Cos’è la Dichiarazione Ambientale di Prodotto (EPD) e a cosa serve

Dichiarazione ambientale di prodotto: che cos'è l'EDP?
Ambiente
Autore: Ultimo aggiornamento: 13 Maggio 2025Categorie: Ambiente

Essere in grado di dimostrare in modo chiaro e oggettivo le qualità e le performance dei propri servizi e prodotti è fondamentale per ogni impresa che punta alla crescita: così facendo diventa infatti più semplice fidelizzare i propri clienti e, parallelamente, aggiungerne di nuovi. Più nello specifico, considerata la sempre maggiore attenzione alla sostenibilità, un numero crescente di imprese si sta interessando alle possibili certificazioni ambientali. Tra queste spicca per rilevanza la Dichiarazione Ambientale di Prodotto (indicata anche con l’acronimo EPD): nei prossimi paragrafi verrà spiegato di cosa si tratta, a cosa serve, come funziona e quali tipologie di EDP esistono.

Di cosa parliamo in questo articolo:

  1. Che cos’è la Dichiarazione Ambientale di Prodotto?
  2. A cosa serve l’EDP?
  3. Il funzionamento della Dichiarazione Ambientale di Prodotto
  4. Le tre tipologie di etichette ambientali della norma ISO 14020
  5. EDP: in quali ambiti si applica?
  6. I vantaggi della Dichiarazione Ambientale di Prodotto
  7. Come ottenere la EPD

Che cos’è la Dichiarazione Ambientale di Prodotto?

La Dichiarazione Ambientale di Prodotto è uno schema di certificazione ambientale volontaria sviluppato in Svezia che attualmente vanta una valenza internazionale: a livello europeo si parla infatti di Environmental Product Declaration, da cui l’acronimo EPD. Tale schema rientra tra le politiche ambientali comunitarie, in applicazione della norma UNI EN ISO 14025.

In altre parole, l’EPD è un documento strutturato che riporta nei dettagli i diversi impatti ambientali relativi alla produzione di un determinato prodotto o servizio da parte dell’impresa. La Dichiarazione Ambientale di Prodotto documenta per esempio la quantità di emissioni di gas a effetto serra, di energia elettrica, di acqua, di energia termica, di materie prime e di rifiuti in merito a una data quantità di prodotti o di servizi.

A cosa serve l’EDP?

Grazie alle informazioni contenute, la Dichiarazione Ambientale di Prodotto rappresenta un documento estremamente efficace per comunicare al di fuori dell’impresa delle informazioni oggettive, affidabili e confrontabili in merito alle prestazioni ambientali di prodotti e di servizi.

Non meraviglia quindi il fatto che le imprese che operano nei settori più competitivi siano interessate a ottenere delle certificazioni di prodotto EPD per arricchire la propria valutazione di impatto ambientale: grazie a questa dichiarazione ambientale è infatti possibile incrementare la trasparenza nei confronti dei diversi stakeholders nonché dare visibilità alle attività intraprese per ridurre il proprio impatto.

La Dichiarazione Ambientale di Prodotto, intesa come strumento di comunicazione e di marketing,  crea dunque un ponte tra le esigenze produttive e la scottante necessità di tutelare l’ambiente e la biodiversità.

Il funzionamento della Dichiarazione Ambientale di Prodotto

Per capire come funziona la Dichiarazione Ambientale di Prodotti è bene partire dalla documentazione che ne costituisce necessariamente la base, ovvero il Life Cycle Assessment (LCA). L’analisi del ciclo di vita del prodotto prende forma in base all’effettivo consumo di risorse legato allo specifico prodotto: vengono presi quindi in considerazione elementi come le materie prime utilizzate, la quantità d’acqua necessaria, l’energia elettrica impiegata per alimentare i macchinari di produzione, e così via.

All’interno del Life Cycle Assessment viene inoltre riportata una sintesi degli impatti che il ciclo di vita del prodotto presenta per l’ambiente circostante. È interessante notare che queste analisi possono essere effettuate per tutte le fasi che vanno dall’estrazione delle materie prime fino agli ultimi step della produzione in azienda, oppure possono superare questo limite, andando a comprendere anche gli impatti relativi alla futura dismissione del prodotto stessi.

A definire le regole da seguire per effettuare Life Cycle Assessment come anche la successiva Dichiarazione Ambientale di Prodotto sono le PCR (Product Category Rules); qualora le PCR per il prodotto o per il servizio in questione non risultino disponibili, sarà necessaria l’elaborazione di una PCR specifica, la quale per essere effettiva dovrà essere approvata formalmente.

Non è però necessariamente obbligatorio aspettare l’approvazione finale: è prevista infatti la possibilità, per i Program Operator, di dispensare delle validazioni preliminari, così da non ostacolare la diffusione delle Dichiarazioni Ambientali di Prodotto.

