ITER semplificato per la connessione del fotovoltaico, come funziona e i permessi

Ambiente, Attualità, Ingegneri
Negli ultimi anni, l’energia solare fotovoltaica ha conquistato sempre più spazio nel panorama italiano, grazie a incentivi, maggiore consapevolezza ambientale e processi burocratici più snelli. Una delle innovazioni più importanti è stata l’introduzione dell’iter connessione semplificato, che ha reso più rapido ed efficiente il collegamento degli impianti di produzione di energia solare alla rete elettrica.
Se fino a qualche anno fa installare un impianto fotovoltaico significava trovarsi di fronte a una montagna di autorizzazioni amministrative, oggi la procedura è molto più accessibile per chi desidera investire nelle fonti rinnovabili. Ma come funziona esattamente la procedura semplificata e quali sono i permessi necessari?
Di cosa parliamo in questo articolo:
Come funziona l’ITER semplificato per la connessione del fotovoltaico
Il Modello Unico è lo strumento principale dell’iter di connessione del fotovoltaico. Dal 24 novembre 2025, infatti, il modello è stato approvato dal MISE con il DM 19 maggio 2015, per semplificare la realizzazione, la connessione e l’avviamento dei piccoli impianti fotovoltaici installati sui tetti degli edifici.
Grazie a questo documento digitale, l’utente può inviare una richiesta direttamente al gestore di rete, che si occuperà di verificare la fattibilità della connessione e di attivare il processo in tempi molto più rapidi rispetto al passato.
L’iter semplificato può essere adottato solo se l’impianto rispetta i seguenti criteri:
- il punto di prelievo è in bassa tensione, già esistente e non dotato di un altro impianto di produzione;
- la potenza dell’impianto non supera quella disponibile presso il punto di prelievo e comunque è inferiore a 20 kW;
- l’impianto è integrato sul tetto dell’edificio ed è in regime di scambio sul posto.
Il Modello Unico è suddiviso in due parti:
- Parte I – Comunicazione di inizio lavori, che include dati catastali, dati anagrafici del richiedente e caratteristiche dell’impianto. Deve essere inviata al Gestore di rete, che ha 20 giorni lavorativi per verificare la compatibilità della richiesta. In caso di esito positivo, l’iter di connessione parte automaticamente.
- Parte II – Comunicazione di fine lavori, che include i dati tecnici dell’impianto, la dichiarazione di conformità e l’accettazione del regolamento di esercizio con il GSE. Il Gestore della rete ne invia copia al Comune e al GSE, registrando l’impianto sul portale Gaudì (Gestione Anagrafica Unica Degli Impianti).
Se sono necessari lavori di connessione più complessi, il Gestore di rete fornisce un preventivo al richiedente. Al termine dell’installazione, l’impianto viene ufficialmente connesso alla rete e avviato, con la registrazione definitiva dei dati.
Il grande vantaggio di questo sistema è la rapidità che rende l’adozione del fotovoltaico molto più accessibile a privati e aziende.
Differenza tra procedura standard e procedura semplificata
Per comprendere appieno il valore della procedura semplificata, è utile fare un confronto con la procedura standard. Fino a qualche anno fa, chi voleva installare un impianto fotovoltaico doveva affrontare un percorso burocratico piuttosto lungo e articolato. La richiesta di connessione alla rete elettrica passava attraverso diversi passaggi, tra cui studi di fattibilità, valutazioni tecniche e amministrative, oltre a eventuali autorizzazioni edilizie e paesaggistiche.
Oggi, grazie all’iter semplificato, la situazione è decisamente migliorata. Il processo è stato ottimizzato per gli impianti di piccole e medie dimensioni, riducendo la documentazione necessaria e accorciando i tempi di attesa. Il cuore di questa semplificazione, come abbiamo visto, è il Modello Unico, che consente di gestire tutto il procedimento con un’unica richiesta al gestore della rete.
La dichiarazione di conformità
Un elemento essenziale nell’iter è la dichiarazione di conformità dell’impianto, rilasciata dall’installatore qualificato come stabilito dal D.M. 22/01/08 n. 37. Questa attesta che l’impianto è stato realizzato in conformità alle norme tecniche e di sicurezza vigenti.
La dichiarazione non si limita a un singolo documento, ma è composta da un insieme di certificazioni e attestazioni tecniche. Vediamo cosa comprende nel dettaglio.
- Il progetto dell’impianto redatto da un professionista iscritto all’albo (nei casi previsti dall’Art. 5 del DM 27/08). In alternativa, se non richiesto per legge, può essere realizzato direttamente dall’installatore, includendo almeno una planimetria e una relazione tecnica descrittiva del sistema impiantistico.
- La relazione sui materiali utilizzati, quindi un elenco dettagliato dei componenti e delle tecnologie impiegate per la realizzazione dell’impianto.
- Le dichiarazioni di conformità precedenti, nel caso l’edificio avesse già impianti esistenti per cui sono state rilasciate dichiarazioni di conformità in passato.
- Il certificato dell’impresa installatrice, perciò deve essere inclusa la certificazione di iscrizione alla Camera di Commercio dell’azienda che ha eseguito i lavori. Se l’installazione è stata effettuata da un professionista, è necessaria una copia del certificato di riconoscimento dei requisiti tecnico-professionali.
Senza questo documento, l’impianto non può essere collegato alla rete elettrica.
I permessi e le autorizzazioni amministrative
Una delle domande più frequenti riguarda i permessi necessari per installare un impianto fotovoltaico. In genere, per impianti installati su edifici non è richiesto alcun permesso edilizio, a meno che l’edificio non sia soggetto a vincoli paesaggistici o storici. In questi casi, potrebbe essere necessaria un’autorizzazione paesaggistica, che varia in base alle normative locali.
Per gli impianti a terra, invece, il discorso è un po’ diverso: se l’impianto supera una certa potenza o si trova in aree particolari, potrebbe essere necessario un permesso di costruire.
Il superbonus 110% e altri incentivi
Un elemento che ha dato una forte accelerazione alla diffusione del fotovoltaico in Italia è stato senza dubbio il superbonus 110%. Questo incentivo, introdotto con il Decreto Rilancio, ha permesso a molte famiglie di installare impianti fotovoltaici a costo zero o con un investimento minimo.
Sebbene il superbonus 110% abbia subito modifiche importanti nel 2023 e attualmente sia disponibile solo per i residenti in aree terremotate, rimangono attive altre agevolazioni per il fotovoltaico nel 2025, come la detrazione fiscale fino al 50% dalle imposte sul reddito e l’IVA agevolata al 10% per acquisto e installazione di impianti.
Vuoi specializzarti nel settore delle energie rinnovabili e ampliare le tue competenze professionali? Scopri il Corso Progettazione Impianti Fotovoltaici di Unione Professionisti per imparare a progettare impianti solari in modo efficace e preciso.
Se sei già un tecnico e vuoi aggiornarti sulle ultime normative e tecnologie del settore, iscriviti al Corso FER Online e ottieni le competenze necessarie per restare competitivo nel mercato dell’energia sostenibile.






