Certificazioni ambientali: quante sono, quali conoscere e come ottenerle

Ambiente, Attualità
Il tema della transizione ecologica è ormai di grande attualità: si tratta, non a caso, di uno dei propositi fondamentali dell’agenda politica europea. Attraverso il NextGenerationEU, infatti, si mira alla trasformazione dello spazio europeo in un’economia sostenibile, raggiungendo l’ambizioso obiettivo della neutralità nelle emissioni di CO2 entro il 2050.
Le azioni da intraprendere in questa direzione sono tantissime: in primis l’uso sempre più ridotto di combustibili fossili, l’incremento dell’efficienza energetica di edifici e impianti industriali, gli interventi di riqualificazione edilizia, l’uso di fonti energetiche rinnovabili, lo sviluppo della mobilità elettrica, il riciclo e altre ancora. Ma come possono le aziende e le PMI italiane muoversi in modo funzionale ed efficiente verso la sostenibilità ambientale?
Una strada percorribile è quella delle certificazioni ambientali, strumenti indispensabili per migliorare i risultati in termini di sostenibilità di imprese, enti, organizzazioni e di beni e servizi in generale. In questo articolo vedremo a cosa serve una certificazione ambientale, quali sono e come ottenerle.
Di cosa parliamo in questo articolo:
- Cos’è una certificazione ambientale: definizione e importanza
- Le certificazioni ambientali per le aziende: vantaggi e applicazioni
- Le principali certificazioni ambientali per migliorare l’impatto ecologico
- Quali sono le certificazioni ambientali più rilevanti per il settore industriale
- Come ottenere una certificazione ambientale per la tua azienda
- Consulenza certificazione ambientale: come supportare il processo per le PMI
Cos’è una certificazione ambientale: definizione e importanza
I sistemi di certificazione hanno lo scopo di attestare la conformità di un processo o di un prodotto a precisi standard qualitativi. La certificazione ambientale può essere quindi un modo per ottimizzare le performance di un azienda o organizzazione sul profilo dell’impatto ambientale.
I sistemi di gestione ambientale (SGA) permettono alle imprese di implementare procedure e strumenti utili ad ottenere i requisiti previsti dagli standard e arrivare quindi ad essere maggiormente vicini al traguardo dell’ecosostenibilità.
Il dovere di controllare il sistema di gestione ambientale viene affidato a un ente accreditato, che effettuerà la valutazione necessaria per emettere la certificazione. Il monitoraggio delle prestazioni ambientali sarà poi costante per verificare la presenza di un eventuale miglioramento dell’organizzazione sulla sostenibilità. In seguito all’attuazione delle verifiche di Audit, la certificazione avrà poi valore legale.
Le certificazioni ambientali per le aziende: vantaggi e applicazioni
Le certificazioni ambientali per le PMI possono essere un ottimo modo per guadagnare un riconoscimento internazionale di pregio. Inoltre, dotarsi di un sistema di gestione ambientale è un’attività che assicura diversi benefici, infatti, permette di:
- migliorare la visione d’insieme dell’impatto ambientale di ciascuna attività o processo, la gestione dei rischi e delle azioni correttive;
- assicurare la conformità alle leggi in vigore in materia ambientale;
- diminuire il numero di incidenti e disastri ambientali che possono compromettere la salute e la sicurezza, non solo dell’azienda, ma anche del luogo in cui si trova;
- evitare gli sprechi e abbassare i costi di produzione migliorando i propri consumi energetici;
- godere di eventuali agevolazioni fiscali e incentivi;
- dare spazio all’innovazione tecnologica per l’efficientamento dei processi;
- potenziare la brand reputation.
Le principali certificazioni ambientali per migliorare l’impatto ecologico
L’esame dei consumi e degli impatti viene messo in pratica tramite diversi tipi di certificato ambientale. Generalmente troviamo le certificazioni di prodotto, che prendono in esame quindi le caratteristiche di un singolo prodotto, e le certificazioni di processo, che riguardando il lato operativo aziendale. In tutti e due i casi, avremo dei benefici tangibili sia a livello di procedure operative che d’immagine aziendale.
