Costruire sano, dalla scelta dei materiali per la costruzione delle case alla prevenzione della salute

Creare un ambiente salubre contrastando l'inquinamento indoor
Ambiente, Edilizia
Autore: Ultimo aggiornamento: 19 Dicembre 2024Categorie: Ambiente, Edilizia

Realizzare una casa salubre significa progettare e costruire un ambiente che protegga la salute dei suoi abitanti. La qualità dei materiali, la prevenzione dell’inquinamento indoor e l’attenzione all’indoor air quality (qualità dell’aria interna) sono elementi fondamentali per garantire un ambiente salubre. Ma quanto incidono i materiali da costruzione e quali sono le scelte più efficaci per migliorare il benessere abitativo?

Di cosa parliamo in questo articolo:

  1. Salubrità abitativa, quanto incidono i materiali da costruzione?
  2. Il compito dei professionisti
  3. I danni degli inquinanti indoor
  4. Dove sono presenti i maggiori inquinanti?
  5. La scelta dei materiali edili

Salubrità abitativa, quanto incidono i materiali da costruzione?

La salubrità abitativa è influenzata da molteplici fattori, tra cui l’utilizzo di materiali edili idonei e la progettazione di edifici che minimizzino l’esposizione a sostanze tossiche o dannose. Materiali di scarsa qualità o non certificati possono emettere composti organici volatili (COV), formaldeide e altre sostanze pericolose che compromettono la qualità dell’aria e, di conseguenza, la salute delle persone.

Un ambiente sano dipende quindi da decisioni consapevoli durante la progettazione e la costruzione, supportate da normative sempre più stringenti con focus sull’efficienza energetica, che promuovono l’uso di materiali naturali e a basso impatto ambientale.

Il compito dei professionisti

Architetti, ingegneri e costruttori hanno la responsabilità di scegliere materiali e tecniche che garantiscano la creazione di un edificio salubre. Oltre alla tutela della salute, un approccio consapevole contribuisce anche a migliorare l’efficienza energetica e a ridurre l’impatto ambientale.

I professionisti devono:

  • prediligere materiali con certificazione EPD (Environmental Product Declaration);
  • limitare l’uso di sostanze chimiche e adesivi potenzialmente tossici;
  • integrare sistemi di ventilazione adeguati per ridurre gli inquinanti.

Inoltre, diventa fondamentale poter dimostrare la qualità degli interventi con sistemi di misurazione e certificazioni di salubrità presenti sul mercato.

È innanzitutto necessario capire la provenienza del materiale, la materia prima, come viene lavorata e il ciclo produttivo, facendosi aiutare dalle dichiarazioni di prodotto (LCA Life Cycle Assessment e EPD Enviromental Product Declaration) e dalle certificazioni. Una delle più importanti per il controllo delle emissioni di VOC è il marchio per la qualità dell’aria che fa riferimento alla normativa francese, che analizza i dieci più comuni e pericolosi composti volatili, quantificandone la presenza e attribuendo un valore di riferimento, in una scala che va da C ad A+.

Vincoli in fase di cantiere

Anche nella fase di cantiere bisogna rispettare diversi vincoli che i professionisti devono conoscere: per esempio, in cantiere è vietato fumare, non si possono inoltre usare traccianti spray o schiume sigillanti poliuretaniche o siliconiche non espressamente sigillate, certificate e verificate. È vietato persino l’accesso al cantiere di auto o macchinari con motore a scoppio privi di prolunghe per lo smaltimento dei gas di scarico.

A cantiere ultimato si prevede poi un’analisi diretta della qualità dell’aria, già monitorata in diverse fasi delle lavorazioni.

Per far sì che questo accada, occorre una collaborazione virtuosa tra tutte le parti in causa: un cliente sensibile, un tecnico preparato e un’impresa edile competente.

Al giorno d’oggi, le più importanti ed autorevoli realtà certificative che in Italia affrontano il benessere abitativo sono esclusivamente di base volontaria e interconnesse tra loro ed assieme riescono ad affrontare in maniera organica il vasto tema dell’efficienza energetica, della qualità costruttiva, della sostenibilità ambientale e della salubrità dei luoghi confinati.

