Illuminazione architetturale: come gestire le luci negli edifici

Illuminazione architetturale: come gestire le luci negli edifici
Edilizia
Autore: Ultimo aggiornamento: 5 Settembre 2024Categorie: Edilizia

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La luce è sempre stato un elemento fondamentale per la vita dell’uomo. Nel corso della storia ha assunto sempre maggiore rilevanza, fino a quando, con l’invenzione della lampadina, ha raggiunto il suo apice. Oggi la luce non viene usata solo per vedere nella notte e nelle tenebre, ma come elemento decorativo ed emozionale.

Un esempio tangibile di questo è l’illuminazione architetturale.

Di cosa parliamo in questo articolo:

  1. Cosa si intende per illuminazione architetturale?
  2. I tre rami d’illuminazione architetturale
  3. Cosa tenere in conto quando si illuminano gli spazi architettonici
  4. Cinque categorie di applicazione

Cosa si intende per illuminazione architetturale?

L’illuminazione architetturale si riferisce all’uso strategico della luce, sia artificiale che naturale, per valorizzare gli spazi e gli edifici, migliorandone l’aspetto estetico e funzionale. Questo tipo di illuminazione non riguarda solo il dare luce per vedere meglio, ma anche creare atmosfere, enfatizzare dettagli architettonici, dare profondità e valorizzare materiali e forme.

L’illuminazione architetturale può essere definita quindi come il sistema usato per illuminare un’opera architettonica, che sia un edificio o uno spazio verde. 

Tra gli aspetti chiave troviamo:

  • illuminazione architetturale storica: si concentra sull’illuminazione di edifici e monumenti storici, cercando di valorizzare il patrimonio architettonico senza compromettere l’integrità dell’opera originale;
  • illuminazione architetturale contemporanea: questa branca si occupa dell’illuminazione di edifici moderni, caratterizzati da linee pulite, design minimalisti e materiali innovativi come vetro, acciaio e cemento;
  • illuminazione architetturale ambientale: riguarda l’uso dell’illuminazione in modo sostenibile e rispettoso dell’ambiente, massimizzando l’efficienza energetica e riducendo l’inquinamento luminoso.

Lo scopo dell’illuminazione architetturale è creare una sintonia luminosa tra l’oggetto illuminato e il suo contesto, valorizzando forma e bellezza.

Non dobbiamo quindi cadere nell’errore di pensare che l’illuminazione architetturale sia usate per ricreare lo stesso effetto che il soggetto ha durante le ore diurne, illuminato dalla luce solare. Questo è possibile perché la luce artificiale può essere usata da varie angolazioni e direzioni, a differenza della luce naturale che ha una sola direzione, dall’alto verso il basso. Quindi le possibilità di creare risultati innovativi sono tante.

Ogni spazio ha un suo scopo e il lighting design deve saperlo valorizzare al meglio attraverso la luce. Ma questa non è la sola funzione. I tre obiettivi più grandi dell’illuminazione architetturale sono sicurezza, prestazione e apparenza.

Da questi vengono a crearsi tre rami dell’illuminazione architetturale in base all’attività per cui viene utilizzata.

I tre rami d’illuminazione architetturale

L’illuminazione architetturale può essere suddivisa in diversi rami, ciascuno con un obiettivo specifico che risponde a esigenze funzionali, estetiche o promozionali. Questi rami sono fondamentali per definire il modo in cui la luce viene utilizzata negli spazi costruiti, influenzando la percezione dell’ambiente e la relazione tra edifici e utenti. Di seguito, i tre rami principali:

  1. illuminazione funzionale: utilizza la luce per garantire che le persone possano svolgere attività specifiche in sicurezza e con il massimo comfort, concentrandosi sull’efficienza e la praticità;
  2. illuminazione promozionale: impiega la luce come strumento per attirare l’attenzione dello spettatore, spesso utilizzata in contesti commerciali o di intrattenimento per creare un forte impatto visivo e suscitare interesse;
  3. illuminazione architetturale: cerca di creare un’identità unica per l’edificio, mettendo in risalto i suoi dettagli architettonici e integrandoli in modo armonioso con il paesaggio circostante, valorizzando l’estetica e il contesto.

La figura professionale in grado di assolvere al meglio a questo compito è il consulente illuminotecnico o light designer, un professionista che conosce il mondo dell’architettura e sa bene come valorizzare un soggetto attraverso la luce. La disciplina di riferimento, infatti, è proprio quella del lighting design, che è chiamata a dare vita all’effetto ricercato, e che “sottolinea i dettagli architettonici dei prospetti, scolpendone i volumi, catturando l’interesse e trasmettendo emozioni”, citando quanto scritto sul sito del consulente illuminotecnico professionista Marco Petrucci. Si tratta quindi di una figura distinta dall’interior designer, ma unita a quest’ultimo dalla medesima passione verso tutto ciò che l’architettura può offrire.

Cosa tenere in conto quando si illuminano gli spazi architettonici

Illuminazione architettonica esempio

Quando si illumina un edificio bisogna tenere conto di due aspetti:

  • il fattore funzionale;
  • il fattore emozionale.