Tra le certificazioni ambientali più importanti troviamo:
- Dichiarazione EMAS;
- UNI EN ISO 1401 2015;
- ISO 50001;
- Ecolabel;
- LCA-Life Cycle Assessment;
- Impronta ambientale Carbon Foot Print e Water Foot Print;
- Dichiarazione ambientale di prodotto.
Parliamone più nel dettaglio.
Certificazione ambientale ISO: come ottenerla e perché è fondamentale
La certificazione ISO 14001 è uno standard internazionale che attesta l’impegno di un’azienda verso la gestione ambientale e il monitoraggio dell’impatto ecologico del proprio lavoro. Le organizzazioni, infatti, devono dimostrare l’adozione di un sistema di gestione ambientale (SGA) efficace, che porti a un miglioramento delle performance ecologiche e permetta di raggiungere gli obiettivi di sostenibilità prefissati.
Per ottenerla è necessario:
- definire una politica ambientale;
- valutare l’impatto delle attività aziendali sull’ambiente;
- pianificare obiettivi di miglioramento;
- monitorare le performance ambientali.
Questo approccio consente alle diverse realtà sul territorio di essere trasparenti sui propri risultati ambientali, comunicandoli chiaramente alle parti interessate. Questa attenzione verso la sostenibilità, i consumi energetici e l’utilizzo consapevole delle risorse potenzia anche l’immagine aziendale, rendendola più competitiva nel mercato. Sono sempre di più le aziende che oggi scelgono di collaborare solamente con imprese che dimostrano di essere attente all’ambiente, preferendo quelle certificate ISO 14001.
Certificazioni green: gli standard ambientali per la sostenibilità aziendale
Abbiamo parlato nel dettaglio della norma ISO 14001 2015, che si concentra sulla gestione ambientale delle aziende, ma ne esistono altre ugualmente importanti. La ISO 14064, per esempio, si focalizza sulla gestione delle emissioni di gas serra e fornisce linee guida per la loro misurazione e riduzione. Un’altra importante certificazione ecologica è la ISO 50001 sui sistemi di gestione dell’energia, che offre alle organizzazioni di qualsiasi settore, sia private che pubbliche, delle strategie di gestione allo scopo di: aumentare l’efficienza energetica, ridurre i costi, migliorare le prestazioni energetiche.
Per le società benefit, che si distinguono per elevati standard sociali e ambientali, esiste la B Corp Certification. Questa certificazione valuta l’impatto globale di un’azienda sull’ambiente, ma anche su lavoratori, comunità e clienti.
C’è poi il marchio Ecolabel, gestito dall’Unione Europea, che identifica prodotti e servizi con un basso impatto ambientale durante tutto il loro ciclo di vita. Per ottenerla, le aziende devono sottoporsi a un rigoroso processo di valutazione, che include la verifica da parte di un ente certificatore indipendente. Sulla stessa lunghezza d’onda, la certificazione Fair Trade si concentra sulle pratiche di commercio equo e sostenibile. Ciò significa che i prodotti vengono realizzati nel rispetto dei diritti dei lavoratori e promuovendo pratiche agricole sostenibili.
Per il settore del legno, oltre alle certificazioni ambientali ISO valide per tutte le organizzazioni, troviamo le valutazioni PEFC e FSC. Queste assicurano che i prodotti provengano da foreste gestite in modo responsabile e sostenibile, così da supportare esclusivamente pratiche di gestione forestale ecocompatibili.
Infine, la certificazione obbligatoria UE 2017/1369 riguarda l’etichettatura energetica dei prodotti, come elettrodomestici e attrezzature per il riscaldamento, che devono rispettare i requisiti di efficienza energetica stabiliti dalla normativa europea. Lo scopo è quello di garantire che le aziende forniscano informazioni accurate sulle prestazioni energetiche dei loro prodotti e che il consumatore possa scegliere consapevolmente durante l’acquisto.
