Come calcolare la pendenza di un tetto: guida passo passo

Edilizia
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Iscriviti al Corso Tetti a Falda e Coperture Piane: caratteristiche, progettazione, sicurezza →Nel progettare un tetto è necessario tenere in considerazione diversi aspetti, spaziando dalle condizioni climatiche del luogo alla preferenza per diversi materiali di copertura, senza ovviamente trascurare la vivibilità degli spazi interni o l’opportunità di installare dei pannelli fotovoltaici. Diventa quindi fondamentale, tra le altre cose, individuare la migliore pendenza del tetto, sapendo che questo aspetto è strettamente connesso con ognuno degli elementi citati. Ma come si calcola l’inclinazione di una copertura? E qual è la pendenza minima di un tetto?
Di cosa parliamo in questo articolo:
Cos’è la pendenza del tetto e perché è importante
La pendenza del tetto indica l’inclinazione del piano di falda, ovvero della sua copertura superiore, rispetto al piano orizzontale. Non esiste ovviamente un valore unico: tutti sanno infatti che esistono tetti piani come coperture inclinate a falda, così come del resto esistono diverse tipologie dei tetti a falda.
Si hanno di conseguenza tetti molto inclinati, con una pendenza molto accentuata; così come tetti con un’inclinazione estremamente ridotta, definiti per l’appunto piani. Vale però la pena sottolineare fin da subito che anche i detti piani in realtà presentano in molti casi un’inclinazione minima, la quale risulta molto utile per lo smaltimento delle acque piovane; è possibile infatti parlare di tetti piani fino a una pendenza massima di 3% (superato tale limite si entra a pieno titolo nel campo dei tetti inclinati).
C’è differenza tra pendenza e inclinazione di un tetto?
Vale la pena evidenziare prima di procedere oltre che non esiste nessuna concreta la differenza tra la pendenza di un tetto e la sua inclinazione. Nell’esprimere la pendenza di una copertura si indica infatti come visto la sua inclinazione rispetto a un piano orizzontale, posto quindi a 0 gradi.
Come calcolare la pendenza di un tetto: gli strumenti da usare
Basta uno sguardo veloce per differenziare un tetto piano da un tetto inclinato. Non è però altrettanto facile individuare l’esatta pendenza di un tetto, nemmeno all’occhio più allenato. Per questo motivo sono a disposizione degli strumenti che permettono la misura e il calcolo pendenza tetto.
Lo strumento classico per procedere con il calcolo inclinazione tetti è la falsa squadra, ovvero una squadra con angolo variabile, così da riprodurre l’esatta inclinazione dell’angolo in esame. Nella sua versione più basica la falsa squadra non presenta nessun indicatore: è dunque necessario posizionare la squadra, “ricalcare” l’inclinazione e quindi affidarsi a un goniometro. Ci sono però anche false squadre di ultima generazione che presentano un lettore digitale integrato, il quale mostra in tempo reale l’inclinazione dell’angolo misurato.
Strumenti ancora più avanzati e immediati per calcolare la pendenza di un tetto sono le apposite app per geometri o carpentieri, che permettono di stimare con una buona precisione l’inclinazione di un tetto o di un qualsiasi altri oggetto.
Meno immediato è invece il calcolo dell’inclinazione di un tetto utilizzando la classica bolla d’aria, ovvero la livella. Per farlo si poggerà un estremità dello strumento sulla copertura e, una volta posiziona la livella a 0 gradi, procedere con la misurazione della distanza tra l’altra estremità e la copertura stessa. Si potrà così ottenere il rapporto tra misurazione verticale e lunghezza della livella, ovvero per esempio 50 centimetri / 15 centimetri. Si otterrà così la pendenza del tetto in percentuale, eventualmente convertibile in gradi: affrontiamo qui sotto questo passaggio.
