caso di violazioni a seguito di provvedimenti di sospensione o definitivi.

Comunicare queste informazioni è essenziale per evitare di incorrere in errori con la patente a punti.

Requisiti per ottenere la patente

Per ottenere la patente a punti per i cantieri edili, un’azienda deve possedere una serie di requisiti specifici, tra cui:

  • iscrizione alla Camera di Commercio con codice ATECO pertinente all’attività svolta;
  • possesso di documenti come il DURF (Documento Unico di Regolarità Fiscale), DURC (Documento Unico di Regolarità Contributiva) e il DVR (Documento di Valutazione dei Rischi);
  • completamento degli obblighi formativi da parte del datore di lavoro, dei dirigenti, dei preposti, dei lavoratori autonomi e del personale aziendale;
  • nomina del responsabile del servizio di prevenzione e protezione, laddove richiesto dalla normativa in vigore.

Come richiedere la patente a punti in edilizia?

La richiesta della patente a punti per cantieri edili deve essere presentata in formato digitale accedendo al portale dell’Ispettorato Nazionale del Lavoro tramite SPID personale o CIE (carta d’identità elettronica). In una prossima nota tecnica verranno esplicitate le indicazioni tecniche per presentare la domanda.

La domanda di rilascio può essere presentata sia dal legale rappresentante dell’azienda che dal lavoratore autonomo, anche tramite delega con autorizzazione scritta, come previsto dall’art. 1 della Legge 12/197, ad esempio da consulenti del lavoro, commercialisti, avvocati e CAF.

Al termine della procedura, il portale permette di scaricare una ricevuta in formato PDF contenente il codice alfanumerico unico associato alla patente digitale. Durante questa fase, è fondamentale che le figure preposte alla sicurezza come CSE e CSP siano allineate con la procedura e aggiornate sui requisiti richiesti dalla normativa più recente.

L’autocertificazione

In questo periodo di transizione, in attesa di ottenere la patente a punti in edilizia, l’Ispettorato del Lavoro, attraverso la circolare n. 4 del 23 settembre 2024, ha fornito le prime indicazioni, consentendo in questa fase iniziale di presentare un’autocertificazione del possesso dei requisiti. Questa autocertificazione sarà valida fino al 31 ottobre 2024 e si potrà mandare la richiesta via PEC all’indirizzo dedicato dell’Ispettorato. Dal 1° novembre 2024, però, per poter operare nei cantieri, diventerà obbligatorio richiedere la patente attraverso il portale ufficiale.

Come funziona la patente a punti nei cantieri edili?

Il funzionamento della patente a punti per l’edilizia si basa su un sistema di crediti che vengono assegnati all’azienda al momento del rilascio della patente. Ogni impresa inizia con un punteggio di 30 crediti, che possono essere decurtati in caso di violazioni delle norme di sicurezza, fino a raggiungere un massimo di 100 crediti, come espresso nell’art. 4 del D.M. n. 132/2024.

Successivamente all’emissione, se non si verificano decurtazioni, la patente viene incrementata di un credito per ogni biennio dalla sua emissione, fino a un massimo di 20 crediti. Inoltre, possono essere ottenuti fino a 40 crediti aggiuntivi attraverso investimenti o formazione nell’ambito della salute e sicurezza sul lavoro.

Chi deve avere la patente a crediti nei cantieri?

L’obbligo di possesso della patente riguarda:

  • tutte le imprese esecutrici che operano nei cantieri temporanei o mobili;
  • i lavoratori autonomi che prestano la loro opera nei medesimi cantieri.

Sono escluse dall’obbligo le attività di sola fornitura o di natura intellettuale.

Implicazioni per il settore

La patente a crediti non è solo uno strumento formale, ma un requisito essenziale per operare nei cantieri in modo conforme. Le imprese sono tenute a:

  • adeguarsi rapidamente;
  • garantire il mantenimento di un punteggio sufficiente;
  • documentare accuratamente il valore dei lavori eseguiti.

Il regime sanzionatorio

Operare nei cantieri senza una patente valida o con un punteggio inferiore ai 15 crediti comporta severe conseguenze economiche. La normativa stabilisce una sanzione amministrativa pari al 10% del valore netto dei lavori, garantendo un importo minimo di 6.000 euro. Questo significa che, anche in presenza di progetti di modesta entità, la multa non può mai scendere sotto questa soglia.