Fattore funzionale

Quando parliamo di fattore funzionale, ci riferiamo a tutti gli aspetti più tecnici. Tra questi possiamo annoverare:

  • Il posizionamento degli apparecchi luminosi: a seconda della posizione e dell’inclinazione del fascio luminoso si possono ottenere effetti diversi.
  • La quantità di luce emessa dalle lampade: di quanta ce n’è bisogno?
  • Le caratteristiche della superficie da illuminare: è opaca o riflettente? A seconda del materiale si possono avere determinati risultati di illuminazione, senza contare le differenze di inclinazione della luce riflessa.
  • La tipologia di lampade: lampade a LED o alogene? Ultimamente si sta preferendo molto il LED, poiché ha una vita più lunga (quindi meno costi di manutenzione) e ha una buona resa cromatica.
  • La resa cromatica: la fedeltà dei colori che viene riprodotta dalla luce.

Fattore emozionale

Quando invece si parla del livello più artistico e puramente estetico della luce, allora dobbiamo considerare i fattori emozionali. Ossia:

  • I giochi di colore: il colore delle lampade da usare per rendere più suggestivo un luogo.
  • L’unione tra l’illuminazione del soggetto e quella del suo ambiente: l’ambiente non è un elemento a parte, ma può esaltare ciò che contiene. 
  • La dimensione del fascio luminoso utilizzato: a seconda di questa grandezza si possono creare degli effetti particolari.
  • Il contrasto creato dagli elementi architettonici: le ombre che vengono generate possono essere più o meno marcate a seconda del risultato che si vuole raggiungere.
  • Temperatura colore: Luce calda o luce fredda?

Come illuminare una struttura architetturale

Illuminazione architetturale dei Fori Imperiali a Roma
Illuminazione architetturale dei Fori Imperiali a Roma

Illuminare una struttura architettonica richiede un’attenta pianificazione per valorizzare l’edificio e integrarlo armoniosamente con l’ambiente circostante. Prima di tutto, è fondamentale analizzare le caratteristiche dell’edificio, come forme, materiali e dettagli unici, e valutare il contesto in cui si trova, che sia urbano o naturale. Questo è particolarmente importante quando si tratta di strutture di carattere storico, dove l’illuminazione deve rispettare e preservare l’integrità dell’edificio. A seconda dell’obiettivo, l’illuminazione può essere funzionale, estetica o promozionale.

Cinque categorie di applicazione

A seconda della realizzazione che si vuole ottenere, si possono considerare cinque categorie di applicazione:

  • luce a proiezione;
  • luce d’accento;
  • wall washing;
  • luce guida;
  • effetti luce.

Luce a proiezione

La luce a proiezione viene usata principalmente per illuminare gli elementi verticali dalla distanza. È molto importante che sia studiata correttamente, poiché c’è il rischio che si venga a creare un effetto “fluttuante”, nel quale sembra che il palazzo non sia attaccato a terra. Un’illuminazione uniforme è fondamentale in questo senso e spesso si usano delle luci integrative. Con la luce a proiezione si possono illuminare tutti gli elementi verticali dell’edificio, ma soprattutto si possono coinvolgere tutti gli aspetti di contorno per fondere armoniosamente edificio e ambiente. 

Luce d’accento

La luce d’accento è usata per mettere in risalto alcuni elementi dell’architettura. Il soggetto può essere illuminato da tutte le direzioni, a seconda dell’effetto che gli si vuole dare. Se per esempio non si voglio avere ombre troppo marcate, allora si adotta una luce di riempimento più morbida. Altrimenti si può giocare con il forte contrasto non usando luci di riempimento.
Gli effetti che si possono creare sono innumerevoli.

Wall washing

Wall washing o luce radente è utilizzata per evidenziare i dettagli della superficie di una parete. Viene adottata spesso in edifici abitati, poiché è una luce che non infastidisce, facendo penetrare poca luce nell’edificio. L’illuminazione che si crea adottando questa applicazione è uniforme e le lampade sono posizionate tutte a distanza regolare una dall’altra. Avendo una direzione dal basso verso l’alto, è usata molto per valorizzare anche elementi architettonici come archi e portici.

Luce guida

La luce guida, già dal nome si intende quale è il suo scopo, è usata per un’illuminazione più funzionale. Si adotta quando si vogliono segnalare percorsi pedonali, ingressi, gradini e altri elementi simili. È importante ricordare che la loro applicazione deve essere in simbiosi con l’architettura e l’illuminazione circostante. Inoltre bisogna fare attenzione che non sia abbagliante in alcun modo, sia per fascio diretto che riflesso: i passanti devono essere guidati da una luce accogliente.

Effetto luce

Con effetto luce si intendono tutte quelle applicazioni che creano dei giochi decorativi di luce. Possono essere luci colorate o strutture che emettono fasci luminosi con forme particolari. Sono usate come aggiunta per migliorare l’emotività che l’edificio vuole trasmettere.

l’illuminazione architetturale è una componente fondamentale per valorizzare sia edifici moderni che strutture di carattere storico, garantendo un equilibrio tra funzionalità, estetica e sostenibilità. Comprendere come utilizzare la luce per mettere in risalto gli elementi distintivi di un edificio richiede non solo competenze tecniche, ma anche una profonda sensibilità artistica. Per approfondire queste abilità e restare aggiornati sulle ultime tendenze e tecnologie nel campo, i corsi per architetti offrono opportunità formative mirate a sviluppare competenze avanzate nell’illuminazione e in altre aree strategiche della progettazione architettonica.

Le Corbusier disse che “l’architettura è il gioco sapiente, rigoroso e magnifico dei volumi sotto la luce”. Grazie al lighting design e all’illuminazione architetturale, questo gioco è possibile vederlo anche di notte.

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