Tra queste troviamo CasaClima, che si occupa da anni dello sviluppo di protocolli finalizzati all’efficienza energetica, ha cominciato ad approfondire certificazioni, tra cui la più importante è la Nature, per un’edilizia ecologica legata al ciclo vita dei materiali da costruzione, all’impatto idrico, all’illuminazione naturale, alla protezione da gas radon, al comfort acustico e alla qualità dell’aria indoor.

Un’altra realtà è Arca, un marchio di qualità certificativa di Trentino Sviluppo studiato per gli edifici in legno e che oltre a certificare le prestazioni tecniche dell’involucro e degli impianti contenuti, valuta la sostenibilità dei materiali impiegati, l’eventuale innovazione tecnologica raggiunta dal manufatto e la qualità gestionale dell’intero ciclo vita dell’edificio, e assegna una serie di punti rispetto alle prestazioni di salubrità con particolare attenzione alla scelta dei materiali e alla misurazione finale della qualità dell’aria interna.

Ed infine BioSafe, una realtà certificativa italiana che si dedica all’innalzamento della qualità dell’abitato attraverso lo sviluppo di protocolli di analisi e di intervento mirati alla salubrità degli ambienti interni, attraverso un audit iniziale e una verifica finale. Fondamentale nel processo è la scelta dei materiali in fase progettuale in funzione della qualità emissiva, la validazione di prodotto, il dimensionamento impiantistico, la protezione dal gas radon e un protocollo rigido di cantiere e con misurazioni intermedie e operazioni a cantiere ultimato e un monitoraggio dell’edificio finito.

I danni degli inquinanti indoor

L’inquinamento indoor è una delle principali minacce per la salute abitativa. Secondo l’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS), l’aria all’interno delle abitazioni può essere fino a cinque volte più inquinata di quella esterna. Gli effetti dell’esposizione prolungata agli inquinanti possono variare da disturbi lievi, come mal di testa o irritazioni agli occhi, a problemi più gravi come asma, allergie o malattie croniche.

Tra i principali inquinanti troviamo:

  • formaldeide, presente in molti pannelli di legno e colle;
  • composti organici volatili, emessi da vernici, adesivi e detergenti;
  • gas radon, un elemento naturale pericoloso in concentrazioni elevate.

Come si diffondono?

I VOC possono diffondersi in due diverse modalità, per “capillarità” attraverso i materiali più interni e per “evaporazione” dalle superfici a contatto con l’ambiente. L’inquinante volatile maggiormente conosciuto è la Formaldeide che, per diffusione e facilità di misurazione, viene utilizzata insieme all’anidride carbonica, come riferimento della qualità dell’aria indoor nei protocolli di salubrità ambientale.

Oltre al fumo di tabacco, le fonti più significative di Formaldeide possono essere rappresentate da pannelli in legno pressato, truciolato o compensato, da elementi lignei strutturali incollati, da intonaci e rasanti, da pavimentazioni, arredi o rivestimenti di pareti.

Dove sono presenti i maggiori inquinanti?

Gli arredi e le nostre abitudini che possono inquinare l’aria domestica, come si pensa di solito, hanno una incidenza di circa un 20%, ma è soprattutto l’involucro che può incidere addirittura per un 80% nell’inquinamento indoor perché si sviluppa in quantità elevate di mq.

Conoscere i materiali naturali e basso emissivi che aiutano a sanificare e rendere salubre la nostra casa oltre ad efficientarla, diventa fondamentale per i tecnici (invece di utilizzare materiali provenienti da sintesi chimica). Tra questi troviamo ad esempio:

  • la lana di pecora o la fibra di legno come isolanti;
  • il biomattone, in calce e canapa che fa anche da massa termica;
  • il sughero tostato, che come legante e collante naturale ha la suberina, uno zucchero che produce naturalmente ad alte temperature (a differenza del sughero biondo che può avere dei leganti sintetici);
  • le pitture a base di latte e tuorlo d’uovo;
  • l’argilla, che può essere utilizzata come intonaco e finitura, in grado di assorbire naturalmente i VOC e il vapore acqueo causa di muffe, svolgendo lo stesso lavoro delle piante.

