Criteri ambientali minimi in edilizia: cosa sono, requisiti e formazione

CAM edilizia, i criteri ambientali minimi per realizzare edifici
Ambiente, Edilizia
Autore: Ultimo aggiornamento: 14 Maggio 2025Categorie: Ambiente, Edilizia

Uno strumento introdotto per diffondere le tecnologie ambientali e i prodotti ambientalmente preferibili, per stimolare il mercato e per incentivare le imprese meno virtuose a investire in innovazione e in buone pratiche. In questa guida vedremo cosa sono i CAM in edilizia, quali sono i CAM vigenti e i principali corsi.

Di cosa parliamo in questo articolo:

  1. CAM edilizia: cosa sono i criteri ambientali minimi
  2. La normativa dei CAM 2025
  3. Struttura dei CAM edilizia per i progetti pubblici
  4. Obiettivi dei criteri ambientali minimi in edilizia
  5. L’impatto dei CAM edilizia nei cantieri pubblici

CAM edilizia: cosa sono i criteri ambientali minimi

CAM: cos’è? Iniziamo da qui: i Criteri Ambientali Minimi (CAM) sono requisiti obbligatori nel settore degli appalti pubblici che definiscono standard minimi di sostenibilità ambientale. Nel settore edilizio, i CAM mirano a ridurre l’impatto ambientale dei progetti di costruzione e a promuovere l’efficienza energetica e la sostenibilità nell’intero ciclo di vita degli edifici. Con l’introduzione del D.M. 23 giugno 2022, l’aggiornamento del Codice Appalti 2023 (D.Lgs. 36/2023) e con il decreto correttivo del 5 agosto 2024, i CAM edilizia sono stati rinnovati e adattati alle attuali sfide ambientali e normative.

CAM: perché sono obbligatori negli appalti pubblici

I Criteri Ambientali Minimi Edilizia stabiliscono dei criteri ambientali obbligatori per gli edifici pubblici, definiti dal Ministero dell’Ambiente per migliorare l’efficienza energetica, la qualità dei materiali e la sostenibilità dei processi costruttivi. Questi criteri fanno parte del Piano d’Azione per la sostenibilità ambientale dei consumi della pubblica amministrazione (PAN GPP), che disciplina gli acquisti verdi nelle pubbliche amministrazioni.

Va peraltro sottolineato che a prescrivere l’obbligo di applicare i CAM è anche il Codice Appalti articolo 57, dedicato alle Clausole sociali del bando di gara e degli avvisi e criteri di sostenibilità energetica e ambientale.

Ma quali sono nel concreto i requisiti CAM vigenti?

La normativa dei CAM 2025

La normativa edilizia CAM 2025 si sta facendo attendere parecchio. Se infatti con il Decreto Direttoriale n. 7 del 6 febbraio 2025 il Ministero dell’Ambiente ha stabilito la programmazione volta all’aggiornamento dei Criteri ambientali minimi (CAM) per l’anno in corso, ad oggi i tanto attesi CAM Edilizia 2025 restano “di prossima pubblicazione”.

Per ora, dunque, le ultime novità concrete risalgono al decreto correttivo del 5 agosto 2024, con la nuova versione del 2025 ancora in fase di elaborazione.

I principali requisiti tecnici e ambientali da rispettare

Al di là dei prossimi aggiornamenti ai CAM edilizia, è possibile delineare quelli che sono in generale i principali requisiti tecnici e ambientali da rispettare per la costruzione di edifici pubblici. Tali requisiti minimi sono infatti in linea con le direttive europee, e per rispondere alle nuove sfide in ambito climatico. I requisiti si basano su obiettivi di sostenibilità, tra i quali è possibile individaure:

  • efficienza nell’uso delle risorse: adozione di materiali a basso impatto ambientale e con elevata capacità di riciclo;
  • riduzione delle emissioni di CO₂: costruzione di edifici a bassa emissione e promozione di fonti energetiche rinnovabili;
  • salvaguardia della salute umana: selezione di materiali sicuri e controllati per ridurre l’impatto sulla salute

Struttura dei CAM edilizia per i progetti pubblici

Come possono riscontrare i partecipanti del nostro corso CAM, i Criteri Ambientali Minimi edilizia coprono numerosi aspetti della progettazione e realizzazione degli edifici, dall’uso di materiali ecocompatibili alla gestione dei rifiuti in cantiere, fino all’efficienza energetica degli edifici completati. La loro struttura può essere suddivisa in alcune categorie principali:

  1. materiali: promozione di materiali riciclati e riduzione dell’uso di sostanze chimiche dannose;
  2. efficienza energetica: progettazione e costruzione di edifici a basso consumo energetico;
  3. gestione dei rifiuti: riduzione e recupero dei rifiuti prodotti nei cantieri;
  4. salubrità degli ambienti: uso di materiali che non rilasciano sostanze tossiche e garantiscono la qualità dell’aria interna.

