Cosa fa l’auditor ambientale: ruolo e stipendio di un professionista sempre più richiesto

Cosa fa l'auditor ambientale, professionista sempre più richiesto
Ambiente, Lavoro, Professionisti
Autore: Ultimo aggiornamento: 23 Maggio 2025Categorie: Ambiente, Lavoro, Professionisti

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Sappiamo bene quanto la sostenibilità ambientale sia un tema più che attuale che mai. Lo dimostra, infatti, l’impegno della stessa Unione Europea sulla transizione ecologica, tramite l’ambizioso progetto NextGenerationEU, che punta alla decarbonizzazione del continente entro il 2050. Ma la lotta contro il cambiamento climatico è uno degli obiettivi principali anche dell’Agenda 2030 dell’ONU.

Questi programmi politici improntati a uno sviluppo economico sostenibile hanno ovviamente un forte impatto anche sulle scelte di piccole, medie e grandi imprese. La maggiore responsabilizzazione che ci viene richiesta sulla questione, per avvicinarci sempre più ad avere un impatto zero sul pianeta, ha condotto alla creazione di norme che valutino il livello di sostenibilità in base al settore di riferimento. Ci riferiamo alla normativa UNI EN ISO 14001, redatta dall’International Organization for Standardization, che determina quali caratteristiche debba avere un sistema di gestione ambientale all’interno delle organizzazioni.

È in questo contesto che nasce l’Auditor di Sistemi di Gestione Ambientale, una figura molto ricercata dalle aziende per monitorare l’impatto ambientale dei propri processi produttivi. Vediamo, dunque, più nel dettaglio tutto ciò che riguarda questa nuova professione e che cos’è un audit ambientale.

Di cosa parliamo in questo articolo:

  1. Chi è l’auditor ambientale e perché è una figura strategica
  2. Il ruolo dell’auditor nei sistemi di gestione ambientale
  3. Tipi di auditor ambientali: prima, seconda e terza parte
  4. Le competenze richieste a un auditor ambientale
  5. Stipendio dell’auditor ambientale: quanto guadagna?
  6. Come diventare auditor ambientale?
  7. Gli sbocchi professionali

Chi è l’auditor ambientale e perché è una figura strategica

Come abbiamo anticipato, le nuove sfide ed esigenze di sostenibilità ambientale che ci vengono poste dall’attuale contesto politico mondiale, hanno creato nel tessuto economico nazionale la necessità di nuove professionalità, ovvero di esperti in sistemi di gestione ambientali (SGA).

Il ruolo dell’auditor ambientale è quindi quello di fornire supporto e indirizzare aziende e organizzazioni sulle politiche ambientali adottate, anche in vista di ottenere le certificazioni ambientali. Per certificarsi, infatti, è necessario produrre tutta la documentazione richiesta tramite sopralluoghi e analisi, ma anche verificare che gli standard di riferimento vengano rispettati, per poi arrivare alla fase di registrazione tramite gli enti accreditati.

Un audit di sostenibilità include poi tutte le ispezioni e le analisi approfondite che vengono portate avanti sui processi interni, per verificare se l’organizzazione stia rispettando le normative in materia ambientale.

Il ruolo dell’auditor nei sistemi di gestione ambientale

Ma quindi cosa fa un auditor ambientale? In poche parole, analizza i sistemi di gestione ambientale di qualsiasi tipo di organizzazione (aziende private ma anche pubbliche amministrazioni) per garantirne l’adeguatezza in base alla norma ISO 14001.

Più concretamente tale professionista conduce un “audit”, ovvero un

“processo sistematico, indipendente e documentato per ottenere le evidenze dell’audit (registrazioni, dichiarazioni di fatti o altre informazioni) e valutarle con obiettività, al fine di stabilire in quale misura i criteri dell’audit sono stati soddisfatti” (norma ISO 19011:2011).

L’auditor, quindi, valuta il SGA di un’azienda secondo gli standard della normativa ISO partendo dalla conformità e idoneità del documento di politica ambientale, verificando poi le procedure di produzione, i servizi dell’organizzazione, ma anche gli stessi metodi di verifica degli aspetti ambientali e di controllo operativo delle prestazioni ambientali.

Tipi di auditor ambientali: prima, seconda e terza parte

Gli auditor possono condurre tre tipologie di audit:

  • di prima parte, sono audit interni, quindi eseguiti per conto della propria azienda, da un professionista che conosce a fondo tutti gli aspetti ambientali di quell’organizzazione;
  • di seconda parte, sono sempre audit per conto della propria azienda ma con lo scopo di valutare i fornitori, quando alcuni processi aziendali sono affidati in outsourcing. L’auditor perciò si assicurerà che il fornitore lavori in conformità ai principi della politica ambientale dell’azienda;
  • di terza parte, ovvero quelli svolti per conto di un organismo di certificazione. L’auditor si reca nelle aziende richiedenti per verificare la conformità alla norma ISO 14001.

