I pericoli del RADON con l’umidità di risalita e come contrastarlo

RADON e umidità di risalita, i pericoli e come contrastarlo
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Autore: Ultimo aggiornamento: 20 Gennaio 2025Categorie: Edilizia

La qualità dell’aria che respiriamo e le condizioni degli edifici in cui viviamo o lavoriamo sono aspetti spesso sottovalutati, ma fondamentali per la nostra salute e sicurezza. Tra i problemi più insidiosi troviamo il Radon e l’umidità di risalita, due fenomeni che possono coesistere, aggravando ulteriormente i rischi per le persone e le strutture.

Il Radon, un gas radioattivo naturale, trova nelle abitazioni il terreno ideale per accumularsi, in particolare quando l’umidità compromette la qualità dei materiali da costruzione. Per i professionisti del settore delle costruzioni, è fondamentale conoscere i rischi e adottare strategie efficaci per contrastarli.

Di cosa parliamo in questo articolo:

  1. Gas RADON e umidità di risalita
  2. I pericoli e le conseguenze
  3. Il piano nazionale d’azione per il RADON
  4. Come contrastare i pericoli?

Gas RADON e umidità di risalita

Il gas RADON è un nemico silenzioso. Questo gas, originato dal decadimento dell’uranio presente nel sottosuolo, penetra negli edifici attraverso crepe, pavimenti non isolati e materiali danneggiati. La risalita di umidità amplifica il problema, perché indebolisce le strutture favorendo l’ingresso del gas all’interno della struttura.

Come si verifica questa combinazione pericolosa?

  1. L’umidità che arriva dal terreno degrada mattoni e intonaci, aumentando la porosità dei materiali.
  2. Attraverso queste vie d’accesso, il radon si infiltra, accumulandosi negli ambienti chiusi.
  3. In assenza di adeguata ventilazione, la concentrazione di Radon può raggiungere livelli pericolosi per la salute.

I pericoli e le conseguenze

Secondo l’Organizzazione Mondiale della Sanità, il Radon è la seconda causa di tumore polmonare a livello globale, subito dopo il fumo di sigaretta. Una combinazione così rischiosa non può essere ignorata in alcun modo.

Il Radon, infatti, è stato classificato come sostanza cancerogena di gruppo 1 dall’International Agency for Research on Cancer (IARC) già nel 1988, a seguito di studi condotti su minatori di uranio esposti a elevate concentrazioni del gas. Da allora, l’attenzione si è estesa agli edifici di uso quotidiano. Stime recenti sempre dell’OMS attribuiscono a questo gas tra il 6% e il 15% dei casi di tumore ai polmoni nel mondo, con un rischio che aumenta proporzionalmente alla concentrazione della sostanza nell’aria e alla durata dell’esposizione al gas Radon.

In Italia, la concentrazione media di Radon nell’aria è di circa 70 Bq/m³ (Becquerel per metro cubo), ma in alcune aree può superare di gran lunga questo valore. L’Istituto Superiore di Sanità (ISS) stima che circa il 10% dei 31.000 casi di tumore polmonare registrati ogni anno sia attribuibile proprio al Radon, con un impatto maggiore sui fumatori, causando tra 1.000 e 5.500 decessi all’anno.

Il piano nazionale d’azione per il RADON

Per far fronte a questo problema, l’Italia ha implementato un Piano Nazionale d’Azione per il Radon, contenuto all’art.10 del D.Lgs. 101/2020, che recepisce la Direttiva 2013/59/Euratom. Il programma è stato sviluppato con l’obiettivo di:

  • identificare le zone a rischio in cui le concentrazioni di Radon superano i limiti raccomandati;
  • definire regole tecniche e criteri per prevenire l’ingresso del radon negli edifici nuovi ed eseguire interventi di ristrutturazione per gli edifici esistenti, con particolare attenzione alle parti a contatto con il terreno;
  • monitorare i risultati, includendo vari indicatori per valutare l’efficacia delle azioni intraprese.

Il Piano, quindi, stabilisce strategie per minimizzare l’esposizione al radon in abitazioni, edifici pubblici e luoghi di lavoro, anche per le nuove costruzioni. Viene considerata qualsiasi fonte di Radon, sia essa derivante dal suolo, dai materiali da costruzione o dall’acqua.

Come contrastare i pericoli?

Contrastare i pericoli legati al Radon e all’umidità di risalita richiede interventi mirati. Le soluzioni variano a seconda della gravità del problema, ma tutte puntano a una riduzione efficace dei rischi.

Indubbiamente, affidarsi a tecnici qualificati per una valutazione rischio da gas Radon è il primo passo per stabilire un piano di azione efficace.

Isolamento del pavimento

Un elemento chiave per prevenire l’infiltrazione di Radon e umidità è isolare il pavimento correttamente. Ciò si può fare:

  • installando membrane impermeabili per bloccare la risalita di umidità;
  • realizzando fondazioni ventilate, che facilitano l’evacuazione dei gas accumulati nel sottosuolo;
  • prevedendo l’applicazione di barriere anti-Radon.

Le fondazioni ventilate in particolare, rappresentano una soluzione altamente efficace nelle zone più ad alto rischio, anche in caso di ristrutturazioni. Grazie all’uso di un vespaio aerato, che crea un’intercapedine sotto il pavimento, consentono una circolazione costante dell’aria, facilitando l’eliminazione di inquinanti ambientali e umidità. La ventilazione può essere naturale, sfruttando il principio dell’effetto camino, oppure meccanica, per assicurare un flusso d’aria continuo e uniforme, indipendentemente dalle condizioni ambientali.

Questa tecnologia è adattabile a diverse tipologie di fondazione, come platea, trave rovescia e plinti. È possibile, infatti, posizionare il vespaio sopra o accanto alla fondazione, in base alle esigenze progettuali e alle caratteristiche del terreno. Ma i benefici di questo sistema non si limitano all’eliminazione di gas e umidità, perché un basamento di questo genere dà la possibilità di ospitare impianti tecnici nell’intercapedine, così da migliorare l’efficienza energetica, specialmente quando integrate con sistemi di isolamento.

Abbiamo visto che la combinazione di Radon e umidità di risalita è un rischio concreto e, come tale, va gestito adeguatamente. Comprendere i meccanismi che lo amplificano e adottare soluzioni preventive è fondamentale per garantire ambienti salubri e sicuri. Se sei un professionista del settore e vuoi imparare le migliori strategie per difendersi dal gas RADON, l’offerta formativa di Unione Professionisti ti dà accesso a diversi corsi:

  • corso Radon negli edifici, orientato agli aspetti introduttivi e pratici, è ideale per chi desidera acquisire una conoscenza generale sull’argomento, affrontando diversi temi, dalle strategie di intervento alle tecniche di mitigazione;
  • corso abilitante esperti Radon, dedicato ad architetti, ingegneri, geometri, periti e titolari d’impresa, che vogliono ottenere la qualifica necessaria per eseguire interventi di risanamento contro il gas Radon;
  • corso aggiornamento per esperti Radon, pensato per i professionisti già abilitati che devono assolvere l’obbligo di aggiornamento professionale, integrando le proprie conoscenze con un approccio operativo avanzato, in conformità alle disposizioni più recenti, come il D.Lgs. 203/2022.
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