Cosa sono le Nature Based Solutions – NbS: esempi e progetti

Cosa sono le Nature Based Solutions - NbS: esempi e progetti
Ambiente, Attualità
Autore: Ultimo aggiornamento: 25 Settembre 2025Categorie: Ambiente, Attualità
Corso Online Verde Pensile – Progettazione e normativa UNI 11235

Le Soluzioni Basate sulla Natura (Nature-Based Solutions, NBS) rappresentano un approccio innovativo e sostenibile per affrontare le sfide del cambiamento climatico. In sostanza, si tratta di interventi che, sfruttando il verde e gli ecosistemi naturali, puntano a migliorare la qualità dell’ambiente urbano e, di conseguenza, la vita delle persone che vi abitano. Tetti verdi, pareti vegetali, orti urbani, oasi di biodiversità: le NBS contribuiscono a creare spazi verdi fondamentali per contrastare l’effetto delle isole di calore urbane e lo fanno riducendo l’inquinamento, regolando il clima e incrementando la biodiversità cittadina. Online esistono diversi percorsi didattici dedicati alle NBS, come il Corso Verde Pensile offerto da Unione Professionisti: una formazione online di 7 ore che fornisce le conoscenze necessarie a padroneggiare la progettazione dei tetti verdi e dei giardini pensili secondo la normativa UNI 11235/2015.

La Commissione Europea stessa le considera fondamentali per realizzare le priorità politiche del continente, pensiamo al Green Deal Europeo, agli obiettivi di sostenibilità ambientale, alla Strategia per la biodiversità al 2030 e all’adattamento ai cambiamenti climatici.

Di cosa parliamo in questo articolo:

Nature Based Solutions o Soluzioni Basate sulla Natura: cosa sono?

L’IUCN (Unione Internazionale per la Conservazione della Natura) definisce le NBS come:

“azioni per proteggere, gestire e ripristinare ecosistemi naturali o modificati, affrontando le sfide della società in modo efficace e adattivo, e fornendo benefici per il benessere umano e la biodiversità.”

Sempre secondo l’IUCN, tali attività hanno il potenziale per ridurre fino a un terzo delle emissioni globali di CO2, generando al contempo ricavi considerevoli, stimati in circa 170 miliardi di dollari all’anno.

Queste soluzioni naturali riguardano vari tipi di interventi, principalmente si punta alla creazione di spazi verdi, ma anche al recupero degli ecosistemi e alla gestione responsabile delle risorse naturali. I contesti di applicazione sono altrettanto vari, si passa dalla gestione delle acque piovane nelle città, al restauro delle zone umide per prevenire le inondazioni e poi ancora alla creazione di corridoi ecologici per tutelare la biodiversità.

Insomma, tutte azioni che vanno nella direzione di una transizione ecologica sostenibile.

Benefici e vantaggi delle Nature Based Solutions

Tra i principali vantaggi ambientali delle NBS c’è la mitigazione del microclima urbano. La presenza di vegetazione, come alberi, piante e tetti verdi, è un valido alleato per contrastare l’effetto delle isole di calore che affliggono le città, migliorando la vivibilità soprattutto durante l’estate. In questo modo le temperature nelle aree coperte da verde possono diminuire anche di 50° C sui tetti e di 15° C sulle pareti.

Svolgono poi un ruolo fondamentale nella riduzione dell’inquinamento atmosferico. Alberi e arbusti, attraverso la loro superficie fogliare, hanno la capacità di assorbire inquinanti dannosi come il PM10 e gli ossidi di azoto, particolarmente pericolosi per la salute umana. Una capacità di depurare l’ambiente indispensabile per la qualità dell’aria delle aree più esposte al traffico e all’inquinamento industriale.

Non meno importante è il contributo delle NBS alla biodiversità. Con il giusto design, le città possono trasformarsi in luoghi di rifugio per flora e fauna locali. Gli ambienti urbani possano essere habitat naturali: le piante autoctone, quando integrate in spazi verdi progettati in modo strategico, sono in grado di preservare molte specie animali e vegetali che, nei contesti metropolitani, sono più a rischio per la grande presenza antropica.

Le NBS contribuiscono anche a una gestione più sostenibile delle acque piovane. La permeabilità naturale del suolo e la capacità di assorbimento idrico delle piante sono particolarmente utili per diminuire il rischio di allagamenti nelle città. I tetti verdi, in particolare, trattengono l’acqua piovana, rilasciandola lentamente, un’ottima soluzione quindi per ridurre il picco di deflusso in caso di piogge intense. Non dimentichiamoci anche degli effetti positivi sull’inquinamento acustico. Le piante, infatti, agiscono come barriere naturali contro il rumore, assorbendo le onde sonore e riducendo la propagazione del suono.

Oltre agli effetti benefici su ambiente e inquinamento, ci sono anche vantaggi economici, in particolare legati al risparmio energetico. Sempre grazie alla protezione di tetti e pareti verdi dagli sbalzi termici, le spese di riscaldamento e di raffreddamento degli edifici calano sensibilmente. Gli studi dimostrano che una copertura verde può portare a risparmi energetici fino al 10%, a seconda della tipologia di edificio e delle condizioni climatiche.

