Energie rinnovabili in Italia: settore green in continua crescita

Continua la crescita delle Energie Rinnovabili
Ambiente, Attualità
Autore: Ultimo aggiornamento: 16 Luglio 2024Categorie: Ambiente, Attualità

Di cosa parliamo in questo articolo:

  1. Quali sono le energie rinnovabili in Italia?
  2. Quanta energia si usa in Italia?
  3. Italia e Europa a confronto
  4. L’obiettivo FER per il 2030

Quali sono le energie rinnovabili in Italia?

Nel 2011 l’Italia ha recepito la Direttiva 2009/28/CE con il Decreto Legislativo n. 28 del 3 marzo. La Direttiva ha assegnato ad ogni Stato membro il raggiungimento di due obiettivi entro il 2020 per quanto riguarda la diffusione delle fonti rinnovabili (FER):

  • obiettivo complessivo o overall target: raggiungere una quota dei consumi finali lordi (CFL) complessivi di energia tramite l’uso di almeno il 20% (17% in Italia) di fonti rinnovabili
  • obiettivo settoriale trasporti: raggiungere una quota di energia prodotta da FER pari al 10%.

Con un Decreto successivo, nel 2014, l’Italia ha adottato il PAN – Piano d’Azione Nazionale – per stabilire le strategie, le misure, i tempi e gli indicatori per raggiungere gli obiettivi fissati in termini di energia prodotta da fonti rinnovabili.

In Italia le energie rinnovabili sono di diversi tipi: termica, elettrica, trasporti.

Quanta energia si usa in Italia?

Dal documento “Fonti rinnovabili in Italia e in Europa”, reso noto il 26 febbraio 2020 proprio sul sito del GSE – Gestore Servizi Energetici -, emergono dati interessanti riguardo alla diffusione delle FER nel 2018, in Italia, nei vari settori:

  • termico: 10,7 Mtep, pari al 19%. Le fonti sono: la biomassa solida (circa 7 Mtep, senza considerare la parte biodegradabile dei rifiuti), utilizzata come legna da ardere o pellet, e le pompe di calore (2,6 Mtep)
  • elettrico: 9,7 Mtep – pari al 34% – di cui fanno parte le fonti: idraulica(42%), solare fotovoltaica (20%), bioenergie (17%), eolica (16%, considerando il dato normalizzato) e geotermia (5%)
  • trasporti: 1,25 Mtep dalla fonte principale, ovvero i biocarburanti, il 7,7%.

Italia e Europa a confronto

Nel 2018 l’Italia era  l’unico tra i principali Paesi membri dell’Unione Europea in cui la quota FER sui Consumi finali lordi – cfl – supera l’obiettivo fissato per il 2020 dalla Direttiva 2009/28/CE.

Se si paragonano le quote FER nei vari settori di Italia ed Europa si scopre che queste sono in linea con i valori medi europei in tutti i settori.

Per quanto riguarda il confronto con alcuni Stati Membri:

  • l’Italia è al 4° posto per contributo ai consumi di energia complessivi
  • nel 2018 sono stati consumati 21,6 Mtep di energia da FER; una quota superiore rispetto a Spagna (15,5)  e Regno Unito (14,7) e solo leggermente inferiore a quella di Francia (25,8) e Germania (36,8).

L’obiettivo FER per il 2030

Il Regolamento 2018/1999 ha imposto che nel 2030 la quota dei consumi di energia proveniente da FER negli Stati dell’UE deve essere pari almeno al 32%.

 L’obiettivo al 2030 che si è data l’Italia nel Piano Nazionale Integrato per l’Energia e il Clima è ambizioso (quota FER pari al 30%).

L’8 gennaio 2019 il Ministero dello Sviluppo Economico, d’accordo con il Ministero dell’Ambiente e con quello dei Trasporti, ha inviato a Bruxelles la proposta di Piano Nazionale Integrato per l’Energia e il Clima (PNIEC).

Tra gli obiettivi principali del Piano: arrivare al 30% di produzione di energia da FER nei Consumi Finali Lordi e al 21,6% per quanto riguarda i trasporti.

Il 21 gennaio 2020 è stato pubblicato il testo definitivo del PNIEC, piano che accompagnerà l’Italia nella transizione energetica.

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