Come diventare energy manager: formazione e specializzazioni

Come diventare energy manager: formazione e specializzazioni
Professionisti
Autore: Ultimo aggiornamento: 27 Giugno 2025Categorie: Professionisti
Corso di Energy Manager

Basta vedere le notizie di un qualunque giornale, dai quotidiani cartacei alle riviste online, e il tema dell’energia non può che balzare subito agli occhi. Termini come gas, pipeline, petrolio, energie rinnovabili, certificati verdi, transizione ecologica, giusto per citarne alcuni, sono ormai al centro del dibattito.

La sensazione che si prova leggendo questi articoli è spesso quella di sentirsi impauriti nei confronti di un mondo in continuo mutamento, dove le questioni energetiche promettono, anzi garantiscono, di generare crisi sempre più impattanti sulle nostre economie nazionali. Gli esempi più evidenti sono i recenti conflitti, come quello tra Russia e Ucraina, che hanno dimostrato quanto le dinamiche politiche dei paesi produttori di petrolio e gas possano influire su mercati globali, aumentando l’instabilità.

In un contesto di crisi energetica diffusa, ovviamente, cresce l’interesse per fonti energetiche alternative e sostenibili e rende necessaria la presenza di figure professionali in grado di gestire e ottimizzare le risorse. Ecco perché l’Energy Manager è diventato uno dei protagonisti principali del cambiamento, con il compito di garantire l’efficienza energetica e guidare le organizzazioni verso soluzioni più sostenibili. Ma come si diventa Energy Manager?

Di cosa parliamo in questo articolo:

  1. Di cosa si occupa un energy manager
  2. Differenze tra energy manager, EGE, consulente energetico e auditor
  3. Come diventare energy manager: la formazione
  4. Formazione accademica e corsi specialistici
  5. Dove può lavorare un energy manager
  6. Opportunità di carriera e specializzazioni
  7. La formazione di Unione Professionisti dedicata agli Energy Manager

Di cosa si occupa un energy manager

Un energy manager è responsabile della gestione e ottimizzazione dei consumi energetici all’interno di un’azienda o di un ente pubblico. Le sue principali attività includono l’analisi dei consumi energetici, la pianificazione e implementazione di politiche di risparmio e la scelta di soluzioni tecnologiche per migliorare l’efficienza energetica.

Chi lavora nell’energy management, quindi, deve essere in grado di monitorare i consumi, effettuare diagnosi energetiche e suggerire interventi per ridurre gli sprechi. Oltre, ovviamente, a conoscere le normative in materia di efficienza energetica e sostenibilità.

La legge 10/91 (“Norme per l’attuazione del Piano energetico nazionale in materia di uso nazionale dell’energia, di risparmio energetico e di sviluppo delle fonti rinnovabili di energia”) stabilisce l’obbligo di impiegare questa figura professionale per tutte le attività che operano nei settori civile, industriale, dei trasporti e del terziario, qualora il loro consumo energetico superi le 10.000 tonnellate di petrolio equivalente o, per i settori non rientranti nelle categorie precedenti, le 1.000 tonnellate.

L’articolo 19 della legge è dedicato proprio a definire nel dettaglio le mansioni dell’Energy Manager:

“I responsabili per la conservazione e l’uso razionale dell’energia individuano le azioni, gli interventi, le procedure e quanto altro necessario per promuovere l’uso razionale dell’energia, assicurano la predisposizione di bilanci energetici in funzione anche dei parametri economici e degli usi energetici finali, predispongono i dati energetici relativi alle proprie strutture e imprese”.

Differenze tra energy manager, EGE, consulente energetico e auditor

Le figure professionali che si occupano di gestione energetica hanno competenze specifiche e ruoli distinti. Vediamo quali sono le differenze nei loro compiti.

L’Energy Manager è un professionista nominato direttamente dall’azienda o dall’ente pubblico per occuparsi della gestione e dell’uso razionale dell’energia. La sua principale funzione è quella di monitorare i consumi, implementare politiche di risparmio energetico e assicurarsi che vengano rispettate le normative in materia di energia. Sebbene non richieda una certificazione obbligatoria, l’Energy Manager è una figura fondamentale per le imprese energivore, ovvero quelle con consumi superiori a determinate soglie. Le sue competenze spaziano dalle tecniche di gestione dell’energia alla comunicazione e alla gestione economica.

L’EGE (Esperto in Gestione dell’Energia) è una figura altamente specializzata, certificata secondo la norma UNI-CEI 11339. Questo professionista ha un background tecnico, economico e ambientale e può condurre diagnosi energetiche, strumenti per le imprese soggette a normative specifiche. L’EGE ha il compito di analizzare i consumi energetici, suggerire interventi di miglioramento e può accedere ai Certificati Bianchi, titoli negoziabili che attestano i risparmi energetici ottenuti attraverso interventi di efficienza energetica. A differenza dell’Energy Manager, dunque, l’EGE è una figura certificata.