Tutto ciò si ripercuote positivamente sulla società e sulla vita dei cittadini. Le aree verdi favoriscono il benessere psicofisico, ma diventano anche luoghi di svago, socializzazione e connessione con la natura. Pensiamo alla gestione condivisa di orti urbani, giardini e spazi verdi e dell’occasione che rappresenta per creare comunità più unite e solidali, dove i cittadini, collaborando nella cura di questi spazi, instaurano relazioni e possono contare su tanti momenti di incontro con altre persone.

Esempi di Nature Based Solutions

Dal mondo arrivano diversi progetti particolarmente interessanti, che ci mostrano come è possibile sfruttare la natura per affrontare efficacemente i cambiamenti climatici del nostro tempo.

  • Tetti verdi e parchi urbani nella capitale Danese
    A Copenhagen (Danimarca), il progetto dei tetti verdi ha trasformato radicalmente il paesaggio urbano. Gli effetti positivi sono stati tantissimi: in primis, l’isolamento termico degli edifici, poi la riduzione del deflusso delle acque piovane e infine la creazione di nuovi spazi per la fauna locale.
  • Ripristino delle zone umide olandesi
    Sempre dal nord Europa, più precisamente dall’Olanda, arriva il progetto “Room for the River” che ha visto la restaurazione delle pianure alluvionali per prevenire le inondazioni, restituendo nuovi habitat alla biodiversità. Le zone umide, infatti, si sono rivelate soluzioni molto più efficaci e sostenibili rispetto alle tradizionali infrastrutture in cemento.
  • Rotterdam e le Water Plazas
    A Rotterdam (Paesi Bassi), sono stati creati delle aree pubbliche chiamate “water plazas“, spazi progettati per raccogliere temporaneamente le acque piovane durante eventi climatici estremi. Lo scopo è quello di aiutare a ridurre il rischio di inondazioni e gestire meglio le risorse idriche cittadine.
  • Spazi urbani sostenibili a Londra
    Nel quartiere Kidbrooke Village a Londra, un’ex area industriale è stata trasformata in un quartiere residenziale sostenibile. Il progetto ha integrato spazi verdi, creato habitat per la fauna e migliorato la gestione delle acque, aumentando la resilienza e la vivibilità dell’area.
  • Il Vietnam usa le mangrovie per proteggere le coste
    Passiamo al Vietnam. Qui le foreste di mangrovie sono state ripristinate come strumento per proteggere le coste dall’erosione. Oltre a ridurre i danni delle tempeste, queste foreste offrono protezione alle comunità locali e creano nuove opportunità economiche, soprattutto nel settore della pesca.

La situazione in Italia

In Italia, sono numerosi i progetti che dimostrano come sia possibile rigenerare il territorio attraverso l’utilizzo delle Nature-Based Solutions (NBS): analizziamo alcuni esempi.

  1. Ritenzione idrica a Marano Vicentino
    A Marano Vicentino e Santorso, in provincia di Vicenza, è stato avviato il progetto Beware, che punta a migliorare la resilienza contro le inondazioni urbane e rurali. Sono stati quindi implementati giardini pluviali, bacini di ritenzione e sistemi di drenaggio naturale per infiltrare l’acqua piovana, con lo scopo di diminuire il rischio di allagamenti e favorire la biodiversità locale. A Marano, il laghetto di ritenzione può immagazzinare fino a 2.500 metri cubi d’acqua.
  2. Il primo bosco biosostenibile a Montopoli
    Montopoli in Val d’Arno (Pisa) ha visto la rigenerazione di un ex sito industriale in un bosco di sei ettari, il primo in Italia dedicato alla biosostenibilità. Il progetto, nato dalla collaborazione tra Unicoop Firenze, Legambiente e altri partner, ha previsto la bonifica del terreno e la piantumazione di tremila alberi. Un ottimo investimento per mitigare l’inquinamento atmosferico e combattere le isole di calore. In dieci anni, questo bosco potrebbe assorbire circa 170 tonnellate di CO₂, migliorando anche la qualità dell’aria.
  3. La protezione delle dune a Ravenna
    Spostiamoci in Emilia-Romagne, più precisamente al Parco del Delta del Po (Ravenna). Qui il progetto Life NatuReef sta ripristinando le dune costiere con scogliere marine di ostriche e vermi sabellari, creando barriere naturali contro l’erosione costiera. Si tratta di ecosistemi viventi che proteggono le spiagge e favoriscono la biodiversità, contrastando gli effetti del cambiamento climatico in modo naturale e sostenibile.
  4. La foresta di bambù a Portomaggiore
    Rimaniamo nella stessa regione. Portomaggiore (Ferrara) ha puntato, invece, su una foresta di bambù gigante che copre una superficie di ben 16 ettari, come parte del progetto Forever Zero CO2. Questo bambuseto è un esempio di carbon sink, il bambù infatti assorbe grandi quantità di CO₂ e contribuisce a compensare le emissioni di gas serra. Ma la foresta è anche una risorsa preziosa per la produzione di biomassa e materiali alternativi in sostituzione a legno e plastica.