Obiettivi dei criteri ambientali minimi in edilizia

L’introduzione dei Criteri Minimi Ambientali negli appalti pubblici contribuisce “al raggiungimento dell’obiettivo nazionale di risparmio energetico di cui all’art. 3 del decreto legislativo 4 luglio 2014, n. 102 ed anche al conseguimento degli obiettivi nazionali previsti dal Piano d’azione per la sostenibilità ambientale dei consumi della pubblica amministrazione.

Lo scopo principale è quello di ridurre al minimo l’impatto ambientale delle costruzioni pubbliche, e migliorare le prestazioni sociali e ambientali dell’intero processo edilizio. Gli obiettivi includono:

  • miglioramento della sostenibilità ambientale, quindi la riduzione dell’uso di risorse non rinnovabili e promozione dell’economia circolare;
  • promozione dell’efficienza energetica, incentivando la costruzione di edifici con elevate prestazioni energetiche e riducendo il consumo e la dipendenza da fonti fossili;
  • minimizzazione dell’impatto ambientale dei materiali, con l’uso di materiali riciclati e certificati e riducendo l’impiego di sostanze nocive.

Questi obiettivi sono integrati nelle fasi di progettazione, costruzione e manutenzione degli edifici per ottenere un ciclo di vita edilizio più sostenibile.

Riduzione dell’impatto ambientale e promozione del riciclo

È noto che l’edilizia rappresenta uno tra i settori caratterizzati dal più alto impatto ambientale. Non stupisce quindi che, tra i CAM edilizia requisiti tecnici – fin dalla loro formulazione originale nel 2022 – ci sia anche quello relativo al riciclo. Più nello specifico, la normativa pone una soglia minima di contenuto riciclato a livello di imballaggi, materiale e prodotti impiegati.

Efficienza energetica e utilizzo di fonti rinnovabili

I CAM edilizia non sono da confondere con i CAM per i contratti a prestazione energetica (EPC), messi a punto a partire dal decreto 12 agosto 2024: questi hanno infatti l’obiettivo specifico di ridurre i consumi energetici e l’utilizzo di gas climalteranti, supportando una modifica del mix delle fonti di produzione.

Detto questo, non si può trascurare il fatto che i Criteri Ambientali Minimi nell’edilizia mirano a ridurre gli impatti ambientali seguendo quanto illustrato nel Regolamento Europeo 305/11, che cita, accanto a requisiti come sicurezza e sostenibilità, anche il risparmio energetico e la ritenzione di calore. Nel corso per la certificazione energetica degli edifici di Unione Professionisti troverai un percorso specifico per i tecnici del settore, con contenuti aggiornati su normative e tecnologie.

L’impatto dei CAM edilizia nei cantieri pubblici

Questi decreti hanno portato significativi miglioramenti nei progetti edilizi pubblici, con un incremento dell’uso di materiali a basso impatto ambientale, una maggiore attenzione alla gestione dei rifiuti e una forte riduzione delle emissioni. I CAM in vigore promuovono una visione a lungo termine della sostenibilità e rappresentano una solida base per un futuro edilizio più green, incentivando progettisti e costruttori a considerare non solo l’efficienza e il risparmio, ma anche l’impatto ambientale di ogni edificio.

Come i CAM influenzano progettazione, costruzione e manutenzione

Come spiegato nei paragrafi precedenti, i CAM edilizia stabiliscono dei requisiti tecnici e ambientali che devono essere rispettati in tutte le fasi del ciclo di vita degli edifici pubblici: si parla quindi della progettazione, della costruzione e successivamente della manutenzione.

Durante la progettazione, i CAM orientano le scelte verso l’utilizzo di materiali a basso impatto ambientale, l’individuazione di soluzioni energeticamente efficienti e la messa a punto di strategie per la gestione sostenibile delle risorse idriche e dei rifiuti. Come si può intuire questi requisiti di partenza richiedono forzatamente un approccio integrato e multidisciplinare alla progettazione degli edifici, che tenga in considerazione tutti gli aspetti legati alla durabilità degli edifici e alla riduzione della loro impronta ecologica.

Nella fase di costruzione, i CAM impongono come si è visto l’utilizzo di materiali a ridotto impatto ambientale, provenienti da filiere controllate, con preferenze per il riciclo; nonché delle pratiche costruttive che minimizzino l’inquinamento atmosferico nonché acustico, nel rispetto di tutte le forme di vita nei pressi dei cantieri.

Per quanto riguarda infine la manutenzione degli edifici – in una prospettiva che prende in considerazione l’intero ciclo di vita degli edifici – i CAM edilizia prevedono l’adozione di sistemi capaci di estendere la vita utile dell’edificio, facilitando la gestione efficiente degli impianti e promuovendo il riuso o il riciclo dei componenti.

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