Le tre tipologie di etichette ambientali della norma ISO 14020

Prima di descrivere i campi di applicazione e i vantaggi della Dichiarazione Ambientale di Prodotto, può essere utile chiarire quali sono le tre tipologie di etichette ambientali previste dalle norme della serie ISO 14020, all’interno delle quali si situa per l’appunto la Dichiarazione Ambientale di Prodotto:

Tipo I

Le etichette ambientali di Tipo I, rispondenti alla ISO 14024, sono sottoposte a una verifica esterna dei requisiti, a partire da un sistema multicriteri; per ottenere questa etichetta ambientale è necessario rispettare dei predefiniti valori limite. Un esempio di etichetta ambientale di Tipo I è la Ecolabel.

Tipo II

A differenza di quanto avviene per l’etichetta di Tipo I e per l’etichetta ambientale di Tipo III, questa seconda tipologia non prevede alcun intervento di controllo o di verifica da parte di un organismo esterno e indipendente; si tratta quindi di un’autocertificazione effettuata completamente dal produttore. La norma di riferimento qui è la ISO 14021.

 Tipo III

Si arriva infine alla terza tra le tipologie di etichette ambientali della serie ISO 14020, regolata dalla ISO 14025. Si parla in questo caso di etichette ambientali che riportano delle informazioni strutturate a partire dal rispetto di parametri prestabiliti, con un necessario controllo indipendente. In questa terza tipologia rientra per l’appunto anche la Dichiarazione Ambientale di Prodotto.

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EDP: in quali ambiti si applica?

Risulta a questo punto chiaro che la Dichiarazione Ambientale di Prodotto permette di comunicare a investitori, partner, consumatori e operatori il proprio impegno in campo ambientale.

Andando a descrivere e sintetizzare gli impatti di prodotti e servizi, l’EDP può essere applicata nei più diversi ambiti: scorrendo le dichiarazioni ambientali pubblicate su EPD Italy si spazia quindi dai calcestruzzi alle batterie, dalle turbine eoliche ai termoisolanti, dai prodotti in legno a quelli in vetro, per arrivare fino ai servizi di pulizia e alle stazioni di ricarica.

I vantaggi della Dichiarazione Ambientale di Prodotto

Ecco i principali vantaggi che la EPD garantisce all’impresa o all’organizzazione che decide di effettuare questo percorso di certificazione.

  • Essendo il risultato di un processo che prevede la convalida di un organismo indipendente, la Dichiarazione Ambientale di Prodotto permette di aumentare la credibilità dell’offerta.
  • Monitorando le prestazioni ambientali legate ai prodotti e ai servizi sottoposti all’analisi è possibile ottimizzare i relativi processi, andando così a ridurre emissioni, sprechi e costi aziendali.
  • La Dichiarazione Ambientale di Prodotto consente un concreto aumento della trasparenza nei confronti di partner, collaboratori e clienti.
  • Con le EPD diventa più facile ottenere dei crediti per i protocolli di sostenibilità.
  • La EPD è riconosciuta a livello internazionale, risultando quindi preziosa anche in caso di esportazioni.
  • La scelta volontaria di ottenere una Dichiarazione Ambientale di Prodotto permette di migliorare la reputazione dell’azienda, dimostrando il proprio impegno nell’adottare delle politiche volte all’incremento della sostenibilità.

Come ottenere la EPD

Sono fondamentalmente 4 gli step da seguire per ottenere una Dichiarazione Ambientale di Prodotto:

  • analisi della situazione, comprensiva di obiettivo a cui puntare e campo di applicazione, analisi e descrizione del sistema, valutazione degli impatti e valutazione degli eventuali miglioramenti;
  • redazione del report Life Cycle Assessment e della successiva Dichiarazione Ambientale di Prodotto, nel rispetto delle PCR pubblicate oppure delle PCR in via di sviluppo;
  • verifica e convalida del report LCA e della EPD da parte di un organismo terzo e indipendente;
  • in caso di responso positivo, l’iter si conclude con la registrazione e con la pubblicazione dell’EPD, con l’azienda richiedente che acquisisce il diritto di utilizzare il logo EPD.

Una Dichiarazione Ambientale di Prodotto può quindi fare la differenza, dando visibilità agli sforzi per incrementare la sostenibilità dei processi aziendali. Ecco perché Unione Professionisti ha sviluppato il Corso Dichiarazione Ambientale di Prodotto, un programma formativo avanzato della durata di 2 ore in modalità FAD Asincrona Online che fornisce ai partecipanti le competenze necessarie per calcolare l’impronta ambientale di prodotti e servizi.

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