Certificazioni di prodotto: un passo verso l’ambiente
Spostando il focus verso le certificazioni di prodotto, la Environmental Product Declaration (EPD) fornisce una valutazione dettagliata dell’impatto ambientale di un prodotto durante l’intero ciclo di vita, in linea con la norma ISO 14025. Volontaria e verificata da un ente terzo accreditato, l’EPD ha valenza internazionale e può essere applicata a qualsiasi tipologia merceologica. Attualmente rappresenta il modo migliore per comunicare in modo chiaro e oggettivo le caratteristiche ambientali dei propri prodotti, utilizzando regole settoriali che permettono il confronto tra prodotti simili.
Un aspetto cruciale della certificazione EPD è l’analisi del Life Cycle Assessment (LCA), una valutazione che esamina ogni fase del ciclo di vita del prodotto, dalla produzione delle materie prime fino allo smaltimento a fine vita, valutando l’impatto delle risorse consumate. In questo contesto, la Carbon Footprint gioca un ruolo fondamentale perché, tramite la misurazione delle emissioni di gas serra (GHG), consente alle aziende di monitorare e ridurre l’impronta di CO2 legata ai loro prodotti. L’adozione di un sistema di carbon management, che include l’analisi e la riduzione delle emissioni, rappresenta una strategia economica e ecologica per allinearsi agli standard internazionali, come ISO 14067 e PAS 2050.
Quali sono le certificazioni ambientali più rilevanti per il settore industriale
Uno degli approcci alla progettazione di sistemi più significativi è il Cradle to Cradle (C2C), che considera non solo l’efficienza economica e industriale di un’impresa, ma valuta anche l’impatto sociale e ambientale delle attività. I sistemi produttivi progettati mirano a ridurre al minimo gli scarti e a favorire la rigenerazione continua dei materiali, trasformandoli in risorse naturali. In pratica, C2C promuove la creazione di prodotti e processi che si inseriscono a pieno titolo nell’economia circolare, dove i materiali vengono riutilizzati in modo ciclico, evitando la generazione di rifiuti.
Il concetto alla base di questa filosofia è che l’industria dovrebbe tutelare e valorizzare gli ecosistemi e i processi biologici naturali, senza compromettere i cicli produttivi. In altre parole, si adotta un approccio olistico che integra l’aspetto industriale e sociale all’interno di un contesto economico, con l’obiettivo di creare sistemi ecologicamente sostenibili e in armonia con l’ambiente. Un vantaggio competitivo importante, poiché le aziende che adottano questa metodologia si distinguono nel mercato anche per la loro capacità di implementare pratiche produttive responsabili e all’avanguardia.
Come ottenere una certificazione ambientale per la tua azienda
Non per tutte le certificazioni è necessaria la verifica da parte di un ente riconosciuto. Per quelle che invece lo prevedono è necessario, in primo luogo, valutare l’impatto ambientale iniziale in base alla legislazione vigente, definire gli obiettivi da raggiungere, implementare i requisiti richiesti dalla certificazione (eventualmente formando delle risorse interne) e poi sottoporre il SGA ad esame da parte dell’organismo certificatore.
Per quanto riguarda le certificazioni ISO nello specifico, non ci si può far certificare dall’International Organization for Standardization stessa, perché questa si occupa solamente di redigere la norma internazionale. Le valutazioni sono a carico di organismi di certificazione esterni, che devono ovviamente essere accreditati.
Consulenza certificazione ambientale: come supportare il processo per le PMI
Un consulente esperto può guidare l’azienda attraverso l’intero processo, dalla valutazione iniziale dell’impatto ambientale alla definizione delle politiche, fino all’implementazione di un sistema di gestione adeguato. Inoltre, aiuta a preparare la documentazione necessaria e a gestire gli audit, garantendo che l’impresa soddisfi tutti i requisiti richiesti per ottenere la certificazione. Questo supporto consente alle PMI di allinearsi agli standard internazionali, migliorando la loro competitività e reputazione sul mercato.
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