Un aspetto rilevante è che tale sanzione non è soggetta alla procedura di diffida prevista dall’Art. 301-bis del D.Lgs. n. 81/2008, che normalmente consente una possibilità di regolarizzazione. In questo caso, invece, l’applicazione della multa è immediata e non prevede margini di tolleranza.

Nel caso in cui non sia stato formalizzato il valore economico dei lavori, la normativa prevede che si applichi automaticamente la soglia minima di 6.000 euro. Questo avviene per garantire l’effettiva esigibilità della sanzione e per evitare che eventuali lacune contrattuali o burocratiche ostacolino la corretta applicazione delle penalità.

Gli importi raccolti tramite queste sanzioni non rimangono inutilizzati ma sono destinati a un obiettivo fondamentale: il finanziamento dei sistemi informatici per il rilascio e l’aggiornamento della patente. Questo significa che ogni euro incassato contribuisce a migliorare l’efficienza e l’affidabilità del Sistema Informatico Vico, che gestisce le procedure legate alla patente a punti.

L’investimento in tecnologia è cruciale per garantire una tracciabilità efficace e un controllo puntuale delle qualifiche delle imprese e dei lavoratori autonomi. Inoltre, rappresenta un passo avanti verso la digitalizzazione dei processi amministrativi legati alla sicurezza nei cantieri, assicurando trasparenza e rapidità nelle verifiche.

Questo approccio non solo rafforza la conformità normativa, ma rappresenta anche un impegno concreto verso la creazione di ambienti di lavoro più sicuri e ben gestiti.

In quali casi possono essere decurtati i punti dalla patente?

La decurtazione dei punti avviene quando l’azienda commette infrazioni alle norme di sicurezza, in proporzione alla gravità delle violazioni. Tra le cause principali vi sono:

  • mancato utilizzo dei DPI (Dispositivi di Protezione Individuale);
  • mancata formazione del personale in materia di sicurezza;
  • utilizzo di attrezzature non conformi.

Ad esempio, violazioni come la mancata elaborazione del DVR comportano la perdita di 5 crediti, mentre incidenti sul lavoro più gravi, come un infortunio mortale dovuto a violazioni delle norme di sicurezza, possono portare alla sottrazione di fino a 20 crediti e alla sospensione della patente. Se vengono rilevate più infrazioni durante un’ispezione, la decurtazione totale dei crediti non può superare il doppio della sanzione più grave prevista.

Cosa succede se si lavora nei cantieri senza la patente a punti?

Lavorare senza la patente a punti oppure con un numero di crediti inferiore a 15, comporta sanzioni amministrative molto severe e l’esclusione dalle gare d’appalto pubbliche per un totale di 6 mesi.

Eccezioni all’obbligo della patente

La normativa sulla patente a punti per l’edilizia prevede alcune eccezioni che consentono, in determinate circostanze, di continuare a operare nei cantieri anche in assenza del documento ufficiale o con un punteggio non conforme.

Tra il 23 settembre e il 31 ottobre 2024, durante la fase di transizione, le imprese e i lavoratori autonomi hanno potuto svolgere le proprie attività presentando un’autodichiarazione. Questa doveva essere trasmessa tramite PEC e attesta la conformità agli obblighi normativi in attesa del rilascio ufficiale della patente. È importante sottolineare che, salvo diversa indicazione da parte dell’Ispettorato Nazionale del Lavoro, tali attività possono proseguire regolarmente.

Un’ulteriore eccezione riguarda i lavori già avviati. Se è stato completato almeno il 30% del valore contrattuale, le imprese o i lavoratori autonomi possono concludere le attività in corso, purché documentino tale avanzamento in maniera dettagliata e non vi siano altre violazioni in atto. Questa deroga mira a evitare interruzioni significative nei cantieri, pur garantendo che i lavori rispettino gli standard minimi di sicurezza e conformità.

Esclusione dai cantieri

Chi non rispetta i requisiti imposti dalla normativa sulla patente a punti per l’edilizia è soggetto a conseguenze immediate che possono compromettere la possibilità di operare nei cantieri temporanei o mobili. Il sistema non tollera irregolarità, e i provvedimenti previsti mirano a tutelare la sicurezza e la regolarità delle attività.

