Certificati bianchi 2025 al posto dei bonus casa: come funzionerà?

Certificati bianchi 2025 al posto dei bonus casa: come funzionerà?
Ambiente, Attualità, Normative
Autore: Ultimo aggiornamento: 18 Novembre 2024Categorie: Ambiente, Attualità, Normative

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Il nuovo anno porterà una significativa trasformazione nel panorama degli incentivi dedicati alla riqualificazione energetica. I tradizionali bonus casa, che hanno sostenuto per anni i lavori di ristrutturazione e miglioramento del parco immobiliare italiano, potrebbero essere sostituiti dai certificati bianchi, conosciuti anche come Titoli di Efficienza Energetica (TEE). Ma cosa sono sono i certificati bianchi e cosa cambierà per chi vuole investire in risparmio energetico ed energie rinnovabili? Vediamo chi può richiederli, come ottenerli e come funzionerà in generale il nuovo sistema dei certificati bianchi nel 2025.

Di cosa parliamo in questo articolo:

  1. Certificati bianchi al posto dei bonus casa: cosa cambia nel 2025?
  2. Cosa sono i certificati bianchi?
  3. A cosa servono?
  4. Chi può richiederli?
  5. Come si ottengono?
  6. Qual è il prezzo e quanto durano?
  7. I progetti ammessi
  8. Il ruolo nel risparmio energetico

Certificati bianchi al posto dei bonus casa: cosa cambia nel 2025?

La sostituzione dei bonus casa con i certificati bianchi potrebbe segnare un cambiamento importante nelle politiche ambientali del nostro paese. I certificati bianchi in edilizia, finora riservati al settore commerciale e industriale, potrebbero riguardare dal prossimo anno anche le ristrutturazioni private, premiando tutti quegli interventi che dimostrano una concreta riduzione dei consumi di energia. Il Piano strutturale di bilancio di medio termine, approvato dal governo il 27 settembre 2024, non fornisce indicazioni precise su come e quando il meccanismo potrebbe essere esteso al settore immobiliare privato. Sarà necessario attendere la legge di bilancio prevista per il prossimo anno e la revisione complessiva dei bonus edilizi.

L’obiettivo principale della misura, come si può intuire, è quello di spostare l’attenzione dagli incentivi fiscali diretti a strumenti più legati al risultato effettivo in termini di risparmio energetico. Questo cambiamento, gestito dal Gestore dei Servizi Energetici (GSE), si inserisce in un quadro più ampio di riforma del settore, che punta a incentivare l’adozione di tecnologie innovative e l’uso di energie rinnovabili come il fotovoltaico. Per cittadini, aziende e professionisti, ciò significherà familiarizzare con un sistema basato su progetti certificati e monitorati al posto delle detrazioni automatiche.

Lo scopo è, ovviamente, quello di avvicinarsi sempre più agli obiettivi europei in materia di sostenibilità e transizione energetica.

Cosa sono i certificati bianchi?

I certificati bianchi, o Titoli di Efficienza Energetica, sono strumenti che attestano il risparmio di energia primaria ottenuto grazie a specifici interventi di miglioramento dell’efficienza energetica. Introdotti in Italia nel 2005 con il D.M. del 20 luglio 2004, hanno avuto un ruolo marginale rispetto ai bonus fiscali, ma dal 2025 diventeranno il principale sistema di incentivi in materia. Ogni certificato corrisponde, infatti, a un risparmio energetico equivalente a una tonnellata di petrolio (TEP) e viene rilasciato esclusivamente dopo una verifica accurata dei risultati ottenuti.

Il GSE sarà responsabile della gestione del sistema, dalla valutazione dei progetti all’emissione dei certificati. Questo approccio consentirà di premiare solo interventi effettivamente in grado di ridurre i consumi energetici e le emissioni di CO₂, con un impatto positivo sull’ambiente e sull’economia.

A cosa servono?

Questi strumenti trovano applicazione in diversi settori. Nel settore residenziale, ad esempio, possono finanziare interventi come l’isolamento termico, la sostituzione degli infissi o l’installazione di impianti fotovoltaici.

Nel settore industriale, invece, possono essere utilizzati per ottimizzare i processi produttivi, installare motori più efficienti o adottare tecnologie di recupero del calore. Anche gli enti pubblici possono accedere ai certificati per interventi su edifici scolastici, ospedali o infrastrutture.

Chi può richiederli?

I certificati bianchi potranno essere richiesti da diversi soggetti, tra cui:

  • privati cittadini che effettuano interventi di riqualificazione energetica nelle proprie abitazioni;
  • aziende che investono in progetti di efficienza energetica;
  • amministrazioni pubbliche, per interventi su edifici o infrastrutture;
  • operatori del settore dei trasporti.

Per presentare la domanda sarà necessario predisporre un progetto conforme ai requisiti richiesti dal GSE, dimostrando il risparmio energetico ottenuto.

