SCIA in sanatoria, la regolarizzazione degli abusi edilizi

SCIA in sanatoria, la regolarizzazione degli abusi edilizi
Edilizia, Normative
Autore: Ultimo aggiornamento: 22 Agosto 2024Categorie: Edilizia, Normative

Nel settore edilizio, la conformità normativa è essenziale per garantire la sicurezza e la legalità degli interventi. Tuttavia, può capitare che alcune opere vengano eseguite senza il corretto iter autorizzativo, mettendo a rischio la regolarità dell’immobile. In questi casi, la SCIA in sanatoria si presenta come una soluzione indispensabile. Questa comunicazione formale, da presentare al Comune competente, è necessaria quando sono stati realizzati lavori edilizi o ristrutturazioni che hanno coinvolto le strutture portanti dell’edificio senza aver prima ottenuto la SCIA edilizia prescritta dalla legge. In questo articolo analizzeremo nel dettaglio cos’è la scia in sanatoria, le tempistiche e quanto costa, in modo da fornire ai professionisti del settore edile tutte le informazioni necessarie per gestire correttamente le attività connesse alla pratica.

Di cosa parliamo in questo articolo:

  1. Che cos’è e a cosa serve la SCIA in sanatoria?
  2. SCIA in sanatoria e il silenzio assenso
  3. Come si presenta e quali sono i costi
  4. Quando scattano le sanzioni?

Che cos’è e a cosa serve la SCIA in sanatoria?

La SCIA (Segnalazione Certificata di Inizio Attività) in sanatoria è, secondo le parole del legislatore, un accertamento di conformità fondamentale per regolarizzare gli abusi edilizi, ovvero tutti quegli interventi realizzati senza le dovute autorizzazioni. Consente, dunque, di legalizzare opere già concluse o in fase di costruzione, evitando eventuali sanzioni. Si tratta, in poche parole, di una SCIA a posteriori, utile per sanare le irregolarità edilizie e ottenere così la conformità dell’immobile alle norme urbanistiche ed edilizie vigenti. Questo strumento è regolato dall’art. 37 del DPR 380/01, il cosiddetto “Testo unico delle disposizioni legislative e regolamentari in materia edilizia”. Ovviamente, si tratta di una procedura non applicabile in tutti i casi, in quanto esistono diversi abusi edilizi che non sono sanabili, principalmente a causa di problemi di sicurezza o di violazione di vincoli ambientali e paesaggistici.

Tipi di SCIA in sanatoria

Ci sono due principali tipologie di SCIA in sanatoria:

  • SCIA tardiva, utilizzata quando i lavori sono ancora in corso;
  • SCIA in sanatoria per sanare interventi già conclusi.

La SCIA in sanatoria, dunque, può essere presentata durante l’esecuzione dei lavori, senza richiedere una verifica approfondita della conformità, attraverso il pagamento di una sanzione di 516 euro. Tuttavia, se entro 30 giorni dalla presentazione vengono riscontrate ulteriori irregolarità, il Comune notificherà al richiedente l’ordine di sospendere i lavori: nonostante ciò, è comunque possibile presentare una nuova SCIA corretta per conformarsi alle normative vigenti.

Per quanto riguarda la SCIA in sanatoria, è indispensabile che i lavori realizzati siano conformi alle normative urbanistiche ed edilizie sia al momento in cui è stato commesso l’abuso sia al momento in cui si richiede la sanatoria, rispettando così il principio della doppia conformità. Il Testo Unico dell’Edilizia e l’articolo 36 del DPR n. 380 del 6 giugno 2001 disciplinano in dettaglio il processo per ottenere la concessione edilizia in sanatoria. Questi riferimenti normativi definiscono le procedure per la presentazione della richiesta di sanatoria, indicano la documentazione richiesta e definiscono il costo della sanzione applicabile.

SCIA in sanatoria e il silenzio assenso

Spesso, quando si discute di SCIA in sanatoria, ci si chiede se possa valere anche per questa pratica il principio del silenzio assenso. Si tratta di quella norma per cui, trascorso un certo periodo di tempo dalla presentazione di un documento (senza che l’autorità competente abbia sollevato obiezioni) la pratica si intenda approvata. Tuttavia, in questo caso, la risposta è negativa, e la ragione è piuttosto chiara. Generalmente, i Comuni tendono a seguire con grande attenzione l’istruttoria delle pratiche, comunicando l’esito positivo al richiedente per dimostrare di aver completato tutte le verifiche necessarie. Inoltre, il Comune provvede a calcolare e comunicare al richiedente l’importo della sanzione associata alla SCIA in sanatoria.

Per questi motivi, la possibilità di approvazione tramite silenzio assenso non è praticabile. A rafforzare questa posizione, l’articolo 37 comma 4 del Testo Unico dell’Edilizia non prevede esplicitamente il silenzio assenso, ma piuttosto stabilisce che l’intero procedimento si concluda con un provvedimento formale e una sanzione pecuniaria determinata dal responsabile del Comune.

4. Ove  l'intervento  realizzato  risulti  conforme alla disciplina urbanistica  ed  edilizia  vigente sia al momento della realizzazione dell'intervento, sia al momento della presentazione della domanda, il responsabile  dell'abuso  o  il  proprietario  dell'immobile  possono ottenere   la   sanatoria  dell'intervento  versando  la  somma,  non superiore  a  5164  euro  e  non  inferiore  a 516 euro stabilita dal responsabile  del  procedimento  in  relazione  all'aumento di valore dell'immobile valutato dall'agenzia del territorio.

Come si presenta e quali sono i costi

La presentazione della SCIA in sanatoria richiede la compilazione di un modulo specifico, disponibile presso l’ufficio tecnico del Comune o online sul sito istituzionale. È necessario allegare una serie di documenti tecnici, tra cui progetti e relazioni asseverate da un tecnico abilitato. Ma quanto tempo ha il Comune per rispondere ad una scia in sanatoria? Secondo l’art. 36 del già citato DPR 380/01, i tempi di approvazione sono di 60 giorni.

Invece non è possibile dare un’indicazione precisa su quanto costa fare una scia in sanatoria. Il costo della sanzione per la regolarizzazione, infatti, varia a seconda del momento della presentazione della domanda: prima si fa, minori saranno le multe previste. In generale, la cifra può andare da un minimo di poche centinaia di euro fino a diverse migliaia di euro.

Quando scattano le sanzioni?

Le sanzioni per chi non regolarizza gli abusi edilizi possono essere molto severe. Nel caso in cui l’abuso non venga sanato tramite la SCIA in sanatoria, si rischia non solo una multa, ma anche l’obbligo di ripristinare lo stato dei luoghi o, nei casi più gravi, la demolizione delle opere abusive. È quindi essenziale procedere tempestivamente alla regolarizzazione, onde evitare conseguenze peggiori.

In sintesi, la SCIA in sanatoria è un’opportunità per mettere in regola le opere eseguite senza autorizzazione, ma è fondamentale comprenderne bene i meccanismi, le tempistiche e i costi, oltre a sapere quando è applicabile e quando no. Per esempio, è importante conoscere la distinzione tra CILA e SCIA, per individuare quale delle due autorizzazioni è necessaria in un certo caso specifico. La CILA, infatti, viene impiegata per lavori di manutenzione straordinaria che non coinvolgono elementi strutturali, mentre la SCIA è necessaria per interventi che alterano la struttura dell’edificio o richiedono una verifica più dettagliata delle condizioni di sicurezza.