Materiale di risulta: la normativa e le procedure di smaltimento

Materiale di risulta: normativa e smaltimento
Edilizia
Autore: Ultimo aggiornamento: 28 Febbraio 2025Categorie: Edilizia

Di cosa parliamo in questo articolo:

  1. Cosa sono i materiali di risulta
  2. Normativa sui rifiuti edili
  3. Chi può ritirare il materiale di risulta
  4. Cosa si intende per materiale inerte
  5. Come si smaltiscono i materiali di risulta

Cosa sono i materiali di risulta

I materiali di risulta sono materiali che derivano da uno scavo o una demolizione, o dai resti di un materiale edile. In alcuni casi possono essere riutilizzati per altri fini. 

Normativa sui rifiuti edili

Il Decreto Lgs. 116/2020 ha modificato molto la quarta parte del Decreto Lgs. n. 152/2006  – il cosiddetto Codice ambientale.

In particolare, all’art. 183 viene inserita la definizione di “rifiuti da costruzione e demolizione” ovvero di “i rifiuti prodotti dalle attività di costruzione e demolizione“. 

In questa nuova categoria sono inclusi anche i rifiuti derivanti da attività secondarie di costruzione e demolizione fai da te.

Chi può ritirare il materiale di risulta

Solo chi è iscritto all’Albo Nazionale Gestori Ambientali può occuparsi del trasporto di rifiuti edili. Bisogna poi distinguere tra rifiuti non pericolosi e rifiuti pericolosi, come per esempio l’amianto.

Possono trasportare rifiuti non pericolosi:

  • il produttore solo con mezzi propri e se iscritto all’Albo Nazionale dei Gestori Ambientali
  • imprese specializzate iscritte all’Albo Nazionale dei Gestori Ambientali.

Cosa si intende per materiale inerte

I materiali inerti sono aggregati di origine rocciosa che si forma in maniera naturale, o artificiale, proprio dalla frantumazione di rocce – ignee, metamorfiche o sedimentarie. Possono 

Di solito si distingue tra: 

  • inerti fini o sabbie, naturali o artificiali
  • inerti grandi, naturali o ghiaie, artificiali o pietrisco.

Un’ulteriore classificazione più dettagliata si può fare in base alle dimensioni degli aggregati. I materiali inerti possono essere utilizzati, o riutilizzati se ottenuti come scarti. Non importa quale sia il codice CER – Codice Europeo dei Rifiuti – specifico.

Le sabbie fini, ad esempio, vengono usate per la creazione di intonaci e decorazioni. Mentre la ghiaia o il pietrisco si può usare per preparare malte che si aggiungono ai getti di cemento armato.

Le ampie possibilità di recupero dei materiali inerti permette di non riempire le discariche e di evitare il possibile abbandono nell’ambiente.

Come si smaltiscono i materiali di risulta

Lo smaltimento può avvenire solo dopo che il rifiuto – in questo caso il materiale di risulta – viene identificato, separato e classificato in modo da capire se sia possibile il recupero, ovvero il riciclo e il riuso.

Dunque bisogna inizialmente trasportare il rifiuto in apposite aree per il deposito. Secondo l’art. 185 del D.L. 116/2020 i rifiuti da costruzione e demolizione possono essere depositati preliminarmente nelle aree di pertinenza dei punti di vendita dei prodotti.

Per il trasporto dei rifiuti di enti o imprese presso un impianto di recupero/smaltimento è necessario che ci sia il FIR – formulario di trasporto. Il FIR deve contenere: dati del produttore del rifiuto, del trasportatore e del destinatario); dati del rifiuto (codice CER, quantità, caratteristiche di pericolo, ecc.); data e percorso del trasporto.

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