Il consulente energetico, invece, fornisce supporto esterno alle aziende per ottimizzare i consumi e ridurre i costi, in linea con le normative e le ultime soluzioni tecnologiche disponibili, senza però essere parte integrante dell’organizzazione.

Infine, l’auditor energetico è una figura che si specializza nell’effettuare audit energetici, ovvero nelle ispezioni e nelle analisi dei sistemi di gestione energetica di un’impresa o di un edificio. L’auditor identifica le inefficienze e propone soluzioni per ottimizzare i consumi, abbassare le emissioni di carbonio e migliorare le prestazioni energetiche complessive. Gli auditor possono lavorare come liberi professionisti, ma anche come dipendenti di aziende, studi di ingegneria o ESCo, fornendo report dettagliati sui risultati degli audit e suggerendo le azioni correttive da intraprendere.

In sintesi, sebbene consulente energetico, auditor, energy manager e EGE si occupino di gestione energetica, l’Energy Manager ha un ruolo più operativo e gestionale, l’EGE è un esperto certificato con competenze specifiche in efficienza energetica, il consulente energetico fornisce supporto esterno e l’auditor energetico si concentra sulle ispezioni e sull’analisi approfondita dei consumi. Ogni figura è complementare all’altra e contribuisce, in modo diverso, a un uso più razionale dell’energia.

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Come diventare energy manager: la formazione

Per diventare energy manager, è necessario acquisire una preparazione solida, sia dal punto di vista tecnico che di soft skills.

Formazione accademica e corsi specialistici

Per diventare Energy Manager la formazione accademica è la base da cui partire. Solitamente, chi è interessato a lavorare nel settore dell’energia ha una laurea in ingegneria: ci si può specializzare, per esempio, in ingegneria energetica, meccanica, elettrica o ambientale. Si possono poi approfondire competenze e conoscenze pratiche con corsi post-laurea, master o certificazioni professionali in gestione dell’energia, energie rinnovabili o auditing energetico.

In alternativa alla laurea, ci sono gli ITS (Istituti Tecnici Superiori), che offrono percorsi formativi più pratici e mirati all’inserimento diretto nel mondo del lavoro. I temi spaziano dell’efficienza energetica, alla manutenzione e verifica degli impianti energetici.

Dove può lavorare un energy manager

La varietà di contesti in cui un Energy Manager può operare è davvero vasta. Oltre alle aziende private, ci sono pubbliche amministrazioni, ospedali, scuole e università, enti pubblici, e ovviamente la strada della libera professione o della consulenza.

Naturalmente, i settori più coinvolti sono quelli altamente energivori: industrie manifatturiere ed energetiche, edilizia e trasporti. La domanda per questi professionisti è destinata ad aumentare, soprattutto con l’implementazione delle più recenti normative europee a tema emissioni e decarbonizzazione.

Opportunità di carriera e specializzazioni

Un Energy Manager può specializzarsi in diversi ambiti, sia a seconda delle proprie inclinazioni professionali che dei trend che emergono dal mercato. Focalizzarsi sulle pubbliche amministrazioni, per esempio, può essere una strategia redditizia, considerando gli incentivi che arrivano e stanno arrivando dallo Stato per raggiungere gli obiettivi di neutralità climatica stabiliti dall’Unione Europea. Le amministrazioni locali, regionali e nazionali sono infatti sempre più orientate alla realizzazione di interventi di efficienza energetica e sostenibilità ambientale, il che crea un ampio spazio ai professionisti qualificati.

Un’altra area di specializzazione in forte espansione riguarda il settore industriale, dove le aziende sono chiamate a rispettare normative sempre più stringenti in termini di riduzione delle emissioni. In questo caso, un Energy Manager può concentrarsi sull’implementazione di soluzioni tecnologiche avanzate, come sistemi di monitoraggio, impianti fotovoltaici e altre tecnologie rinnovabili.

Nel contesto della transizione energetica, anche le ESCO offrono ampie opportunità di carriera, soprattutto in questo momento in cui l’adozione di tecnologie rinnovabili e l’efficienza energetica sono al centro delle politiche aziendali e governative.

La formazione di Unione Professionisti dedicata agli Energy Manager

Se stai cercando una formazione specialistica sul tema, con il corso energy manager di Unione Professionisti, in 40 ore, acquisirai le competenze necessarie per gestire l’energia in modo efficiente e sostenibile, preparandoti anche alla certificazione EGE secondo la norma UNI CEI 11339.

Grazie a contenuti pratici, esempi reali e supporto continuo, le lezioni ti offriranno una solida base per avanzare nella tua carriera e rispondere alle richieste del mercato in continua evoluzione.