La differenza tra condono edilizio e sanatoria ordinaria

Edilizia, Normative
Qual è la differenza tra condono e sanatoria edilizia? Si tratta di due strumenti usati entrambi per regolarizzare un abuso edilizio. Si distinguono però per le circostanze specifiche in cui possono essere applicati. Vediamo più nel dettaglio che differenza c’è tra un condono e una sanatoria e cosa prevedono le normative a riguardo.
Di cosa parliamo in questo articolo:
Differenza tra condono edilizio e sanatoria ordinaria
Quando si parla di abuso edilizio, termini come “condono” e “sanatoria” vengono spesso usati in modo intercambiabile, ma rappresentano concetti distinti, ognuno con le proprie implicazioni legali e normative. Comprenderne le specificità, pertanto, è fondamentale per chiunque si trovi alle prese con la regolarizzazione di abusi edilizi.
Che cos’è il condono edilizio?
Il condono edilizio è un provvedimento speciale, con validità limitata e previsto da leggi specifiche, che consente di regolarizzare opere edilizie realizzate in violazione delle norme urbanistiche, purché rispettino determinati requisiti. La caratteristica principale del condono è che viene concesso attraverso una legge straordinaria che permette di sanare violazioni commesse prima di una certa data, stabilita dalla legge stessa.
In Italia, i condoni edilizi sono stati introdotti in tre diverse occasioni, ad esempio con il d.l. 269/2003, poi convertito nella legge n. 326/2003, che ha sancito una delle ultime possibilità di regolarizzare le opere abusive. Il condono prevede una procedura semplificata e la possibilità di evitare le sanzioni previste dalla legge per gli abusi edilizi, ma solo se si rispettano i criteri stabiliti dalla normativa.
Che cos’è la sanatoria ordinaria?
La sanatoria ordinaria, regolata dall’art. 36 del Testo Unico dell’Edilizia (DPR 380/2001), è uno strumento amministrativo che permette di regolarizzare opere edilizie realizzate in violazione delle norme urbanistiche ed edilizie, purché rispettino la cosiddetta “doppia conformità“. Ciò significa che l’opera deve essere conforme sia alle norme vigenti al momento della sua realizzazione sia a quelle in vigore al momento della richiesta di sanatoria.
A differenza del condono, la sanatoria ordinaria non è legata a leggi speciali o straordinarie, ma è prevista dalla normativa ordinaria. In poche parole, può sanare le opere realizzate senza titolo edilizio, a condizione che le stesse siano conformi ai regolamenti urbanistici-edilizi in vigore. La sanatoria comporta il pagamento di una sanzione pecuniaria, calcolata in base al tipo di abuso e alla gravità della violazione. Si tratta di una procedura più complessa rispetto al condono, poiché richiede una valutazione tecnica e amministrativa dettagliata per verificare la regolarità dell’opera.
Le sanzioni derivanti dagli abusi
Gli abusi edilizi comportano una serie di conseguenze sia penali che amministrative, che variano a seconda della gravità dell’infrazione e del tipo di abuso commesso (art. 44 DPR 380/01). Le sanzioni amministrative previste per gli abusi edilizi possono includere la demolizione delle opere realizzate senza autorizzazione o il pagamento di una sanzione pecuniaria. Sotto il profilo penale, invece, le conseguenze possono includere l’ammenda o l‘arresto fino a 2 anni per il responsabile individuato.
È importante ricordare che non tutte le opere possono essere regolarizzate tramite questi strumenti: esistono infatti i cosiddetti abusi edilizi non sanabili, che comportano l’obbligo di demolizione delle opere abusive e il ripristino dello stato dei luoghi, in particolare se non rispettano il principio di doppia conformità o se ricadono in aree soggette a particolari vincoli paesaggistici o ambientali, per alcuni dei quali può configurarsi il reato di abuso edilizio.
Esiste anche la possibilità di ottenere un permesso di costruire in sanatoria, che può essere richiesto in qualsiasi momento, purché l’abuso sia conforme alle normative vigenti. Per ottenerlo, è necessario seguire una procedura burocratica e pagare un contributo di costruzione maggiorato, che varia in base ai regolamenti regionali e comunali. Anche in questo caso, se non si procede alla sanatoria, possono scattare sanzioni severe, come la demolizione dell’opera o ammende elevate.