Tra le misure applicabili, spicca l’esclusione dalla partecipazione ai lavori pubblici. Questo provvedimento, particolarmente gravoso, comporta l’impossibilità di operare nel settore per un periodo di sei mesi. La sospensione dalle attività pubbliche sottolinea l’importanza di mantenere una condotta conforme alle normative.

In aggiunta, il personale ispettivo può disporre l’allontanamento immediato dal cantiere per chiunque non rispetti i requisiti richiesti dalla patente, in applicazione dell’Art. 650 del Codice Penale. Tale articolo disciplina i casi di inosservanza di un provvedimento emesso da un’autorità, qualificando l’azione come un’infrazione sanzionabile anche penalmente. Questo obbligo di allontanamento serve a impedire che i trasgressori continuino a operare mettendo a rischio la sicurezza del cantiere.

Chi può verificare il possesso della patente?

Il committente o il responsabile dei lavori è obbligato a verificare il possesso della patente a punti o dell’Attestazione SOA da parte dell’impresa o del lavoratore autonomo, anche in caso di subappalto, secondo quanto stabilito dal decreto PNRR 4. La mancata verifica comporta una sanzione amministrativa per il committente o responsabile, con un importo che varia da 711,98 a 2.562,91 euro.

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Il ruolo del personale ispettivo

Il personale ispettivo svolge un ruolo cruciale nel garantire il rispetto delle normative sulla patente a punti per i cantieri edili. Gli organi di vigilanza hanno la responsabilità di monitorare costantemente le attività nei cantieri e di intervenire laddove vengano rilevate irregolarità.

Uno dei compiti principali è verificare che tutte le imprese e i lavoratori autonomi operanti nei cantieri siano in possesso di una patente valida o, laddove previsto, di un documento equivalente. Questa verifica non si limita alla presenza del titolo, ma include anche l’accertamento del punteggio disponibile, assicurandosi che non sia inferiore al minimo richiesto di 15 crediti.

In caso di infrazioni, gli ispettori hanno il compito di applicare le sanzioni amministrative previste, informando i trasgressori sulle modalità di pagamento. Grazie all’integrazione dei sistemi PagoPA, il personale ispettivo può agevolare il processo di riscossione delle multe, fornendo tutte le indicazioni necessarie per il completamento della procedura.

Il personale ispettivo collabora con l’Autorità Nazionale Anticorruzione (ANAC) e con il Ministero delle Infrastrutture per l’attuazione di provvedimenti più gravi, come l’interdizione dai lavori pubblici per i soggetti che non rispettano i requisiti. Questa sinergia tra diversi enti è fondamentale per garantire l’efficacia delle misure e per salvaguardare la legalità e la sicurezza nei cantieri.

Il personale ispettivo, con il suo operato, non solo garantisce l’applicazione della normativa, ma contribuisce anche a promuovere un sistema più sicuro e trasparente nel settore edile, incentivando il rispetto delle regole e la qualificazione degli operatori.

Le responsabilità del committente

Il committente o il responsabile dei lavori ha il dovere di assicurarsi che tutte le imprese esecutrici e i lavoratori autonomi coinvolti nel cantiere siano in possesso della patente a punti o, quando applicabile, di un documento equivalente. Questa verifica rappresenta un passaggio fondamentale per garantire la conformità alle normative e la sicurezza all’interno del cantiere.

Nel caso in cui il committente ometta di effettuare questi controlli, la legge prevede sanzioni amministrative che possono variare da 711,92 euro a 2.562,91 euro. Tali multe si applicano sia quando la mancanza riguarda le imprese esecutrici, sia nei casi in cui coinvolga i subappaltatori. La normativa evidenzia, quindi, l’importanza di una verifica accurata su tutti i soggetti che operano all’interno del cantiere, indipendentemente dal ruolo o dal livello di coinvolgimento.

Questo obbligo ribadisce il ruolo cruciale del committente e del responsabile dei lavori nel garantire che ogni attività sia svolta nel rispetto delle regole, a tutela della sicurezza e della legalità in ambito lavorativo.

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