Impianti fotovoltaici a terra: normativa, caratteristiche e limiti

Ambiente, Edilizia, Ingegneri
L’installazione di impianti fotovoltaici a terra rappresenta una soluzione sostenibile per la produzione di energia rinnovabile, ma è soggetta a una serie di normative e regolamenti specifici.
In questo articolo approfondiremo le principali caratteristiche e i limiti degli impianti fotovoltaici a terra, con particolare attenzione alla normativa vigente, agli incentivi disponibili per il 2024 e alle autorizzazioni necessarie per la loro installazione.
Di cosa parliamo in questo articolo:
- Normativa sugli impianti fotovoltaici a terra
- Autorizzazioni e procedure
- Le caratteristiche degli impianti fotovoltaici a terra
- Come funziona il fotovoltaico a terra?
- Limiti di installazione
- Autorizzazioni necessarie
- Installazione di pannelli solari nei campi e in giardino
- Gli incentivi
- Confronto tra impianti a terra e a isola
- Quanto rende un impianto fotovoltaico a terra?
- Quando conviene?
- Quanto costa un impianto fotovoltaico a terra?
Normativa sugli impianti fotovoltaici a terra
La normativa di riferimento per l’installazione dei pannelli fotovoltaici è contenuta nel Decreto Legge n. 17/2022, conosciuto anche come Decreto bollette, una misura legislativa adottata per promuovere la transizione energetica degli immobili. Si tratta di una normativa piuttosto complessa che varia a seconda della localizzazione dell’impianto stesso.
Tra gli aspetti principali da considerare troviamo:
- le autorizzazioni: prima di procedere con l’installazione, è necessario ottenere una serie di autorizzazioni da enti locali e nazionali. Tra queste, l’autorizzazione paesaggistica, quella ambientale e il permesso di costruire;
- il nuovo decreto agricoltura: il recente decreto stabilisce nuove regole per l’installazione di impianti fotovoltaici in aree agricole, con l’obiettivo di limitare l’impatto sul paesaggio e sull’uso del suolo agricolo;
- la distanza tra impianti fotovoltaici a terra e dai confini: la normativa impone specifiche distanze minime tra gli impianti e dai confini delle proprietà per garantire la sicurezza e ridurre l’impatto visivo.
Questi aspetti vengono trattati nel corso di progettazione fotovoltaico rivolto ai professionisti del settore che si occupano di energia rinnovabile.
Autorizzazioni e procedure
L’installazione di un impianto fotovoltaico a terra richiede il rispetto di specifiche procedure autorizzative. Ecco i principali passaggi:
- valutazione dell’impatto ambientale (VIA): questo procedimento è fondamentale per valutare l’effetto dell’impianto sull’ambiente circostante;
- permesso di costruire: necessario per avviare i lavori di installazione, deve essere richiesto al comune competente;
- autorizzazione unica: per gli impianti di grandi dimensioni, può essere richiesta un’autorizzazione unica che semplifica il processo autorizzativo, includendo tutte le necessarie approvazioni in un unico documento.
Le caratteristiche degli impianti fotovoltaici a terra
Le strutture degli impianti fotovoltaici a terra sono realizzate in acciaio o alluminio e vengono posizionate direttamente sul terreno, orientate in modo da ottenere la massima esposizione solare. Questi sistemi sfruttano i pannelli per catturare la luce, producendo così energia solare fotovoltaica per coprire il fabbisogno energetico degli edifici o delle strutture a cui sono collegati. Si tratta di una soluzione da valutare nel caso sia disponibile un’ampia area esterna o un terreno da dedicare allo scopo.
Per avere un impianto performante, è essenziale elevare i pannelli dal suolo attraverso strutture appositamente progettate, che possono essere:
- monopalo, quindi con un singolo palo centrale che sostiene i pannelli, opzione particolarmente adatta a terreni industriali e in zona agricola di dimensioni moderate, perché occupano meno spazio;
- bipalo, forniscono un supporto maggiore e quindi sono indicati per terreni soggetti a condizioni atmosferiche avverse come venti forti, grandine e neve.
Scegliere la struttura portante più appropriata richiede una conoscenza approfondita delle caratteristiche di ciascuna opzione, al fine di garantire il supporto più efficace per i pannelli anche in relazione al dimensionamento dell’impianto fotovoltaico.
Come funziona il fotovoltaico a terra?
Il funzionamento degli impianti fotovoltaici a terra è molto simile a quello degli impianti su tetto: il principio su cui si basano è quello di catturare i raggi per convertire l’energia solare in elettricità. Anche qui si utilizzano uno o più pannelli fotovoltaici: questi moduli possono essere realizzati in silicio monocristallino, policristallino o a film sottile. La loro inclinazione varia in base alla zona climatica: per esempio, è di 33° nel nord Italia e tra 22° e 23° nelle regioni centrali e meridionali. Un altro componente essenziale è l’inverter, che converte la corrente continua prodotta dai moduli in corrente alternata, accoppiato ad altri componenti hardware elettronici e meccanici.
In poche parole, quando la luce solare colpisce la superficie dei pannelli, si genera corrente elettrica tramite un processo noto come effetto fotovoltaico. Sebbene un singolo impianto possa produrre solo una quantità limitata di energia, l’unione di più pannelli permette di accumulare grandi quantità di energia e di rispondere a un fabbisogno energetico importante.