Come si ottengono?

Il meccanismo dei certificati bianchi coinvolge due principali categorie di partecipanti.

  • Soggetti obbligati: distributori di energia elettrica e gas con oltre 50.000 clienti finali, ai quali sono assegnati obiettivi annuali di risparmio di energia primaria. Questi possono essere raggiunti in due modi:
    • realizzando direttamente progetti di efficienza energetica approvati dal sistema.
    • acquistando i Titoli di Efficienza Energetica (TEE) da altri soggetti ammessi al meccanismo.
  • Soggetti volontari: imprese, pubbliche amministrazioni, operatori del settore dei trasporti e altri soggetti che scelgono di partecipare liberamente, realizzando interventi finalizzati alla riduzione dei consumi energetici. In cambio, ricevono certificati corrispondenti ai risparmi energetici ottenuti.

Per ogni tonnellata equivalente di petrolio (TEP) risparmiata grazie agli interventi approvati, il Gestore dei Servizi Energetici emette un certificato bianco. I titoli vengono registrati nel Registro Elettronico dei TEE, gestito dal Gestore dei Mercati Energetici (GME).

Il risparmio energetico deve, naturalmente, essere misurato e certificato attraverso appositi strumenti di monitoraggio. In particolare, il Rapporto di controllo dell’efficienza energetica (RCEE) fornisce la base tecnica per dimostrare i risparmi energetici ottenuti: ad esempio, un edificio con un RCEE che certifica il miglioramento delle prestazioni energetiche può essere candidato al riconoscimento dei titoli. Solo a questo punto il GSE emetterà i certificati, che potranno essere utilizzati direttamente dal richiedente o venduti sul mercato dei TEE.

I certificati bianchi possono ottenere valore in due modi:

  • attraverso la piattaforma di mercato del GME, dove vengono scambiati durante sessioni ufficiali;
  • mediante contrattazioni bilaterali tra i soggetti partecipanti al sistema.

Qual è il prezzo e quanto durano?

Il valore economico dei TEE è stabilito dalle dinamiche di domanda e offerta che si sviluppano nel mercato durante le sessioni di scambio.

In generale, i progetti ammessi possono beneficiare dei certificati per un periodo di cinque anni, ma la durata può variare a seconda del tipo di intervento e delle normative in vigore. Per questa ragione, è importante verificare le regole applicabili al momento della richiesta in modo da evitare sorprese.

I progetti ammessi

Non tutti gli interventi sono idonei ad essere certificati. Per accedere al meccanismo dei certificati bianchi, i progetti di efficienza energetica devono rispettare alcuni requisiti fondamentali:

  • la data di inizio dei lavori deve essere successiva alla presentazione della domanda al GSE;
  • i progetti devono essere realizzati da un unico titolare;
  • gli interventi devono garantire risparmi energetici aggiuntivi rispetto alla situazione preesistente.

Sono esclusi perciò tutti i progetti che mirano semplicemente a soddisfare vincoli normativi o prescrizioni amministrative obbligatorie.

Il ruolo nel risparmio energetico

I certificati bianchi rappresentano un tassello fondamentale nella strategia nazionale per il risparmio energetico e la sostenibilità ambientale. Promuovendo interventi mirati e misurabili, questi strumenti incentivano la transizione verso un consumo più responsabile e l’adozione di tecnologie innovative: rispetto ai tradizionali bonus fiscali, infatti, i certificati bianchi premiano i risultati effettivi, non solo le spese sostenute.

Grazie a questo approccio, è possibile ottenere un doppio vantaggio: da un lato, una riduzione dei costi per i cittadini e le imprese, che possono beneficiare di una maggiore efficienza energetica; dall’altro, un minore impatto ambientale, con una significativa riduzione delle emissioni inquinanti e dei consumi di energia primaria. Questo sistema, inoltre, stimola la diffusione delle energie rinnovabili, incentivando interventi come l’installazione di pannelli fotovoltaici o l’uso di pompe di calore ad alta efficienza.

I benefici non si limitano però all’ambito economico o ambientale. L’adozione dei certificati bianchi promuove una cultura della sostenibilità, sensibilizzando cittadini e imprese sull’importanza di scelte consapevoli per il futuro del pianeta.

Per i tecnici e i professionisti del settore, è oggi più che mai fondamentale essere aggiornati sulle nuove normative e padroneggiare le competenze necessarie per progettare e gestire interventi di riqualificazione energetica. Il Corso di Efficienza Energetica nei Condomini di Unione Professionisti, grazie a contenuti aggiornati e un approccio formativo flessibile, ti permetterà di affrontare le sfide legate alla transizione energetica e di offrire ai tuoi clienti soluzioni concrete e sostenibili anche nelle aree comuni degli edifici residenziali.