Quando serve un lead auditor ISO 14001

Quando parliamo di lead auditor ambientale ci riferiamo principalmente agli audit di terza parte, quelli realizzati per conto di un ente certificatore come TUV, Bureau Veritas, SGS, Rina e altri. In questi casi, il lead auditor si reca presso le aziende che richiedono la certificazione per raccogliere tutte le evidenze necessarie a dimostrare la conformità alla norma ISO 14001. Successivamente, queste informazioni vengono trasmesse all’organismo di certificazione, che valuta se concedere una nuova certificazione oppure rinnovare quella esistente, generalmente con cadenza triennale.

Oltre alla certificazione iniziale o al rinnovo, il lead auditor può anche effettuare audit di sorveglianza annuali per monitorare la corretta applicazione del SGA o aggiornare la certificazione in caso di modifiche normative.

Le competenze richieste a un auditor ambientale

Questa professione ambientale richiede la conoscenza, in generale, di tutte le tematiche riguardanti: ambiente e inquinamento, oltre che ovviamente di tutte le normative di riferimento. Come auditor ambientale, bisogna essere in grado di compiere rilevamenti ambientali e proporre le giuste soluzioni al fine di diminuire l’inquinamento derivante da processi produttivi e servizi legati a un’azienda.

Ovviamente, in caso di attività che operano in settori industriali con determinati rischi per l’ambiente deve conoscere la legislazione specifica di quel particolare settore.

Un buon auditor non può non possedere determinate soft skills come la capacità di relazione e di comunicazione, essendo quotidianamente in contatto con la direzione aziendale e i vari reparti di una società.

Stipendio dell’auditor ambientale: quanto guadagna?

Lo stipendio degli auditor ambientali può variare molto in base agli anni di esperienza, al territorio in cui opera o lo specifico settore industriale in cui lavora. In linea di massima la retribuzione si aggira fra i 40.000 e i 70.000 euro l’anno.

Bisogna però tenere a mente che, ovviamente, un auditor con tantissimi anni di esperienze e con una specializzazione in un settore a elevato rischio avrà uno stipendio più alto rispetto a un collega che ha appena iniziato.

Come diventare auditor ambientale?

Per essere auditor ambientale è consigliato seguire degli studi specifici, tramite l’ottenimento di un diploma a indirizzo tecnico o scientifico oppure con una laurea in Ingegneria, Chimica o Scienze Ambientali.

Particolarmente indicata inoltre, è la specializzazione specifica in Audit Ambientale tramite Master post laurea o corsi di formazione nel settore green jobs, come quelli di Unione Professionisti. Il corso Auditor Ambientale ISO 14001:2015 è pensato per tutti i professionisti, sia freelance che dipendenti, che desiderano diventare Auditor per i Sistemi di Gestione Ambientale e condurre audit di primo, secondo o terzo livello. La formazione è divisa in due moduli: il primo di 16 ore, fornisce tutti gli strumenti per gestire un audit in loco (partendo dalla fase organizzativa fino ad arrivare alla definizione degli organismi di certificazione), il secondo modulo di 24 ore, invece, si focalizza sugli aspetti legali e tecnici della normativa UNI EN ISO 14001:2015.

Il corso è costantemente aggiornato con le più recenti novità del settore, come l’approfondimento sul Registro Elettronico Nazionale per la Tracciabilità dei Rifiuti (RENTRI) e le modifiche introdotte dall’Addendum AMD 1:2024, che apporta cambiamenti importanti agli standard ISO 9001, ISO 14001 e ISO 45001.

Gli sbocchi professionali

Abbiamo visto che il professionista può dedicarsi all’attività di auditor ambientale come consulente freelance, spostandosi tra le varie organizzazioni che il richiedono il suo servizio, ma può anche optare per una posizione da dipendente, specialmente nelle grandi aziende che hanno integrato un Sistema di Gestione Ambientale o all’interno degli stessi organismi di certificazione.

Quello dei green jobs è, senza dubbio, un settore in forte crescita, che richiede molte competenze specialistiche, ma che può dare grandi soddisfazioni a livello lavorativo.

Il Global Green Skills Report 2024 di Linkedin evidenzia che, tra il 2021 e il 2024, la richiesta di professionisti con competenze ambientali è cresciuta in media del 5,9% all’anno. Anche in Italia si osserva questa tendenza, seppur con un incremento più contenuto dello 0,12%, ma una quota di offerte di lavoro legate ai green jobs pari all’8,27%, superiore alla media mondiale del 7,5%. Tuttavia, il gap tra domanda e offerta di figure specializzate nelle green skills rimane significativo e, secondo le previsioni, potrebbe arrivare a sfiorare il 18,7% entro il 2030.

Ecco perché Unione Professionisti ha pensato a un’offerta di formazione in e-learning per la green economy, con una didattica altamente specialistica, capace di generare un impatto reale in termini di competenze, risultati e valore.