Limiti di installazione
Per procedere con l’installazione di un sistema di pannelli fotovoltaici a terra, è necessario tenere conto di diverse restrizioni. Le principali limitazioni associate a questi impianti includono:
- posizionamento degli impianti: i pannelli a terra non possono essere installati ovunque, a causa delle loro dimensioni significative e del loro impatto visivo;
- incentivi governativi: le recenti modifiche al quadro normativo hanno introdotto maggiori restrizioni per l’accesso agli incentivi statali, abolendo i limiti precedentemente fissati e diminuendo notevolmente le opportunità di supporto economico per l’installazione dei pannelli;
- distanza dai confini: è necessario che ci sia una certa distanza tra gli impianti fotovoltaici a terra e i confini della proprietà, così come dalle strade comunali, provinciali e regionali.
Autorizzazioni necessarie
L’esclusione dal Decreto Legge 17/2022 e le restrizioni relative a distanze e posizionamento rendono il processo di autorizzazione per la realizzazione di un impianto fotovoltaico a terra complesso.
Quando questi impianti assumono dimensioni notevoli e occupano ampie superfici di terreno, diventa indispensabile ottenere specifiche autorizzazioni dalle autorità locali. Questo processo include anche una valutazione dell’impatto ambientale.
Installazione di pannelli solari nei campi e in giardino
L’installazione di pannelli solari nei campi e nei giardini rappresenta un’opzione interessante per i privati e le aziende agricole. In questo caso è necessario verificare le normative locali prima di procedere con l’installazione per evitare sanzioni o la rimozione dei pannelli. Talvolta è possibile combinare l’installazione dei pannelli con l’attività agricola, ad esempio utilizzando tecniche di agrivoltaico.
L’installazione di pannelli solari può comportare costi iniziali elevati, ma gli incentivi e i risparmi sulla bolletta elettrica possono ammortizzare l’investimento nel tempo.
Gli incentivi
Il 1° marzo 2022, il Decreto energia ha introdotto una normativa specifica per regolamentare l’installazione degli impianti fotovoltaici a terra, contenuta nell’articolo 11 della legge. Quest’articolo descrive le situazioni in cui è possibile ottenere una deroga al divieto di accedere agli incentivi statali per gli impianti solari situati su suolo agricolo.
Il decreto precedente, infatti, aveva imposto il limite secondo cui l’impianto poteva occupare al massimo il 10% della superficie agricola aziendale. Nella normativa attuale, questo limite viene superato e si stabilisce che, per accedere agli incentivi statali per gli impianti fotovoltaici con moduli elevati dal suolo, è necessario aderire alle Linee guida sviluppate dal CREA (Consiglio per la ricerca in agricoltura e l’analisi dell’economia agraria) in collaborazione con il GSE (Gestore dei Servizi Energetici).
Confronto tra impianti a terra e a isola
La scelta tra un impianto fotovoltaico a isola e uno a terra dipende da diversi fattori, tra cui le esigenze energetiche, la disponibilità di spazio e le condizioni specifiche del sito di installazione. Le principali differenze sono:
- connessione alla rete: nell’impianto a terra generalmente è connesso alla rete elettrica, nell’impianto a isola è autonomo e non connesso alla rete;
- utilizzo del suolo: l’impianto a terra richiede ampie superfici di terreno, l’impianto a isola può essere installato in spazi limitati o su edifici esistenti;
- capacità di produzione: l’impianto a terra ha una elevata capacità di produzione grazie alla possibilità di installare molti pannelli, l’impianto a isola ha una capacità limitata dalla dimensione delle batterie e dall’area disponibile per i pannelli;
- costo e manutenzione: l’impianto a terra ha costi iniziali e di manutenzione relativamente bassi per grandi progetti, l’impianto a isola ha costi iniziali elevati e manutenzione delle batterie necessaria.
Quanto rende un impianto fotovoltaico a terra?
Attualmente, in Italia ci sono oltre 20 mila impianti fotovoltaici installati su terreni agricoli, soprattutto nelle regioni del nord. Un impianto fotovoltaico installato su terreno agricolo o industriale con pannelli posizionati a terra può generare una rendita annua di 2000 a 4000 euro per ettaro. Dato che, generalmente, la dimensione media di tali impianti non è inferiore ai 10 ettari, i potenziali benefici economici sono facilmente calcolabili. Bisogna tenere conto anche che il rendimento economico derivante dall’installazione di questi sistemi può variare notevolmente da una regione all’altra del nostro paese.
Quando conviene?
La convenienza di un impianto fotovoltaico a terra varia a seconda del suo scopo e dell’utilizzo specifico che se ne fa. Bisogna considerare, quindi, due possibilità: l’installazione di pannelli per alimentare una fabbrica o per fornire energia a un piccolo immobile. Considerando sia i vantaggi e che gli svantaggi degli impianti a terra visti finora, e tenendo conto degli importanti vincoli normativi, è consigliabile scegliere questa tipologia di impianto principalmente per grandi applicazioni, quindi per fabbriche o stabilimenti industriali e non come impianto a uso domestico.
Quanto costa un impianto fotovoltaico a terra?
È difficile determinare un costo universalmente valido per un impianto fotovoltaico a terra, perché dipende ovviamente dall’utilizzo che se ne dovrà fare e dalla specifiche tecniche del progetto. Tuttavia, per un uso industriale, un impianto standard che raggiunge una potenza di 1 MW può arrivare a costare circa 800.000 euro. Senza contare costi aggiuntivi, come quelli della manutenzione che si aggirano intorno ai 10.000 euro l’anno.
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