DURC Inarcassa: come ottenere il certificato di regolarità contributiva

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Ingegneri e architetti iscritti a Inarcassa non hanno un DURC: la loro regolarità contributiva si attesta con il certificato di regolarità contributiva di Inarcassa, che si chiede online da Inarcassa On Line (iOL) con SPID, CIE o CNS e vale 120 giorni. Non si presenta alla pubblica amministrazione: nelle gare la verifica la fa direttamente la stazione appaltante, attraverso il fascicolo virtuale dell’operatore economico (FVOE).
In breve
- Il “DURC Inarcassa” è in realtà il certificato di regolarità contributiva rilasciato da Inarcassa a professionisti e società.
- Si chiede da iOL → “Domande e certificati” → “Certificati”, con accesso tramite SPID, CIE o CNS; se si è in regola il rilascio è automatico.
- Vale 120 giorni.
- Si è regolari anche con un debito fino a 500 euro; la dichiarazione dei redditi professionali non inviata blocca invece il rilascio.
- Chi non è in regola ha 15 giorni per regolarizzare e ottenere il certificato.
- Serve nei rapporti tra privati: non si può presentare alla PA. Nelle gare la stazione appaltante verifica la regolarità nel FVOE.
Di cosa parliamo in questo articolo:
DURC o certificato Inarcassa: le differenze
Il DURC e il certificato Inarcassa attestano cose diverse e non si sostituiscono l’uno con l’altro.
| DURC On Line | Certificato di regolarità Inarcassa | |
|---|---|---|
| Chi lo rilascia | INPS, INAIL e Casse edili | Inarcassa |
| Per chi | imprese e lavoratori autonomi, compreso lo studio professionale che ha dipendenti | ingegneri e architetti liberi professionisti, società di ingegneria e di professionisti, associazioni professionali |
| Cosa attesta | il pagamento di contributi e premi per i lavoratori | il pagamento dei contributi dovuti alla cassa dei professionisti e l’invio delle dichiarazioni |
| Dove si chiede | portali INPS e INAIL | iOL, area riservata di Inarcassa |
| Validità | 120 giorni | 120 giorni |
Il professionista che ha dipendenti, quindi, può avere bisogno di entrambi: il certificato Inarcassa per la propria posizione previdenziale e il DURC per i contributi dei lavoratori dello studio. Come si scarica il DURC è spiegato nella guida al DURC online.
Come si chiede il certificato da iOL
- Primo passo: accedi all’area riservata Inarcassa On Line (iOL) con SPID, CIE o CNS. Al primo accesso il sistema chiede di completare i dati mancanti e di indicare la PEC, come professionista o come rappresentante legale di una società.
- Secondo passo: apri la sezione “Domande e certificati” e scegli “Certificati”.
- Terzo passo: richiedi il certificato di regolarità contributiva: se la posizione è in regola, il rilascio è automatico.
Possono operare su iOL anche gli intermediari abilitati con delega digitale. Le associazioni professionali per ora non possono usare il servizio online: inviano la richiesta via PEC a Inarcassa con l’apposito modulo, disponibile sulla pagina “Regolarità contributiva per professionisti e Società” del sito Inarcassa.
Il vecchio sistema descritto in molte guide, con il codice di accesso spedito per posta e il download dalla “Inar-box”, non è più in uso.
Quando il certificato viene rilasciato
Inarcassa rilascia il certificato se, alla data della richiesta, risulta una di queste situazioni:
- un debito non superiore a 500 euro (differenza tra somme dovute e somme versate), considerato “non grave”;
- il mancato pagamento della contribuzione minima dell’anno in corso, che non è considerato un’irregolarità grave;
- un ricorso amministrativo o giurisdizionale pendente sugli importi scaduti e non versati, qualunque sia l’importo;
- debiti affidati all’Agenzia delle Entrate-Riscossione o ad altre società di riscossione per i quali è stato concesso un piano di rateazione regolarmente rispettato.
È invece un’irregolarità grave, che impedisce il rilascio, la mancata dichiarazione del reddito professionale o del volume d’affari.
Se non sei in regola: 15 giorni per sistemare
Chi chiede il certificato e risulta non in regola ha 15 giorni per la regolarizzazione spontanea: pagare il debito o inviare la dichiarazione mancante. Fatto questo, il certificato può essere rilasciato.
Il certificato nelle gare pubbliche
Essere in regola con Inarcassa è una condizione per ricevere incarichi pubblici di progettazione, direzione dei lavori e servizi di ingegneria e architettura. Ma il certificato non va presentato alla stazione appaltante: per legge non può essere presentato alla pubblica amministrazione né ai privati gestori di pubblici servizi, e resta utile nei rapporti contrattuali tra privati.
Nelle gare la stazione appaltante verifica i requisiti attraverso il fascicolo virtuale dell’operatore economico (FVOE), disciplinato dall’art. 24 del D.Lgs. 36/2023 e disponibile nella Banca dati nazionale dei contratti pubblici. Il FVOE serve a controllare che non ci siano cause di esclusione, comprese le gravi violazioni contributive.
Per le gare dei settori ordinari con importo a base d’asta inferiore a 40.000 euro, Inarcassa indica che è la stazione appaltante a chiedere il certificato online, solo dalla propria PEC registrata nell’indice delle pubbliche amministrazioni (IndicePA); il certificato arriva a quella PEC. Il professionista non deve fare nulla, se non essere in regola.
Il vecchio sistema AVCPass, legato al D.Lgs. 50/2016, è stato superato dal nuovo codice dei contratti pubblici.
Per approfondire: sulla partecipazione alle gare, le guide all’avvalimento nel nuovo codice degli appalti e alla garanzia definitiva; su cosa fare davanti a un bando che non rispetta le regole, la guida su come denunciare i bandi di gara irregolari.
Domande frequenti
Non con questo nome. Il DURC riguarda INPS, INAIL e Casse edili. Per ingegneri e architetti iscritti a Inarcassa la regolarità si attesta con il certificato di regolarità contributiva rilasciato da Inarcassa, che si chiede online da iOL.
120 giorni.
No. Il certificato non può essere presentato alla pubblica amministrazione. Nelle gare la stazione appaltante verifica la regolarità nel fascicolo virtuale dell’operatore economico (FVOE); per le gare sotto 40.000 euro chiede il certificato direttamente a Inarcassa dalla propria PEC.
Sì. Un debito fino a 500 euro è considerato non grave e non impedisce il rilascio. Lo impedisce invece la mancata dichiarazione del reddito professionale o del volume d’affari.
Sì, per i contributi dei lavoratori dello studio. Il certificato Inarcassa riguarda solo la tua posizione verso la cassa dei professionisti; il DURC si chiede sui portali INPS e INAIL.
Riferimenti normativi
- D.Lgs. 31 marzo 2023, n. 36 (codice dei contratti pubblici) – art. 24 (fascicolo virtuale dell’operatore economico), art. 94 (cause di esclusione automatica), art. 99 (verifica dei requisiti).
- Inarcassa, deliberazione del Consiglio di amministrazione del 22/09/2015 – criteri per il rilascio del certificato di regolarità contributiva.
- Inarcassa, pagine “Regolarità contributiva per professionisti e Società” e “Regolarità contributiva per le Stazioni Appaltanti” (consultate il 29/10/2026).
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