La pendenza in percentuale e in gradi: diverse unità di misura
Nel mostrare come calcolare la pendenza del tetto ci siamo imbattuti nella pendenza in percentuale e in gradi. È infatti possibile misurare l’inclinazione di un tetto in due diversi modi, in base allo strumento utilizzato e ai successivi utilizzi. Chi procede alla misurazione di un’inclinazione con squadra e goniometro avrà un risultato in gradi; chi invece procede con un calcolo potrà preferire invece una pendenza in percentuale.
Un tetto che per ogni metro in orizzontale si alza di 35 centimetri, per esempio, presenterà una pendenza del 35%, la quale equivale a un’inclinazione di 19 gradi. Una falda estremamente inclinata, con un’inclinazione di 45 gradi, avrà invece un’a pendenza del 100% (guadagnando un metro in altezza per ogni metro in orizzontale).
La pendenza minima di un tetto: requisiti normativi e pratici
Qual è la pendenza minima di un tetto? Come si è ricordato fin dall’inizio di questa guida, esistono anche i tetti piani, i quali presentano tipicamente una pendenza minima, volta a garantire lo scorrimento delle acque: in linea di massima è quindi possibile dire che un tetto piano dovrebbe avere sempre un’inclinazione dell’1% o del 2%, così da non favorire dei ristagni.
Detto questo, la pendenza minima di un tetto varia in base ai materiali della copertura, alle normative locali e alle condizioni climatiche che caratterizzano la posizione geografica di un edificio. Vediamo quindi i principali fattori che influenzano l’aumentare o il diminuire, in fase progettuale, della pendenza di un tetto.
Fattori che influenzano la pendenza del tetto
Come spieghiamo nel nostro corso per progettare tetti a falda, ci sono tanti elementi da considerare per stimare l’inclinazione ottimale di un tetto, al di là delle pure e semplici normative locali (in aree caratterizzate da forti e frequenti precipitazioni nevose possono per esempio essere presenti delle normative ad hoc che obbligano a costruire tetti con inclinazioni importanti).
Nel momento in cui un architetto si accinge a utilizzare Autocad per progettare un tetto deve per l’appunto considerare ulteriori elementi, a partire dal materiale della copertura.
L’inclinazione del tetto in base al materiale della copertura
Il materiale scelto può influenzare pesantemente l’inclinazione del tetto di un nuovo edificio o di un edificio in via di ristrutturazione: questo perché, in estrema sintesi, al variare dei materiali mutano i valori della resistenza e dell’impermeabilità.
Si pensi per esempio a un tetto in legno: tipicamente copertura di questo tipo presentano una pendenza minima del 25% – 30%, anche se va detto che determinati tipi di legname, con trattamenti specifici, possono essere impiegati anche su coperture con inclinazioni minori.
Nel caso di un tetto con copertura in tegole la tendenza minima è del 30%% (ovvero a 17 gradi); anche qui ci sono però delle eccezioni, grazie a delle tegole particolarmente performanti, in grado di garantire una buona efficienza anche su tetti di pendenza minore.
Materiale di riferimento per tetti con inclinazione particolarmente ridotta è la lamiera, la quale può essere usata con inclinazioni al di sotto del 10%; guardando invece a una tipologia di copertura che richiede tipicamente inclinazioni importanti, l’esempio da fare è senza dubbio quella dei coppi, i quali possono essere impiegati solamente su tetti con pendenze uguali o superiori al 40% (ovvero a 22 gradi).
Condizioni climatiche
Non bisogna infine dimenticare il fatto che l’inclinazione di un tetto in fase progettuale deve variare anche in base all’analisi delle condizioni climatiche locali. La pendenza delle coperture tende infatti ad aumentare in luoghi in cui le precipitazioni, sia piovese che nevose, tendono a essere importanti e frequenti; questo è importante soprattutto per la neve, sapendo che degli accumuli dettati da un’inclinazione ridotta possono portare in certi casi a dei danni alla struttura del tetto. In zone climatiche più secche e miti, di conseguenza, sarà possibile optare per delle coperture con inclinazioni minori.
Per agevolarti in queste valutazioni, abbiamo preparato una mini guida pratica al calcolo della pendenza del tetto, completa di formule, schede e tabelle per la scelta del materiale di copertura.