L’argilla è un materiale antico che sta tornando in auge. L’utilizzo dell´argilla per la finitura interna è una vera e propria soluzione tecnica che unisce le note qualità di salubrità ambientale ad una sempre più spinta qualità di design.

In questo scenario, la Certificazione di Salubrità Ambientale degli involucri residenziali nasce per fare chiarezza all’interno di una realtà certificativa complessa e di fornire un unico strumento, semplice, trasparente e sicuro. Si ha la possibilità così di valutare un prodotto da costruzione attraverso un processo di analisi bibliografica delle certificazioni già in possesso del produttore, lo studio delle prestazioni legate alle relative tecnologie “attive” e/o “basso-emissive ed un eventuale approfondimento diagnostico al fine di estrapolare le reali caratteristiche di prodotto legate all’Indoor Air Quality.

In base a un calcolo che considera ogni aspetto inquinante si stabilisce un “budget VOC” un quantitativo massimo di composti nocivi tollerabili che non si deve superare. In un appartamento tipo di 110 mq, si ragiona su un limite massimo di 300 microgrammi per metro cubo d’aria, un limite al di sotto del quale c’è solo la salubrità di un bosco. La qualità dell’aria si ottiene anche grazie alla scelta di una soluzione impiantistica accurata per smaltire i residui dei composti emissivi presenti come un sistema di ventilazione meccanica controllata, dotato di filtri selezionati che svolge il compito di rendere l’aria indoor davvero pulita. Esistono software interattivi capaci di catalogare e selezionare dal proprio data-base ogni prodotto in modo da poter fare una valutazione ponderata degli standard prestazionali di tutti gli elementi costruttivi dell’edificio.

Un’ulteriore formazione può essere fondamentale per acquisire competenze specifiche, come nel caso del Corso Progettazione Case Ecologiche.

La scelta dei materiali edili

La selezione di materiali edili adatti è il primo passo per costruire un edificio salubre. I professionisti devono considerare sia la salubrità degli ambienti interni sia l’impatto ambientale complessivo, optando per soluzioni innovative e sostenibili.

L’utilizzo dei materiali ecologici

I materiali ecologici rappresentano una valida alternativa ai prodotti convenzionali. Tra i vantaggi principali:

  • riducono le emissioni di sostanze tossiche;
  • sono spesso riciclabili o biodegradabili;
  • contribuiscono a migliorare la qualità dell’aria interna.

Alcuni esempi includono:

  • legno naturale non trattato chimicamente, come quello usato per edifici in legno;
  • calce e argilla, ideali per intonaci traspiranti;
  • pannelli isolanti a base di fibra di legno o canapa.

Il loro ruolo con l’efficienza energetica

Oltre alla salubrità, l’uso di materiali naturali può migliorare l’efficienza energetica degli edifici. Ad esempio:

  • i materiali isolanti naturali riducono la dispersione termica, abbassando i consumi energetici;
  • le pareti traspiranti favoriscono un microclima interno stabile, riducendo la necessità di condizionamento artificiale.

Investire in una progettazione consapevole significa non solo proteggere la salute, ma anche valorizzare la sostenibilità ambientale ed economica. In tal senso, è molto importante concentrarsi anche sul restauro conservativo degli edifici per preservare strutture storiche rispettando l’ambiente.

Costruire una casa salubre è una scelta che guarda al futuro, combinando benessere abitativo, sostenibilità e innovazione. Investire in materiali naturali e tecniche costruttive attente alla qualità dell’aria e all’efficienza energetica rappresenta un passo decisivo verso un’edilizia più responsabile. Per i professionisti del settore, approfondire queste tematiche attraverso corsi come il corso Radon per esperti può fare la differenza. Progettare un ambiente salubre significa costruire un mondo più sano per tutti.

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